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Procida: Le associazioni ambientaliste contro lo scempio edilizio

L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale –ONLUS, la LIPU e il WWF, lo scorso 21 ottobre 2009, hanno sottoscritto un documento (che di seguito riportiamo) indirizzato al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, On. Altero Matteoli, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, On. Stefania Prestigiacomo, al Presidente Regione Campania, On Antonio Bassolino, all’Assessore alle Politiche del Territorio della Regione Campania, On. Gabriella Cundari, al Presidente Amministrazione provinciale di Napoli, On. Luigi Cesaro, ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Napoli, alla Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali della Campania, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, al Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, al Coordinatore della Sezione reati ambientali Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Dr. Aldo De Chiara, avente ad oggetto le demolizione immobili abusivi.
“La Procura della Repubblica di Napoli, Sezione V Urbanistica e Ambiente, Coordinata dal dr. Aldo De Chiara, e la Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli, da tempo impegnate nella lotta ai reati ambientali in Campania, hanno disposto la demolizione di un notevole numero di immobili realizzati abusivamente nella provincia di Napoli in esecuzione di sentenze passate in giudicato.
Ciò ha sollevato le proteste di sindaci, cittadini e altri rappresentanti di quella classe politica e sociale campana, e nel caso di Ischia anche del vescovo, il cui modo di pensare e di agire è responsabile del devastante, enorme e gravissimo danno ambientale che affligge la regione. Ed in effetti appaiono del tutto singolari le iniziative in tal senso assunte dai sindaci delle isole di Ischia e Procida che, in luogo di tutelare il territorio dagli stessi rappresentato, hanno invece di recente richiesto interventi del Governo per scongiurare le demolizioni.
La cultura dell’impunità, dell’affidarsi alla compiacenza della pubblica amministrazione e dello Stato (che tanto prima o poi condona sempre!), dell’omertà, del “ma che male fa una piccola casarella”, del cosiddetto e falso “abusivismo di necessità”, del “tanto lo fanno tutti”, ecc, ha ridotto la Regione Campania in uno dei territori europei, se non nel territorio europeo che versa nelle condizioni più gravi dal punto di vista ambientale.
Questo aspetto, si badi bene, non vuol dire solo titoli sui giornali, ma significa che le popolazioni (e in Campania vivono circa 6 milioni di esseri umani!) sono condannate a soffrire di tutto ciò che di male alla salute e all’economia fa il danno ambientale.
La questione assume particolare rilievo nelle numerose aree vincolate presenti nella Regione, quali ad es., l’intera area flegrea, numerosi comuni vesuviani e le isole del golfo. L’isola di Ischia in particolare vanta bellezze naturali ed ambientali con grandi risorse paesaggistiche, floristiche, termali, climatiche ecc.; risorse, purtroppo non infinite, ma sottoposte ai limiti ecologici e temporali tipici di un ecosistema, sistematicamente minacciato proprio dagli interventi che l’Autorità Giudiziaria faticosamente persegue.
Anche la vicina isola di Procida, non è rimasta indenne dalla piaga delle costruzioni selvagge, e lo dimostrano le migliaia di richieste di condono avanzate negli ultimi anni. In questo modo, sulla piccola isola flegrea che ha una densità di popolazione tra le più alte d’Europa, per ricavare facili guadagni dagli affitti nel periodo estivo o dalle vendite soprattutto ai non residenti, negli ultimi decenni sono scomparse le storiche contrade agricole e con esse una cultura contadina plurisecolare: i limoneti e i vigneti sono stati in gran parte distrutti e di essi restano soltanto poche testimonianze simboliche.
Ebbene di questi tesori che da soli avrebbero potuto garantire benessere e futuro agli isolani, si è fatto di tutto per annientarli, disperderli, violentarli, deprezzarli, senza porsi minimamente il problema del futuro degli abitanti delle isole di oggi e di quelli di domani. Che futuro avranno i ragazzi che vanno oggi nella scuola dell’obbligo a Ischia e a Procida o nell’area Flegrea? Lavoreranno nel campo turistico? E quale prodotto proverranno a mettere sul mercato turistico mondiale se dette aree saranno state completamente devastate dal cemento abusivo? Quale paesaggio venderanno ai turisti, quello della case abusive? E che futuro avranno gli ischitani, i procidani ed i cittadini dell’ampio parco regionale dei Campi Flegrei che nasceranno nel 2010, nel 2011 quando saranno adulti? Quello di vivere in un ex posto bello, distrutto dalla stupidità, dalla ignoranza, dalla bramosia del denaro facile di chi li ha preceduti.

Ebbene la decisione e l’impegno dell’Autorità Giudiziaria apre la possibilità alla Campania, all’Italia tutta di cambiare pagina. Dà la possibilità di ripristinare finalmente la legalità, di far capire che le leggi sono cose serie e che vanno rispettate, di dare una lezione memorabile a chi vive e opera nella illegalità, a garantire un futuro all’isola e ai suoi abitanti, ad aprire nuove prospettive turistiche, a liberare dalla colata di cemento il territorio, a restituire bellezza al paesaggio, credibilità all’economia turistica, dare una speranza ai campani che si può iniziare a uscire da un tunnel fatto di sofferenza e di paura per l’inquinamento, le frane, i rifiuti, il dissesto idrogeologico, le acque sporche.
A proposito di dissesto idrogeologico si ricorda che a Ischia ci sono stati nel recente passato morti per case realizzate in luoghi dove assolutamente non si poteva costruire, e che nessuno ha fermato, e che molte delle costruzioni da demolire sorgono in aree ad evidente dissesto idrogeologico.
Contro i numerosi tentativi in atto per evitare le demolizioni e far vincere ancora una volta l’illegalità e gravare ancora una volta il territorio campano di un devastante scempio ambientale, contro il tentativo di delegittimare ancora una volta lo Stato, si fa appello a tutti gli Enti in intestazione di stimolare l’accelerazione delle procedure finalizzate alla cura, al rispetto ed al ripristino ambientale, anche devolvendo specifiche risorse per consentire le demolizioni.

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