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Processione del Venerdì Santo, anche le ragazze con l’abito di “Graziella”

vestito graziella 2012La Pasqua, oramai, è alle porte e con essa si preparano giorni intensi per la comunità isolana, fatti di riti e funzioni, tra il sacro ed il profano, che da centinaia di anni si ripetono nel segno della tradizione, coinvolgendo donne e uomini, grandi e piccini.

In questo contesto elementi di novità sono sempre visti con un certo “sospetto” per questo è certamente destinata a far discutere la proposta di Elisabetta Montando, costumista e scrittrice di fama nazionale, formulata in una lettera aperta indirizzata alla Congrega dei Turchini, alle autorità religiose e al Comune di Procida nella quale si popone di far partecipare alla “Processione del Venerdì Santo” anche ragazze vestite con il tipico abito procidano di “Graziella”.

“Cari illustri amici – scrive Elisabetta Montaldo – si prepara la Processione del Venerdì Santo, un evento al quale tutta l’isola partecipa con passione e si sta già da tempo preparando.

Una celebrazione religiosa secolare così importante anche per la cultura procidana e per l’immagine di sé che la nostra isola dà al mondo mostrando i suoi tesori e il suo forte senso della comunità alla quale partecipano numerose ragazze e bambine.

Ed ecco una proposta: perché non fare indossare il nostro antico e celebrato costume alle donne e alle ragazze che tradizionalmente chiudono la processione recando i fiori della primavera?

Non è una cosa difficile.

Nel corso delle mie ricerche ho fotografato decine di costumi antichi che le famiglie custodiscono con venerazione ma hanno paura di rovinare facendoli indossare per la “Graziella”.

Ormai più di una decina di famiglie si sono dotate di costumi nuovi da quando, un paio d’anni fa, è partito il progetto di recupero che ho portato avanti, prima con la pubblicazione del libro “L’oro del mare” redatto con la collaborazione della pro. Tilde Sarnico, poi con la confezione dei costumi nuovi da parte della sarta Maria Capezzuto e dalle valenti ricamatrici in oro Melina del Giglio e Lena Costagliola di Polidoro.

Inoltre, quest’estate, decine di bimbe vestite da Grazielline con costumi semplici ma d’effetto confezionati in casa hanno sfilato per le strade dell’isola deliziando i presenti con la loro grazia.

Se spargiamo la voce sono sicura che le donne, anche adulte, anche anziane, e le bambine prima di tutte sarebbero felicissime di collaborare all’iniziativa.

Io, ma credo anche La Casa di Graziella, saremmo felici di collaborare per una vestizione che sia in grado di dare un’immagine veritiera e antica della donna procidana con il suo bellissimo costume che racconta una storia millenaria e di offrirla al pubblico del Venerdì Santo, a chiusura della processione. Sarebbe anche un modo dignitoso – conclude la Montaldo – per far partecipare le donne e le ragazze che meritano di avere un ruolo soprattutto rappresentando la componente femminile di Procida, così preziosa da sempre per la cultura isolana”.

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14 commenti

  1. Tra il Sacro e il Profano e il Serio e il Faceto
    La proposta è inerente alla processione dei misteri: noi atei non badiamo alle forme religiose, la processione religiosa facciamola la sera. la mattina abbiamo bisogno di folklore, dobbiamo dare qualcosa ai nostri ospiti. Quindi ben venga la Sig.ra E. Montaldo vestita di Graziella, lei STILISTA SCRITTICE DI FAMA NAZIONALE, darà lustri alla parte non religiosa della processione.

    un suggerimento alla gent.le promotrice: organizziamoci anche per carnevale, istituiamo un comitato per queste manifestazioni.

    per esempio proporrei al Comune di ordinare dei busti del costume procidano che rappresentano la Graziella,e posizionarli in punti strategici; sulla scogliera, a Corricella, Chiaiolella, Terra Murata, dove sono i cannoni. IO fosse un amministratori metterei anche fuori alle chiese.

    però trovo grave che negli hotel, alberghi e B&B non troviamo questo costume o qualche statuetta, manichino, niente di tutto ciò ! Potrebbe essere suggerito che questi operatori si attivassero a fare ciò.

  2. Se vincesse Dino e la sinistra le elezioni, vi rendete conto che ci aspetta? La Montaldo assessore e la processione di venerdì santo che diventa una sfilata di carnevale. Che Dio vi perdoni

  3. Non sono per nulla d’accordo con questa proposta. La processione del venerdì santo è sempre stata e deve continuare ad essere un corteo religioso. Lo so benissimo che da qualche anno sta cambiando ahimè in modo più carnevalesco ma cerchiamo di far mantenere la vecchia tradizione seguendo quello che ci hanno tramandato i nostri bisnonni. Lo spazio per le sfilate di moda riserviamolo alle manifestazioni estive. Grazie.

