Tempi duri per la scuola italiana ma ancor di più per quella procidana. Riuscitissimo lo sciopero generale che ha visto decine di migliaia di persone scendere in piazza ieri 5 maggio in tutta Italia per protestare contro la riforma della scuola del governo Renzi, per uno sciopero generale che alcuni sindacalisti hanno definito “il più grande di sempre”. L’adesione, secondo i sindacati, ha sfiorato quasi l’80%. Al fianco dei docenti, principali protagonisti della protesta, anche tanti studenti: 25mila a Roma, 20mila a Milano, 15mila a Bari, 5mila a Cagliari, 10mila a Palermo e 5mila a Catania, “tutti in piazza – si legge in una nota dell’Unione degli Studenti – per dimostrare una comune contrarietà al ddl scuola del Governo Renzi, promuovendo gli spezzoni sociali ‘La scuola e la democrazia sono #nellenostremani'”.
Ma stamattina Matteo Renzi ha riunito al Nazareno i parlamentari Pd per fare il punto sulle modifiche al disegno di legge. I tempi sono stretti, ma il presidente del Consiglio vuole rimediare alle polemiche delle scorse ore e soprattutto al “brutto messaggio” trasmesso su quello che considera uno dei punti cardine del suo governo. Il testo è in discussione a Montecitorio e sarà alla Camera dalla prossima settimana (il primo via libera è in programma il 19 maggio dopo un dibattito con tempi contingentati). Il segretario Pd per questo cerca di dare segnali di apertura: il provvedimento, ha ribadito durante la riunione, non è definitivo, ma è aperto a modifiche e presto una delegazione del Partito democratico incontrerà i rappresentanti del mondo scolastico che erano nelle piazze a protestare.
Ma a Procida com’è andata? Ieri 5 maggio praticamente le scuole procidane sono state chiuse. Oggi invece è partito il “solito” tamtam di Whatsapp dei rappresentanti dei genitori che esortavano a non portare a scuola i piccoli scolari. Felicità a parte per questi ultimi, c’è da segnalare che gli alunni del plesso centrale stanno già pagando i disagi dovuti alla presenza di topi nelle aule facendo i doppi turni. Difatti a nulla sono serviti i numerosi giorni di chiusura precedenti che hanno costretto l’Ente Locale ad una radicale operazione di pulizia dell’intero edificio scolastico.
Evidentemente, tra i genitori procidani ce ne sono parecchi che hanno appoggiato i Cobas i quali tentano di boicottare i test Invalsi nonostante la chiara apertura del Governo sulle riforme della Scuola.
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