Procida: Arriva l’estate e con essa si ripropone la rissosa polemica su traffico e divieti

Di Michele Romano

PROCIDA – E’ diventata una pessima e stucchevole abitudine ad inizio di ogni stagione estiva la rissosa polemica intorno ai provvedimenti inerenti ai divieti di circolazione sull’intero territorio isolano. Tale considerazione nasce dal fatto che, da oltre vent’anni, tra chi governa e i cittadini si è innescato, sia per meschini opportunismi che per gretti egoismi, una simbiotica e scellerata sottovalutazione del precario stato di salute del nostro “status” ambientale. Per prima cosa si è persa completamente la percezione che il territorio procidano si espande su scarsi quattro chilometri quadrati e non può reggere all’urto e all’alto tasso di inquinamento degli ultra abbondanti veicoli in circolazione.

E’ massacrante ciò a cui si assiste nell’arco dell’intera giornata e fino a tarda notte con la ciliegina sulla torta di esibizioni, nocivamente rumorose, di giovani centauri. Così l’intenso ed incessante flusso della circolazione privata, degli enormi mezzi di trasporto di qualsiasi ordine e genere, nelle ore di punta, intersecandosi con il trasporto pubblico, senza alcun controllo, crea un marasma generale tale da impedire a lavoratori e studenti, spesso, di raggiungere il porto di Marina Grande per imbarcarsi verso Napoli, Pozzuoli e Ischia. E qui apro una parentesi, citando, ancora una volta, la favola di Fedro delle due bisacce cioè quella dei vizi altrui davanti ed i propri dietro, perché nell’ascoltare le varie lamentele, quelle più sorprendenti, in tal senso, sono quelle dei più feroci fautori della libera circolazione, quando, giustamente, giudicano aspramente l’esposizione della merce alimentare nella pubblica strada, in balia degli scarichi velenosi frutto dei veicoli di cui i “cari criticoni” ne sono compartecipi. A proposito basta consultare l’osservatorio dello stato di salute della popolazione locale, per riscontrare che le malattie dell’apparato bronco-polmonare si trovano nei primi posti sulle cause di morte prematura.

E’ sufficiente tale elemento perché istituzioni, amministratori, agenzie educative, sanitarie ed intera cittadinanza si diano una fattiva pausa di riflessione perché questo “modus vivendi”, nocivo e decadente, non è più praticabile pena la dissoluzione di ogni forma incontaminata del vivere quotidiano. Qui urge che emerga in ciascuno il senso profondo dell’etica della responsabilità. Negli amministratori, soprattutto se si è costruito il proprio successo elettorale, nell’oneroso impegno di cambiar verso ad una realtà governata per tanti anni in modo così deprecabile da rendere i vizi atti virtuosi, di possedere il coraggio, l’onestà, la trasparenza di parlare chiaro e netto al proprio popolo, al costo di qualsiasi prezzo, perché è meglio perdere il consenso per una situazione buona e giusta che per ignominia come si sta rischiando. Negli operatori scolastici e socio-sanitari a dedicarsi ad una pedagogia di servizio nella sua complessità. Ma anche alla collettività spetta la sua parte, cioè liberarsi dalle proprie pessime abitudini egocentriche e non scaricare tutte le colpe sugli altri.

Pertanto, se i vizi antichi, come vengono elencati da una inchiesta esplicita tra i giovani e che investe anche la società procidana, cioè la corruzione, la raccomandazione, l’ignoranza, la mancanza di educazione civica, il precariato, la mancanza di valori, la burocrazia, l’individualismo, l’inadeguatezza ultraventennale della classe politica, non vengono scremati da un profondo cambiamento di vita impregnato di senso di giustizia, legalità, meritocrazia, senso civico, rispetto per l’ambiente, rimarranno ostacoli insormontabili alla realizzazione dei beni comuni e alla possibilità di un futuro condiviso nella “polis micaelica” pena una decadenza sempre più abissale verso l’invivibilità.

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4 commenti

  1. michele cacciuttolo

    solo un ricordo ad un convegno fatto agli inizi degli anni 80′ promosso dalla Amministrazione di quegli anni. Nel bel salone dell’albergo Arcate, a quei tempi ancora in funzione, fu organizzato quindi un Convegno con il tema ” quale futuro della mobilità sull’isola di Procida” era un giorno di inizio estate e siccome come messaggio iniziale era passato che si fosse fatto il divieto su tutta l’isola, tutta la popolazione, allarmata partecipò con in testa gli operatori “turistici” di allora.
    I relatori erano grandi luminari universitari in materia di mobilità cittadina che non ricordo i nomi, essi ci spiegarono che serviva un grande progetto di mobilità, per loro una scemenza visto che avevano risolto problemi di grandi città. Ma per il momento per risolvere il grande traffico di allora solo per quella estate si sarebbe fatto uso del divieto su tutta l’isola e che per l’estate dopo sarebbe stato tutto sistemato. sono passati 6 sindaci e ancora stiamo con il divieto su tutta l’isola …………ma tranquilli è solo per questa estate…..hihihihihihihihihihi

