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Procida: Lettera aperta del Sindaco ai marittimi

Vincenzo Capezzuto sindaco di Procida“La vostra forzata assenza dalla nostra isola, ha determinato tutta una serie di azioni, reazioni, movimenti ed altro ed io, stasera, vorrei descrivere sinteticamente come ho vissuto la vostra lontananza”. Così il primo cittadino dell’isola di Procida, Vincenzo Capezzuto, ha aperto il suo intervento nella serata della festa, ripercorrendo i momenti salienti della storia che ha visto protagonisti Giuseppe, Crescenzo, Vincenzo ed Odoaldo, i quattro marittimi procidani imbarcati sulla “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” rimasti prigionieri nelle mani dei pirati somali per buona parte del 2011.
“Ero sull’aliscafo – ha continuato il Sindaco – quando, di ritorno da Napoli, sono stato raggiunto sul telefonino da un amico che mi informava del sequestro della “Savina Caylyn” e che tra l’equipaggio forse c’erano marittimi italiani e, in particolare, procidani. Non vi nascondo l’incredulità ed il senso di impotenza che per un attimo mi ha attraversato, attimo interrotto da una successiva telefonata dove, una voce di un giornalista mi preannunciava una intervista sui primi momenti della vicenda.
Di lì è iniziato una vicenda unica dove nessuno, prima di allora, né l’esperienza politica, né la buona amministrazione ti avrebbe potuto aiutare.
Contemporaneamente – ha sottolineato il Sindaco – come magicamente solo in questa isola accade, le donne a cui da sempre è stata affidata, nel periodo delle vostre assenze, la responsabilità e la cura delle famiglia, sono balzate alla testa di un movimento popolare “LIBERI SUBITO”. Il Comune è diventato, di fatto, la casa del popolo, le strade si sono illuminate dalle fiaccole di una comunità che unita aveva deciso di non stare a guardare: il mare si è tinto dei colori delle nostre barche, i giovani hanno simbolicamente occupato navi e aliscafi, i gruppi musicali si sono uniti in un unico concerto, alle quattro del mattino sono partiti per raggiungere la città del Governo nazionale. Mai, come in quel momento mi sono sentito il Sindaco di tutti.
Poi, Finalmente Liberi! E tu Comandante Lubrano, in rappresentanza di tutti loro, al tuo arrivo, nonostante la prigionia, nonostante le torture, sei riuscito ad esprimere sentimenti di ringraziamenti di ringraziamento verso la Patria, hai manifestato la tua soddisfazione per aver salvato l’equipaggio e, tutti insieme, avete manifestato parole di infinito amore verso le vostre famiglie.
Questa comunità – ha concluso il Sindaco Vincenzo Capezzuto – ha dimostrato di voler difendere le proprie radici culturali e ogni volta che il caso lo richiederà troverà l’unità per difendere i propri valori.”

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