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Procida Fase 2: Ripensare al sistema di mobilità territoriale

Di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Dal 4 maggio, con l’avvio della cosiddetta Fase 2, ci si imbatterà sull’isola, inevitabilmente, con il problema del trasporto terrestre. Come tutti sanno anche sugli autobus è previsto il rispetto del distanziamento sociale e, quindi, i posti offerti diminuiranno rispetto a quelli previsti dalla carta di circolazione e per Procida si limiteranno a 7/ 8 posti disponibili per ogni bus.

Già dai prossimi giorni, con l’arrivo al mattino di qualche centinaio di pendolari dalla terraferma, per lo più personale impiegato nell’edilizia, nei servizi e personale sanitario, si porrà il problema di poter assicurare loro un servizio puntuale di trasferimento sul territorio in sicurezza.

Come ben sappiamo, del superamento del numero a bordo dei bus non è responsabile il conducente, che tantomeno è responsabile del mancato rispetto da parte di altri viaggiatori del distanziamento, quindi si rende necessario oltre che un potenziamento delle corse da parte dell’EAV negli orari di maggiore afflusso, oltre all’utilizzo di mezzi di maggiore capienza,  anche la presenza di un presidio delle forze dell’ordine presso il capolinea di Marina Grande per disciplinare l’afflusso sui mezzi.

Sappiano pure che l’autista, per non superare il numero di viaggiatori previsto, potrà non effettuare fermate per la salita di viaggiatori in attesa lungo le strade. Questo determinerà, con la maggiore mobilità anche dei cittadini, alcuni problemi sulle zone intermedie del territorio che va in qualche modo risolto, anche perché molti saranno pendolari, lavoratori, anziani e, speriamo anche turisti.

E’ evidente, infatti, che tutto questo sarà reso ancora più ingovernabile con l’imminente stagione estiva quando, e tutti lo speriamo, un numero certamente consistente di ospiti deciderà di trascorrere alcuni giorni sull’isola ed avrà necessità di spostarsi.

E allora bisognerà pure inventarsi qualcosa, considerato che il divieto non sarà auspicabile metterlo, visto la carenza di trasporto pubblico e, presumibilmente, non avremo neanche il divieto di sbarco, andando così incontro ad una presenza perlomeno caotica della vivibilità territoriale.

Sarà quindi opportuno pensare a parti del territorio a traffico limitato o, meglio, interdetto, per consentire a chi esce a piedi di muoversi in libertà e sicurezza quantomeno in alcune zone dell’isola, visto che sarà impraticabile assembrarsi sia nei locali pubblici sia per strada.

Sarà opportuno introdurre un sistema di targhe alterne per evitare il caos lungo i percorsi stradali principali, come sarà opportuno prevedere un attento sistema di vigilanza sulle soste e sugli intralci, specie per le operazioni di carico e scarico merci.

Una valida alternativa sarà, certamente, l’utilizzo delle biciclette per rispettare il distanziamento sociale senza inquinare più del dovuto. Una strada su cui l’isola si era già avviata ma senza una reale disciplina del trasporto sulle due ruote che invece, ora, va prevista anche attraverso la  realizzazione di piste ciclabili.

A questo punto, un ruolo estremamente importante e sussidiario potrebbero svolgerlo i taxi che attraverso applicazione di tariffe predeterminate e differenti per residenti e non residenti potrebbero supportare i bus dell’ EAV, con un servizio a chiamata e nelle zone e negli orari più marginali in cui i bus non saranno presenti. Questo consentirebbe ai taxi presenti sul territorio di svolgere un ruolo sociale fondamentale nel sistema di mobilità presente e futura, di recuperare parte di quanto perso con la contrazione del turismo, specie quello dei gruppi organizzati e, di rappresentare un’ alternativa comoda ed economica per limitare l’utilizzo indiscriminato dell’auto privata che, altrimenti, vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi per rendere l’isola più vivibile.

Un ruolo potrebbe svolgerlo anche il trasporto via mare. Abbiamo una delle densità di popolazione tra le più alte d’Europa, abbiamo un asse viario assolutamente inadeguato per sopportare un uso indiscriminato del mezzo privato, abbiamo però il mare e dei porti che ci consentono di sperimentare una mobilità alternativa ecocompatibile ed anche suggestiva. Questo lo si può ottenere sia prevedendo delle corse dirette da Pozzuoli e/o da Napoli per il porto di Marina Chiaiolella, sia prevedendo, nelle ore di maggiore afflusso diurno e serale, partenze di “metrò del mare” che colleghi quantomeno Marina Grande con Marina Chiaiolella e viceversa.

Auspicando anche un intervento regionale di contributi economici, il coinvolgimento in primis degli armatori locali, il ripristino di recenti e meno recenti iniziative che comunque hanno contribuito allo sviluppo turistico dell’isola. Senza considerare la maggiore portata di un mezzo navale rispetto ad un piccolo bus, che consentirebbe a quel turismo di prossimità, ma anche a quello meno vicino, che decidesse di farsi una giornata sull’isola, ma anche una settimana o un mese,  di non impattare negativamente con il trasporto sul territorio per spostarsi celermente ed in sicurezza.

Al di là comunque delle singole idee e proposte, abbiamo un po’ tutti il dovere di lavorare per programmare il domani, al fine di consentire la ripartenza e il rilancio del nostro turismo, per progettare anche un territorio diverso che sappia finalmente coniugare turismo e vivibilità, modernità e salute, esigenze economiche e rispetto per la qualità della vita. Per questo bisogna puntare, in questa emergenza, a garantire ai cittadini procidani e agli ospiti tutte le misure di sicurezza necessarie e le giuste condizioni di accessibilità e fruibilità di tutti i servizi presenti sul territorio, a cominciare proprio dal trasporto, senza dare ulteriore libero sfogo al traffico privato che deve essere visto comunque come un nemico per un ulteriore sviluppo del turismo di qualità a cui l’isola deve pur sempre guardare e programmare già da subito.

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Un commento

  1. NON sono per niente d’accordo con Giaquinto.A mio parere,visto che quasi tutti i bus sono non adeguati,e,comunque,potrebbero portare pochissime persone,visto che i taxi ,con gli spazi ristretti, non possono dare miglioramenti direi che la prima cosa da fare e’ togliere l’assurdo divieto serale,proprio per permettere la mobilita, a giovani e non.I villeggianti,invece,possono prendere il bus,o,a piedi.

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