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Procida: Chiaiolella, tra dimenticanze e schiamazzi notturni

chiaiolella musicadi Michele Romano

Sabato scorso, il giorno dopo la magnifica serata trascorsa nello splendore di Marina Chiaiolella, attraverso la multiculturalità solidale dei Continenti espressa nell’agorà e nei cortili del quartiere, RAI 1 ha trasmesso un ampio servizio, dentro il programma “Lineablu”, inerente all’isola di Procida. Ho seguito l’evento televisivo insieme ad alcuni bambini, estasiati a guardare le meraviglie della nostra terra, in attesa che apparissero anche i luoghi dove vivono la loro dolce infanzia. Ma ciò non è accaduto tanto che con i loro sguardi innocenti e smarriti mi hanno posto una domanda: “Forse la Chiaioella non è considerata una parte dell’isola?”. Ho risposto: Certamente che ne fa parte, perché è una delle tre porte, insieme a Marina Grande e Marina Corricella, che aprono alla “polis Micaelica” al di là dell’orizzonte verso il Mondo. Evidentemente le linee guida offerte dal percorso televisivo sono state il prodotto di una deficitaria e supponente fonte di documentazione. Mi auguro che si è trattato di  un incidente di percorso altrimenti ci assale il dubbio che questa rilevante componente della società locale, sempre in prima fila a spingere verso il cambiamento, in maniera massiccia e decisiva, così come testimoniato all’ultima tornata elettorale, rappresenti una pulce fastidiosa da contenere.

Comunque dico ai bambini di aprire i loro cuori alla speranza che saremo presto ripagati del maltolto. In tal senso la nota rassicurante, espressa dentro il servizio, viene dalle parole del delegato al turismo, il generoso e talentuoso Giovanni Scotto di Carlo, che stanno a dimostrare, da questo punto di vista, di esserci affidati in ottime mani.

A margine di queste considerazioni vorrei porre all’attenzione delle Istituzioni un fenomeno che si riproduce durante la stagione estiva cioè di ragazzi e ragazze che, nel buio della notte, si trasformano in orde di barbari tanto da rendere la strada un luogo di battaglia campale a suon di buste di immondizia e di lattine, come ho sperimentato l’altra notte davanti al Santuario di S. Giuseppe. In tale occasione ho sentito l’obbligo civico d’intervenire con un metodo educativo a voce alta tanto che, mentre gli altri scappavano, alcuni di loro hanno tramutato la mia rabbia in commozione, perché hanno rimesso in ordine al disastro ambientale provocato. Pertanto proprio per dare senso pregnante al cambiamento, invito gli attuali amministratori ad attuare un programma di educazione ambientale permanente (24 ore su 24). Su ciò possono chiedere lumi all’attuale Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nella sua esperienza di Sindaco di Salerno.

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