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Procida: La tromba del Venerdì Santo

di Francesco Marino
Quest’anno il “Principe” della tromba della Processione del Venerdì Santo, il dott. Salvatore Allocco, appende “la tromba al chiodo” dopo una quarantennale esperienza iniziata nel 1972.
Com’è noto a Procida la Pasqua viene vissuta attraverso un rito vivo da secoli contenente aspetti magici e simbolici di particolare significato antropico.
Una strana atmosfera si respira già dal Giovedì Santo e raggiunge l’apice di forza all’alba del Venerdì, quando una tromba, suonata a turno da quattro uomini con un intervallo seguito da tre colpi di tamburo, fa la “chiamata” avvisando tutti che è giunta l’ora di partecipare alla morte di Cristo.
Il suono, prodotto solo dal fiato dei suonatori, è difficile e particolare in quanto unico. Alcune fonti indicano che il rito procidano nacque come fatto storico, riprendendo cioè, quello dei romani nei cortei dei condannati a morte, altre la indicano come una tradizione sonora tramandata da generazioni e, soprattutto,innata negli abitanti di Procida, altri ancora indicano che gli “squilli” hanno un significato di risveglio del popolo che vuole partecipare alla Passione e Morte di Cristo.
Tanti sono i ricordi del nostro Salvatore che ci riceve nel suo studio di commercialista ed evoca per noi i momenti in cui, lui e gli altri della squadra dei suonatori, vennero chiamati da Roberto De Siomone per esibirsi, durante lo Stabat Mater, nella Chiesa di S. Maria di Pietrasanta in Napoli.
La protagonista dell’opera, l’attrice Irene Papas, rimase letteralmente sbalordita ed emozionata durante le prove tanto che si recò dal maestro De Simone per chiedergli di chi fosse il suono straziante che echeggiava nelle volte della Chiesa.
Salvatore Allocco ci spiega che il suono della tromba cambia ad ogni squillo in quanto la stessa è senza tasti ne partitura, tuttavia, in una esecuzione si è rilevato un intervallo con scala DO SOL-MI e con un inizio scala DO SI LA SOL con successiva discesa in MI. Oppure, ad un altro ascolto, l’inizio è sicuramente una presunta scala in REbemolle RE DO SOL MI bemolle di seguito è presente una melodia discendente con tre intervalli e tre soste. Il tutto, anche a maestri di banda esperti, è risultato impossibile da riprodurre con gli strumenti tradizionali.
“Il nostro gruppo – dice Salvatore Allocco – è attualmente composto da cinque elementi “anziani” e da due giovani e si allena, come tradizione, nei quaranta giorni prima della Pasqua. Le prove vengono effettuate di sera in luoghi isolati, una volta addirittura nelle “Piscine” in quanto il suono stridulo e straziante può sconvolgere l’animo ed i timpani di chi l’ascolta.” Insomma la tromba, come vuole la tradizione, deve sentirsi e non vedersi.
Prima di salutare il nostro Salvatore Allocco annunciamo gli annunciamo che la comunità di “Semmarezio”, a riconoscimento della sua quarantennale esperienza gli conferirà il titolo di “Cavaliere di Semmarezio” con una pergamena ricordo.
Il nostro trombettiere si commuove e ci fa dono di una preziosa copia della tesi di laurea della dott.ssa Elena De Simone dal titolo: “La Processione dei Misteri. Analisi etno antropologica.
Nel mentre si è fatto sera così come volge al termine la nostra, quasi, intervista a Salvatore Allocco il quale prende da un cassetto della scrivania il suo personale “bocchino” per andare ad allenarsi.
Noi lo aspettiamo per rabbrividire del suo ultimo squillo all’alba del Venerdì Santo in Piazza dei Martiri.

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