Procida: Che bella la Madonna della Pietà restaurata

di Giacomo Retaggio

Stamane, Natale 2023, 25 dicembre, verso le dieci sono entrato nella chiesa della Pietà sulla marina di “Sènt’Cò”. Come è bella questa chiesa nel suo barocco luminoso! Che ricchezza di ori e decorazioni! c’era pochissima gente perché da poco era terminata la messa. Mi viene incontro Carmela, vero factotum di questo tempio. Abbracci, baci, auguri! Le dico che ero entrato per avere notizie del restauro della statua della Pietà. Le si illumina il volto e comincia a parlare come un fiume in piena. Si avverte che parla di questa statua come se fosse un suo bene personale. E dice che il restauro è durato diversi mesi e che è stato eseguito dalla restauratrice fiorentina Roberta Gori, sotto la guida della Soprintendenza di Napoli; che il restauro si è reso necessario perché la statua era incrostata di polvere, oli, e sovrapposizioni negli anni da parte di mani grossolane ed inesperte; mi piace immaginare che il restauro abbia portato via anche i nostri peccati che si erano incrostati sul volto e il corpo della Madonna. Per un attimo mi sono distratto. Carmela continua; l’ultimo restauro era stato eseguito nel 1908 dai fratelli Palazzetti. La statua è stata restaurata sul posto perché la Soprintendenza ha deciso che non si poteva spostare; inoltre non si potrà più traslocare dall’alto della nicchia ove è sistemata e tanto meno portarla in processione. Parola della Soprintendenza! Mi distraggo di nuovo ed il mio pensiero corre al Cristo di Lantriceni, quasi coevo di questa scultura, sballottato a destra e a manca e portato in processione ogni anno. Sono peccati gravi verso queste opere d’arte. Mi avvicino alla statua della Pietà: il volto è ritornato all’antico splendore. Carmela mi fa vedere le foto di prima e dopo il restauro. Un abisso le separa! Poi una notizia che mi fa rimanere basito: Tutta la scultura è stata ricavata da un solo pezzo di legno. La figura della Madonna e del Cristo deposto sono tutt’uno perché l’addome della figura della Vergine è scavato per allogarvi il tronco del Cristo. Questa scultura risale al ‘600 epoca del trionfo del barocco. L’autore è ignoto ed è un peccato perché è una vera opera d’arte. Arriva anche don Giovanni, il parroco; baci, abbracci, auguri anche con lui. Chi ha pagato per questo restauro? Chiedo io. Risposta: la parrocchia, i fedeli e donatori vari. Ci salutiamo. Mi allontano lentamente. Questa chiesa mi da la sensazione di un ritorno ai tempi antichi. Quando questa Madonna veniva invocata dai naviganti, dai pescatori, dagli uomini di mare in genere. AVE MARIS STELLA! La stessa invocazione mi sale alle labbra mentre varco la soglia per uscire dalla chiesa..

foto di Carmela Cibelli

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