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Procida: borghi sospesi sul mare

PROCIDA – Dagli anni ‘70 Procida, la più piccola delle isole dell’Arcipelago Campano, è alla ricerca di un modello di sviluppo turistico in grado di connaturarne tipologia di offerta e target di riferimento. Se, quindi, le vicine isole di Ischia e Capri hanno un sistema ricettivo strutturato e massiccio, la capacità ricettiva in esercizi alberghieri dell’isola di Graziella è molto esigua. Di contro un patrimonio di seconde e terze case notevole, date in affitto nel periodo estivo, ha costituito per molti anni fonte di reddito “integrativo” per famiglie e economia diffusa per l’intero territorio. Ma, negli ultimi anni, la tipologia di vacanza è cambiata e ai soggiorni lunghi, di uno e spesso due e più mesi, si sono sostituiti soggiorni di durata minore (dal fine settimana ai quindici giorni) casomai reiterati nel corso dell’anno. Anche l’offerta, lentamente, si sta modificando senza perdere di vista, però, quella spontaneità che costituisce il punto di forza di un’isola che ha mantenuto una identità culturale molto forte raccontata anche in numerosi libri e film.

Da questo punto di vista, come dice l’ing. Mario Rispoli, profondo conoscitore della materia, che di recente ha avuto modo di confrontarsi con giovani isolani che voglio investire sul territorio isolano: «Proprio questa peculiarità necessita di essere valorizzata adeguatamente senza stravolgerne l’essenza. Sotto l’aspetto turistico l’occasione potrebbe essere rappresentata dalla riconversione di parte del patrimonio edilizio non utilizzato dalla popolazione residente in esercizi che forniscono il servizio di Bed and Breakfast con standard qualitativi omogenei e di gamma alta in linea con le esigenze dei consumatori. In questo modo si potrebbe realizzare una sorta di ospitalità diffusa sul modello del paese albergo che si caratterizza per la possibilità da parte del visitatore di vivere il territorio a stretto contatto con la popolazione, di gustare le specialità gastronomiche basate essenzialmente sui prodotti della pesca delle cosiddette paranze e di vivere le atmosfere di un luogo di mare affascinante soprattutto in bassa stagione. Un luogo che potrebbe essere definito: borghi sospesi sul mare. Intorno all’asse costituito dalla ricettività – continua il prof. Rispoli – ruoterebbe tutto il sistema di offerta turistica che la località potrebbe pian piano implementare. Dai depositi bagagli alle agenzie di marketing, dal noleggio bici e barche alle attività di diving, dalla ristorazione all’intrattenimento e tante altre attività che potrebbero creare sviluppo e occupazione per l’intera isola. Il progetto è di sicuro interesse se si pensa che il ministero per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno ha stanziato 1.250.000.000  €. (un miliardo e duecentocinquanta milioni di euro) sulla misura Resto al Sud rivolta ai giovani da 18 a 35 anni che sono quelli a cui la crisi sta togliendo il futuro e che in gran parte si spostano al Nord o in Paesi stranieri, ma che costituiscono la vera ricchezza dell’Italia che purtroppo si sta dilapidando.

Con questa misura si possono realizzare imprese individuali o societarie agevolabili fino a 50.000 € le prime e fino a 200.000 € le seconde. Contributi fino al 35 % a fondo perduto e per il 65 % in conto interessi (la restituzione del solo capitale avviene in 8 anni ad interessi zero). Agevolazioni per imprese di realizzazione di prodotti industriali e artigianali, di trasformazione di prodotti agricoli e di servizi al turismo, il tutto in una logica di sistema che come presupposto fondamentale, per l’isola di Procida, ha quello di creare sviluppo in un’ottica di sostenibilità e di valorizzazione delle risorse materiali e immateriali.

E’ un’occasione da non perdere – sottolinea concludendo il prof. Rispoli – anche perché con la crisi che stiamo vivendo sarà difficile che se ne presenteranno altre. E’ imperativo che i nostri giovani restino al Sud e che il Sud individui la chiave di volta per uno sviluppo durevole e sostenibile. Resta al Sud-Resta a Procida».

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