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Procida: In politica le persone contano di più delle etichette

cascone_costagliola.jpgL’avv. Mariano Cascone, giovane impegnato nella vita politica e sociale di Procida, abbraccia il progetto politico dell’ex Assessore Salvatore Costagliola.
Ecco le ragioni della sua scelta:
Le elezioni amministrative rappresentano il momento più sacro della vita democratica di una comunità. Il momento in cui si sceglie la classe dirigente cui affidare la gestione del proprio territorio per i successivi cinque anni, delegando ad essa problemi ed aspettative. Nessuno può restare indifferente innanzi ad una scelta che, mai come questa volta, vedrà la futura Amministrazione confrontarsi con decisioni delicate e progetti incidenti sull’identità stessa del nostro territorio. Il fermento e la congenita confusione preparatoria a questo importante appuntamento impone, per ciò stesso, lungimiranza.
Personalmente non appartengo alla categoria dei benpensanti salottieri (sia “neri” che “rossi”) che, facendo esercizio accademico di generalizzazione intellettuale, sono abituati a ragionare secondo canoni tradizionali secondo il vecchio ma pur valido detto “tutto cambi affinchè nulla cambi”. La conoscenza della storia politica degli ultimi anni è la migliore consigliera in momenti di così profonda e naturale confusione, preziosa alleata pronta a solleticare l’intelletto solo di chi ha l’umiltà e la ragionevolezza di ascoltarla pazientemente, senza farsi prendere dall’ansia frenetica della prestazione a tutti i costi.
E partendo proprio da questi principi che mesi fa decisi di dedicarmi ad una attenta analisi di quello che è senza dubbio stato il periodo più turbolento della travagliata storia della attuale amministrazione. Infatti in quel periodo la Giunta Lubrano entrò in una profonda crisi, talmente grave da portare il Sindaco ad una drastica decisione: azzerare la Giunta e mettere mano ad un giro di consultazioni politiche con i gruppi consiliari. Il malumore che da tempo serpeggiava nella maggioranza, che portò già a rivisitazioni equilibristiche mesi prima, ingenerò in molti osservatori grandi aspettative; in tanti auspicavano, e non sarebbe stato un errore a mio parere, una nuova “Giunta di unità isolana” per affrontare al meglio l’ultimo anno di amministrazione in vista delle elezioni del 2010, al nobile fine di sferzare il gelido torpore in cui il paese era piombato. Quando tutto sembrava segnato ecco la cocente sorpresa: tutti al loro posto tranne uno..e tanti saluti all’unità isolana!!
Mi chiesi: a fronte di problemi seri e drammatici da affrontare, si è privato il paese di una amministrazione per settimane al sol fine di defenestrare un assessore?? Perché una tale scelta incosciente?
Dopo aver conosciuto Salvatore Costagliola ci misi poco a capirlo. Credo si possa sintetizzare il tutto dicendo che Salvatore era semplicemente troppo “giovane” per questa amministrazione di “vecchi”…e non alludo al dato anagrafico! In un continuo barcamenarsi alla ossessiva ricerca del consenso a tutti i costi, nella quotidiana gestione dell’ordinario e senza un benché minimo progetto generale ma unicamente affidandosi alla filosofia del “giorno per giorno”, il dinamismo intellettuale del buon Salvatore non poteva trovare fertile attecchimento. Pronto come non mai a ripartire, Salvatore condensò il suo futuro progetto politico in un’intervista a questo giornale nel mese di agosto, e pensai subito che avesse colto nel segno. Mi trovo concorde con lui quando dice che in un’isola così piccola ideologizzare la politica è semplicemente un esercizio di mero stile intellettuale, dove il dato “civico” deve avere assoluta priorità. Le appartenenze politiche possono trovare estrinsecazione unicamente fuori i confini isolani, sempre che non ci si fermi un attimo a riflettere sull’utilità di un voto di “appartenenza” così come è avvenuto per lo stesso Salvatore alle passate provinciali ed ancor prima per Luigi Muro, dove entrambi hanno raccolto voti anche da parte di elettori di sinistra, a dimostrazione che il popolo tiene unicamente a Procida e non alle sigle di partito.
Chi ha a cuore le sorti dell’isola deve puntare unicamente all’interesse della nostra comunità, a prescindere dalle appartenenze, e la traccia trasversale del progetto politico di Salvatore Costagliola, che punta proprio a mettere insieme persone di estrazione politica diversa, recepisce al meglio questa assoluta necessità.
Sia ben chiaro che Salvatore interpreta la trasversalità non come mero ripiego opportunistico, ma bensì come la pace al posto del conflitto, incarnando paradossalmente l’essenza stessa della chiarezza fondata sulla reciproca stima anziché sulla forzata convivenza delle tessere di partito. Pacem in terris, cioè trasversalità come riconoscimento della coesistenza. Salvatore ha sempre precisato, oggi come ieri, che una lista elettorale credibile non può nasce dalla lotta al nemico, chiunque esso sia. Governare una comunità non comporta prevaricazione sugli sconfitti, bensì una modestia smisurata nell’imbracciarsi la croce dei problemi collettivi per dare risposte serie ai piccoli e grandi bisogni di cui Procida ha estrema necessità.
Un comune amico ha commentato che se la nuova formazione politica riuscisse, avremmo un caso di “tra i due litiganti il terzo gode”. Io credo invece che possa essere “il quarto” a godere, e cioè il cittadino. Ai procidani non importa in quale partito militi un Sindaco o un Assessore, importa solo che dia seguito concreto ai propri intendimenti e risolva al meglio i problemi del territorio, dimostrando con i fatti di meritare la credibilità che col voto gli è stata riconosciuta.
Bisogna avere il coraggio di non fare unicamente i conti con la calcolatrice nelle scelte politiche, tenendo ben presente che mai come alle prossime elezioni la campagna elettorale conterà moltissimo anche alla luce dell’implosione dei pilastri portanti di questa amministrazione. Tutto può succedere.
Questo bipolarismo a tutti i costi, tipico delle ultime tornate elettorali procidane, dove per contrastare il “nemico” si mettevano insieme sigle di ogni tipo senza badare al loro contenuto reale, se fosse un invito a cena andrebbe declinato. A me ricorda la celebre intimazione: “O la borsa o la vita”, un’alternativa in cui il cittadino perde in ogni caso.
Ecco che in questo confuso quadro liquido la serietà del progetto di Salvatore Costagliola rappresenta un’opportunità dal grande valore politico e sociale, per consentire alla nostra Procida di riappropriarsi di un clima di “innovativa normalità” di cui tanto si sente il bisogno.
Confermando ancora una volta che Procida vuole semplicemente ritornare ad essere un “paese normale” che vuole “amministratori normali”.
FIRMATO G.D.P. (da “Il Golfo” del 27 dicembre 2009)

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