Procida: Emergenza giovanile da affrontare senza pregiudizi

di Michele Romano

Mai come questa estate del 2011 rispecchia l’attuale dimensione dello stato d’animo sociale e politico della collettività procidana. In tal senso è emblematica la situazione che sta vivendo la nostra isola cioè quella dei carissimi concittadini, da oltre sei mesi sequestrati dai pirati somali, ignorandone, anche per l’incuria di chi di dovere, le condizioni psicofisiche. Ebbene si sperimenta che, mentre da una parte, con naturalezza, generosità e slancio vitale, la stragrande maggioranza della popolazione, senza se e senza ma, insieme all’ammirevole e genuino comitato “Liberi Subito” composto da donne e giovani, insieme ai familiari, con una buona esposizione del Sindaco, si sente coinvolta nel profondo, pur consapevoli dei rischi, a tutte le iniziative che conducono a riabbracciare i carissimi Giuseppe, Crescenzo e tutti gli altri, dall’altra parte, puntuali ed immancabili, escono fuori dai loro loculi i sepolcri imbiancati di turno che, periodicamente, come una maledizione, arrecano perniciosi contributi al senso del vivere della comunità.
Si possono individuare, in questa occasione, alcuni figuri di politicanti che hanno costruito la loro cultura politica sulla esposizione del sé e non dell’impegno politico per il bene comune, in alcuni ambiti del settore specifico che, pur di salvaguardare gli interessi di una classe armatrice incentrata su una organizzazione del lavoro schiavistica dove la dignità della persona non possiede alcun valore , creano una torbida e subdola atmosfera intorno a chi si sta spendendo con passione, angoscia e sobrietà, senza aspirare ad alcuna medaglietta, con l’unica speranza di far rivedere a questi eroici lavoratori i loro cari e la loro terra.
Accanto a ciò un’altra preoccupante emergenza ci spinge ad una acuta e determinata riflessione e cioè la problematica degli adolescenti (significativo l’episodio di violenza criminosa di un minore su un altro minore) che se non viene affrontata nella sua profonda e reale discussione, si corre il rischio di entrare in un labirinto da cui sarà difficile trovare il filo d’Arianna con cui poter trovare l’itinerario di uscita.
A tal proposito, ritengo un buon punto di partenza, l’intervento dei giorni scorsi, riportato da questo giornale, dell’Assessore alla sanità e politiche sociali su cui costruire una progettualità creativa e costruttiva, a patto che in tutti i soggetti protagonisti (politica, scuola, famiglia, chiesa, associazioni) e tutti i settori Istituzionali, pervada la forte consapevolezza del metodo e del dialogo di socratica memoria il cui significato sta nel fatto di non presentarsi con pregiudizi e ricette preconfezionate nel proprio cuore e nella propria mente ma di predisporsi ad una navigazione in un mare aperto e pieno di insidie e misteri.

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