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WhatsApp come ti cambio la sKuola!

whatsappC’era una volta… un giovane studente che il pomeriggio andava a “farsi i compiti” dall’amico. Il rituale prevedeva che la mamma di turno, al momento della pausa, preparava la “merenda didattica”. Quei momenti di studio erano soprattutto momenti di alta socializzazione ed educazione. Il tessuto familiare era così forte che induceva i genitori anche a scambiarsi qualche dritta se magari il proprio figlio era un po’ ribelle e combinava casini. Sia ben chiaro, niente di che, al limite un “campone” nell’orto del vicino che consisteva nell’entrare in un campo, spesso non recintato, ed abbuffarsi di  mandarini ad esempio, a danno del contadino.

Ed oggi? WhatsApp ha cambiato tutto! I compiti infatti si fanno con il noto social che permette di inviare testi, foto, video in tempo reale. Ecco quindi che nascono “I GRUPPI”. Due studenti su tre hanno infatti un gruppo-classe su Facebook o WhatsApp, è la prima cosa che si fa quando si passa di grado, dalle elementari alle medie e dalle medie alle superiori. Il gruppo della classe su WhatsApp è imprescindibile! Tuttavia la comunicazione digitale rappresenta per molti un aspetto difficile da gestire. A volte il cellulare continua a suonare, anche di notte, perché il gruppo viene monopolizzato da qualche buontempone per gossip, chiacchiere o, ancora peggio, per chiedere cose già scritte prima. Un overload di messaggi che non si riescono a controllare. E a volte bisogna lasciare il telefono in un’altra stanza per potersi concentrare. Anche se, dopo un poco, si aggiunge lo stress di leggere tutti i messaggi inviati nel frattempo per rimanere aggiornati.

A quanto pare non sono solo i ragazzi ad utilizzare i social per veicolare informazioni. La classica telefonata è ormai desueta: «Hai chiamato qualcuno per chiedere dei compiti che hai dimenticato di segnare?», chiede il genitore impaziente. Ed ecco che parte “la raffica” di messaggi con la rappresentante di classe e tutto il gruppo risponde. Si perché rispondere è un gesto educato. Anche alle 3 di notte, perché magari non si riesce a dormire ed è meglio… che lo sappiano tutti!

A volte poi sono proprio gli stessi professori ad abusare di questi strumenti. Capita spesso, infatti, che comunichino variazioni di programma o nuovi compiti da fare nel pomeriggio via WhatsApp, oppure cose che si erano dimenticati di dire a lezione. Collassa, così, la dimensione ufficiale e collassano i contesti: definire una policy (una politica fatta di regole) all’inizio dell’anno sarebbe utile… per TUTTI!

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