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Procida: L’isola nell’isola di Giacomo Retaggio

isola nellisolaIn questi giorni, nelle edicole e librerie, troveremo, per Edizioni Fioranna, la ristampa, con molte novità, de “L’isola nell’isola” (2000 – L’Orientale Editrice) scritto da Giacomo Retaggio. Giacomo Retaggio è nato e vive a Procida ove esercita la professione di medico a cui, nel tempo, ha unito il piacere di raccontare la sua isola di cui è profondamente innamorato. Otto i libri pubblicati: nel 1996  “ Procida ed io, un anno o quasi”; nel 1998 “A Procida non caddero bombe”; nel 2000 “L’isola nell’isola”; nel 2003 “L’acqua del mare è salata”; nel 2006 “’U viso!”; nel 2008 il saggio “ Il Cristo morto di Procida. Nebbia e mistero”; nel 2009 “ All’armi! All’armi! La campana sona”; nel 2011 “Intrighi e calunnie in sagrestia”. Componente della giuria del Premio Letterario “ Procida Isola di Arturo Elsa Morante”, è stato ed è collaboratore di diversi giornali. Attualmente cura la pagina culturale del quotidiano “Il Golfo” per quanto riguarda l’isola di Graziella. Del tutto naturale, quindi, durante la tradizionale pausa caffè mattutina  presso il “Bar Roma” parlare con Retaggio per conoscere qualche cosa in più su questa nuova esperienza.

La prima domanda, dottore, è quasi scontata: Perché, a distanza di tempo, hai deciso di ristampare il libro?

Ho deciso di ristampare il libro perché la prima edizione si era esaurita da circa sei anni e l’opera mi veniva (e mi viene) continuamente richiesta da parte dei lettori. Inoltre, motivo non secondario, per far conoscere alle nuove generazioni che cosa sia stato e che cosa abbia rappresentato il Carcere per Procida. La velocità con cui, specie da parte dei giovani, si dimenticano le cose è enorme ed  ho cercato, nei limiti del possibile, di ovviare a ciò.

Quali gli elementi di novità che troveremo rispetto alla precedente?

Oltre alla nuova veste tipografica c’è un corredo di fotografie effettuate da Aniello Intartaglia che danno la visione di come è attualmente il carcere: in totale degrado e parzialmente crollato. Non ci possono essere fotografie di  quando il carcere era in attività perché all’epoca era vietata dal Ministero ogni tipo di ripresa per motivi di sicurezza.

Durante gli anni di servizio presso il Carcere un particolare, una storia, un personaggio che ti ha particolarmente colpito. 

Di storie, di personaggi e di particolari ce ne sarebbero a iosa! In 25 anni immaginati quante ne ho viste! Ricordo un detenuto, un certo Izzo Agostino, un contadino mi sembra dell’avellinese, che aveva ammazzato la moglie, il figlio e la nuora e li aveva sepolti nell’aia e, dopo aver cosparso il terreno del sangue di un maiale per depistare le indagini, ne aveva denunciato la scomparsa a i Carabinieri. Alla mia domanda sul perché aveva combinato un tale macello a casa sua rispose che “lo doveva fare per forza in quanto in casa non gli portavano rispetto”. Io rimasi di stucco e non sapevo se ridere o piangere.

Per uno come te, amabile raccontatore di storie, com’è cambiata Procida dal 1988, anno di chiusura del carcere, ad oggi?

Fin quando c’era il carcere Procida aveva una sua personalità ed importanza sia pur negative. Con la sua chiusura l’isola non ha avuto, secondo me, quel decollo turistico e sociale che molti auspicavano per cui è rimasta in una sorta di stallo in attesa di uno sviluppo che sicuramente l’attuale congiuntura non favorisce.

Come nasce la collaborazione con l’arch. Rosalba Iodice che ha curato la prefazione del nuovo libro?

E’ nata quasi per caso. La Iodice, persona molto attiva ed entusiasta è, tra l’altro, la redattrice del progetto di recupero e valorizzazione dell’ex- carcere, che, come ben sai, è stato trasferito al Comune proprio in questi giorni. Personalmente sull’argomento della possibilità del recupero ero (e sono) piuttosto scettico. L’affidare alla Iodice la stesura della prefazione al mio libro è stata per me una scommessa. E ritengo anche per lei. Non aspetto altro che ricredermi sulle possibilità di sviluppo turistico, culturale e commerciale del Carcere. Ove mai questo, anche in un futuro non immediato, dovesse verificarsi rappresenterebbe un avvenimento  di capitale importanza per Procida.

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