  4. Mi sembra che il mio pensiero si stato travisato. Lungi da me sostenere iniziative turistico-folkloristiche e peggio ancora carnevalesche nelle quali sia esibito il costume, non mi interessa. Sarebbe bello invece proprio far uscire il costume procidano dall’ambito stretto del concorso e fare in modo che riacquisti la sua dignità storica e venga indossato dalle procidane di ogni età a testimoniare la storia gloriosa di una comunità speciale con la sua preziosa identità. Non penso che seguire una processione religiosa nella quale tutta la comunità è rappresentata sia disdicevole tanto che le donne ci sono già e se indossassero il costume antico nella versione più sobria con la necessaria devozione darebbero un’immagine che ci porterebbe indietro nel tempo. Inoltre colgo l’occasione per specificare che non sono candidata in alcuna lista (ammesso che questo c’entri qualcosa con il discorso che stiamo facendo!|)

    • Se lei si riferisce alle cosiddette consorelle non mi stanno bene neanche queste perché a mio avviso la processione deve mantenere e rispettare la tradizione antica. È vero che la chiesa si è evoluta ma in questo ambito io sono molto tradizionalista. Mi dispiace ma questo è il mio pensiero. Non sono per nulla d’accordo.

      • Sig. Elisabetta posso farle una domanda? Ma se lei non avesse disegnato e realizzato, con l’aiuto delle altre signore procidane, sarte e ricamatrici l’abito di Graziella, avrebbe fatto ugualmente questa proposta? A me sembre un modo per far si che vengano prodotti piu’ vestiti da parte sua visto che i vestiti antichi non vengono piu’ donati.

        • Brava la signora Maria ora capiamo qual’e’ l’interesse di chi ha fatto quella proposta…….che non ci azzecca un fico secco io quello di famiglia originale….e non fasullo non lo darei mai per il Venerdi Santo.

    • abbiate il coraggio almeno di dirlo che sono vestiti non originali.

  5. Insomma fatemi capire dove posso comprare questo vestito , lo voglio indossare per seguire la processione come fanno gli altri, voglio vedere chi mi dirà, che non posso indossarlo .

    • Complimenti a Giovannina ed a tutte le altre coraggiose ed innovative partecipanti,
      le persone cosi dette ” evolute ” che siano o no di Procida, osano i cambiamenti
      quando questi ultimi hanno motivazione !
      Gli abitanti e residenti dell’isola non sono ” razza a parte ” altrimenti
      saremmo ancora sotto il dominio di dittature oscurantiste ed impositive .
      Grottesco difendere usanze che col passare del tempo dovrebbero,
      come ogni altra tradizione, subire i mutamenti che il secolo in cui viviamo suggerisce .
      La tradizione ad ogni costo…costi quel che costi…limita la fantasia e l’estro
      dei partecipanti al rito…di “razza locale o non “……che che ne dica l’austero Domenico !

  6. Llei che dal cognome tanto Procidana non e’ potrebbe anche avere rispetto per chi Procidano lo e’ e che ha vissuto da piccolo la tanto sentita processione eche lo accompagna per tutta la vita.

  7. Cara sign. Maria, la informo che i miei studi sul costume antico delle donne della mia isola (e il conseguente prototipo da me realizzato con la collaborazione di ottime artigiane) sono ad esclusivo titolo gratuito e volontario, diciamo che posso permettermi di coltivare la passione che nutro per la ricca storia di Procida, da dove proviene la mia famiglia.
    Non mi aspetto che tutti capiscano che si possono fare cose senza guadagnarci dei soldi, il mondo è bello perché è vario!
    Le artigiane che hanno con me realizzato il primo dei nuovi costumi esposto in Comune, Maddalena Costagliola di Polidoro, Melina del Giglio e Maria Capezzuto, continuano a produrre splendidi abiti che le famiglie procidane ordinano di continuo e io sono fiera di aver resuscitato, grazie alla mia professione, un artigianato morto e sepolto da due secoli ed averlo restituito alla mia isola! Sarebbe bellissimo che questi abiti interessantissimi, antichi e nuovi, potessero essere visti di più ed indossati anche al di fuori del concorso della Graziella che a mio parere andava bene negli anni 40 quando è stato inventato ma oggi, per come è concepito, è un po’ patetico. Andrebbe rinnovato anch’esso, ma ne riparleremo.

    • Questa signora Montaldo ha capacità ed estro da vendere !
      La cultura che si intravede dai suoi commenti
      la distingue dal popolino che in ogni paese
      vuole sempre delimitare i confini del sapere,
      in ambiti ristretti e consueti,
      inadatti a qualsiasi forma di turismo illuminato .
      Certo l’isola insieme a retroguardie passatiste annovera
      sul suo suolo, anche tanta popolazione ” ”
      che onora col proprio alacre lavoro tale e variegato territorio !

  8. Alla fine cosa si è deciso? Le grazielle sfilano o no?

    Voglio saperlo per capire se andare a vedere la processione o vedermi qualche cosa in tv… tanto le pagliacciate non mancano e se devo vederle lo farò comodamente dal divano di casa mia!

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