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Procida: La politica alla deriva

di Francesco Marino

L’estate caldissima procidana sta per finire. E’stata la peggiore, culturalmente e politicamente parlando, in quanto da tempo l’Amministrazione comunale è assente. Non ci sono progetti né idee, giacché mancano gli assessori dei quali si può avere traccia solo leggendo lo statino paga, eccezion fatta per alcuni di essi che cercano di difendere il loro posto di lavoro.

Come tutti sanno, in una qualsiasi squadra di calcio, lo spogliatoio è importante e, dunque, come può funzionare un’amministrazione comunale con assessori uno contro l’altro sin dal primo insediamento?

Fra non molto (questione di mesi) l’Italia andrà a votare, le più importanti elezioni dal dopoguerra in poi. A Procida, dove i partiti non esistono più, i nostri politici si trasformeranno in galoppini elettorali per questo o quel politico napoletano che prometterà, prometterà, prometterà. Noi procidani faremo di tutto per portare in Parlamento il nostro Luigi Muro, non per altro per avere un minimo di voce in capitolo! Ma, con chi si schiereranno, per esempio, il nostro Sindaco, l’assessore Aiello o il giovane Vicesindaco De Candia? Per ora tutti agiscono nell’ombra ed intanto Procida muore.Che fine farà il porto di Marina di Procida in perenne passività? Ed il cenobio di Santa Margherita?

Riusciranno mai ad essere utilizzati i quattromilioni di euro stanziati a suo tempo dalla Comunità Europea per la messa in sicurezza dell’Abbazia di San Michele Arcangelo? Si inizierà ad operare seriamente per far rendere quel tesoro che è costituito dall’ex struttura carceraria?

In questo vuoto della politica, che noi abbiamo blandamente descritto, sembra aver preso il sopravvento una forza oscura ed occulta che (il dubitativo è d’obbligo) pare aver ridotto la politica ad uno spettacolo da pupi.

Intanto lo stato sociale è stato smantellato, vedi il caos più completo alla prossima aperture delle scuole con la mensa scolastica tutta a carico dei cittadini.

L’opposizione, con vecchio stile democristiano, disquisisce dei massimi sistemi ben lontani dalla straordinaria capacità politica di personaggi quali Manzo, Spinetti, Cennamo e Massa, gente che aveva si i loro difetti ma che facevano politica per passione e null’altro.

Nel mentre l’ultima farsa sta per compiersi nel centenario della nascita di Elsa Morante, uno stanco e da riformare Premio letterario è alle porte. Voci di dentro annunciano già uno dei vincitori nella persona di Massimo Gramellini. Staremo a vedere in attesa che i giurati leggano la sessantina di libri che rimarranno nelle loro biblioteche.

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