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Procida Blogolandia. Gli esperti e le crisi: “inesperti” prima, “esperti” solo dopo?

Gli esperti di economia sono molto gettonati e ora sono tutti d’accordo: l’attuale crisi finanziaria mondiale è gravissima ed ha pochi precedenti analoghi. Il cittadino è sempre più spaesato e si domanda: in quali mani siamo? Come mai siamo arrivati indifesi e sprovveduti di fronte a questa crisi?

Gli esperti che, a crisi scoppiata, si prodigano a dare consigli ai vari rappresentanti dei partiti e che finora hanno imposto il “governo dell’economia” nazionale e internazionale dei vari governi succedutisi negli ultimi anni, non avevano previsto che stavamo per precipitare. Come mai?

Scientificamente ragionando, si individuano due soluzioni.

1- Gli esperti non sono conoscitori delle problematiche economiche nazionali e internazionali, sono dei mestieranti in grado di discutere solo dopo che i fatti sono accaduti.

2- L’economia nazionale e mondiale è “governata” da lobbies che a loro volto “governano” i governi nazionali. Le lobbies usano i governi nazionali e, anche a loro insaputa, fanno il bello e cattivo tempo decidendo quando vi devono essere periodi di sviluppo e periodi di crisi in modo da guadagnare durante le fasi di prosperità e anche durante le fasi di magra.

Gli esperti che imperversano sui mass media, pertanto, sono in prevalenza diffusori di veline che fanno comodo ai “padroni dell’economia”. Non devono essere in grado di prevedere né tanto meno di evitare i grossi problemi connessi alle attività economiche delle lobbies. Al momento opportuno, a crisi scoppiata, devono esaltarla per creare un fertile substrato alle lobbies che continueranno ad ingrassare grazie alle risorse pubbliche nazionali. Naturalmente i mass media che contano hanno un ruolo strategico nel creare, acriticamente e servilmente, la situazione ambientale favorevole all’impero dell’economia lobbystica.

Chi scrive è professore di Geologia, quindi dovrebbe essere un esperto delle problematiche geoambientali. Come conoscitore della materia, in aprile ha scritto che la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte sarebbe franata come poi realmente accaduto l’11 agosto 2008. Ha previsto e scritto, ancora in aprile 2008, che la discarica di Chiaiano avrebbe determinato rischi idrogeologici come è realmente accaduto in questi giorni.

Non si riesce a capire come mai gli esperti di economia nazionale e internazionale non abbiano previsto la crisi economica: strano che oggi si limitino tutti a dire “la crisi è molto grave!”. A dire la verità non ispirano molta fiducia; i cittadini farebbero bene a documentarsi per non essere sempre in balia dei “padroni dell’economia” che ci guadagnano sempre a scapito dei cittadini.

Un esempio significativo è fornito dallo scandalo rifiuti in Campania, vera e propria invenzione dai verificati risvolti criminogeni, tesa a favorire l’abuso dei poteri speciali per spendere il denaro pubblico con modalità “fuori legge” in relazione alle leggi ordinarie, per favorire le lobbies parassitarie che contano, senza risolvere i problemi nonostante 14 anni di “governo disinvolto del problema”. In questi 14 anni si sono create, a piacere e senza contrasti, alcune crisi ambientali come quella di dicembre 2007-gennaio 2008 che hanno letteralmente sconvolto, negativamente, la pianificazione economica della Campania ma fatto ingrassare i parassiti che prosperano sui rifiuti.

I dati disponibili suggeriscono che questa crisi fu freddamente pianificata a tavolino a partire dal 5 luglio 2007 quando è stata emanata la “Legge Salvacampania” n. 87 che imponeva la realizzazione di 4 discariche per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania. Sempre all’inizio di luglio il neo Commissario di Governo Pansa aveva avuto il compito preciso di attuare la legge appena approvata che invece non ha realizzato mettendo le premesse per la crisi ambientale che poi si verificò puntualmente a cavallo del 2007 e del 2008. La crisi fu esaltata da proposte “insane e provocatorie” quali la riapertura della discarica di Pianura e l’attivazione di altre discariche, non previste dalla legge, in siti non idonei.

Nessuno ha mai spiegato come mai il Commissario di Governo che doveva salvare la Campania, in realtà avesse fatto di tutto per affossarla provocando accese manifestazioni quando spregiudicatamente propose di riaprire la discarica di Pianura (che poi è stata messa sotto sequestro dalla Magistratura di Napoli e inserita tra i siti di interesse nazionale per la bonifica come certificazione dell’improponibilità del sito). Naturalmente, anche in quell’occasione i vari esperti e i mass media che contano si sono limitati ad evidenziare la grave crisi. Nessuno si è chiesto: come mai si è verificata?; era prevedibile?; di chi è stata la colpa?

Lo scrivente, davanti alla Commissione Ambiente del Senato, il 26 luglio 2007, aveva facilmente previsto la crisi di fine anno. Previsione non accolta e valutata dai mass media velinari e da coloro che sono attenti solo ad eseguire gli ordini delle lobbies parassitarie.

I 4 anni di commissari di governo e di uso spregiudicato dei poteri straordinari hanno, di fatto, creato una struttura “extraterritoriale”, che “governa” la così detta emergenza rifiuti in Campania, che non solo non risponde al territorio (ad esempio è vietato ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Marano e Mugnano e dei Comitati dei cittadini entrare nella Cava del Poligono di Chiaiano per osservare i lavori in corso nonostante siano stati rinvenuti e rimossi inadeguatamente sacchi di fibre di amianto, pericolose per tutti, e si stiano verificando anche dissesti idrogeologici), ma che non osserva nemmeno le leggi, non derogabili, relative alle norme tecniche e al diritto alla salute. Il guaio è che i trasgressori continuano ad essere non solo impuniti ma addirittura premiati come fatto dal Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, venerdì 5 Dicembre, che durante la cerimonia della seconda edizione di “Napoli città di pace” ha premiato il sottosegretario Guido Bertolaso “per il coraggio dell’azione nell’emergenza di Napoli”.

13 dicembre 2008

Franco Ortolani – Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

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