Se passi, specie di sera, davanti alla congrega dei Turchini e spingi lo sguardo oltre il colonnato neoclassico attraverso la grande porta, spalancata come ad accogliere una grande folla, scorgi nella penombra della chiesa un’ unica zona intensamente luminosa, il tabernacolo con il Santissimo, quasi un punto di convergenza delle immaginarie linee prospettiche di tutta la struttura. Una voce di dentro ti spinge ad entrare. Ed entri. Ma non avverti il profumo dell’incenso, bensì l’odore tipico e dolciastro di colla, solventi e coloranti vari che dalla sagrestia invade tutta la chiesa e attraverso la porta si dilegua verso l’esterno. Ti affacci per dare un’occhiata e ti trovi davanti un gruppo di giovani guidati da un signore esperto e maturo chini a lavorare su una grande tela raffigurante una splendida Madonna che si libra su un nugolo di angeli. Il priore, Gabriele Scotto di Perta, spiega che si tratta della Madonna della Purità (o delle Peregrinanti), un tempo situato nella chiesetta del Conservatorio delle orfane a Terra Murata. E’ un grande quadro di tre metri per due, di fattura ottocentesca, che la fuliggine del tempo e l’incuria avevano ridotto ad una informe macchia scura. Dopo una paziente opera di restauro sono venuti fuori i colori originali e le bellissime figure prima solo intuite. E continua: strana la storia e strano il destino di questa tela.
Procida: Che bella la Madonna della Pietà restaurata
di Giacomo Retaggio Stamane, Natale 2023, 25 dicembre, verso le dieci sono entrato nella chiesa della Pietà sulla marina di “Sènt’Cò”. Come è bella questa chiesa nel suo barocco luminoso! Che ricchezza di ori e decorazioni! c’era pochissima gente perché da poco era terminata la messa. Mi viene incontro Carmela, vero factotum di questo tempio. … Leggi tutto