  2. Tanto per ragionare, ho estratto da un sito dei Comuni Italiani questa tabella basata su dati ufficiali ACI al 31/12/2014

    Parco Veicolare Procida (veicoli residenti)
    Anno Aut Motocicli Autobus Trasporti Merci Veicoli Speciali Trattori e Altri Totale
    2014 4.218 2.878 0 360 49 0 7.505

    Ammesso che tutte le auto fossero utilitarie, e non lo sono, se uscissero tutte occorrerebbero 17 km di strada per ospitarle l’una attaccata all’altra, cioè occuperebbero in ambo i sensi tutte le strade di Procida con un gigantesco, irrisolvibile ingorgo. Penso che nessuna amministrazione possa lottare contro questi numeri e l’unica cosa che si può fare è quella di impedirne la circolazione. Non è vero, come dice Michelino Romano, che questo è un problema estivo, è purtroppo diventato il vivere quotidiano che sta distruggendo l’isola così bella e pittoresca per i turisti solo il primo giorno per diventare poi invivibile nei giorni successivi.Che dire poi della scomparsa degli orti ormai trasformati in brulli parcheggi dove stazionano, in ogni stagioge, ammassi di ferraglia pronti ad invadere le strade. Una volta alla Chiaiolella, dal lungomare si vedevano piccoli appezzamenti con piante di pomodori, melanzane e peperoni e le zucche a fare ombra dai tralicci su cui si arrampicavano, ora si vede terra arsa popolata di macchine o di barche e tutto questo lo chiamiamo progresso. Forse veramente ci vorrebbe un diverso approccio alla vita con la consapevolezza che il consumo del territorio ci danneggia fisicamente e psichicamente.
    Secondo me non dovrebbe esserci la “fattiva pausa di riflessione” perchè di pause e di riflessioni ce ne sono state fin troppe, sarebbe ora di affrontare seriamente il problema e prendere decisioni che potrebbero risultare anche impopolari, ma si sa, le decisioni impopolari non portano voti perciò forse è meglio riflettere ………………………….

  3. Mi scuso ma la tabella è stata alterata, la riporto sotto per chiarezza:
    Parco veicolare Procida (veicoli residenti al 31/12/2014)
    anno – 2014
    auto – 4218
    motocicli – 2878
    autobus – 0
    trasposto merci – 360
    veicoli speciali – 49
    trattori e altri – 0
    totale – 7505

  4. Puntualmente,

    all’inizio dell’estate, gli estremisti radicali favoleggiando chissà quali eterei mondi possibili,descrivendo una realtà pittoresca e distorta,

    paragonando il nostro territorio come un inferno popolato da giovani centauri che sfrecciano come nel circuito di Le Mans,e grossi camion che impazzano per le strade come stessero a imola.

    Logicamente,la situazione non è questa.La moderazione,e l’obbiettivita,si vede non sta nelle corde dell’estensore dell’articolo.

    Tutti questi ” scienziati ” artisti del ” bello ” e dell’ecologico, li conosco uno x uno.E basta vederli ,specialmente,quando piove,tutti belli rintanati con famiglia a seguito nelle loro auto ,inquadrati e coperti.

    Oppure,quando devono andare al posto di lavoro…,o farsi pubblicità x qualche campagna elettorale,come sono ” solleciti ” a usare o farsi accompagnare da un auto de colleghi… E allora! ….

    I lavoratori e i studenti hanno difficoltà a raggiugere il porto di M.Grande solo ed esclusivamente perchè il Sindaco Ambrosino ha attuato un piano pubblicodi mobilità assolutamente penalizzante x i cittadini,che devono prendere due bus con la speranza di trovare la coincidenza.

    Vorreidire a Felice,che,alla Chiaiolella non ci sono più orti solo perchè si sono costruite case abusive e poi,specialmente perchè,nessun ” giovane ” vuole più zappare la terra.Il quadro che ne fa Felice di questi orti con ammassi di ferraglia

    sta solo nella sua fantasia.

    se c’è qualche utente della strada che non si comporta bene ,che magari corre o staziona male,bisogna sanzionarlo

    e, non fare di tutt’un erba ,un fascio.

    Io penso ,che in tutte le discussioni,bisogna avere equilibrio e obbiettività.

    IL RADICALISMO APRIORISTICO E’ DELETERIO

    e, non è mai ” COSTRUTTIVO”

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