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Procida: Magnifici Mirabili Misteri

mistero venerdì santodi Giacomo Retaggio
Quest’anno con l’arrivo della primavera, in concomitanza della Pasqua a Procida, sbarca in edicola un libro inerente la settimana Santa procidana ed in particolare il Venerdì Santo. La bibliografia sull’argomento è diventata col tempo molto corposa ed è la prova dell’interesse suscitato dalla manifestazione e della sua estrema vitalità e dinamicità. Così per i tipi di “squi(Libri) Editore” è uscito “Magnifici, Mirabili Misteri”di Paola Pisano e Alberto Baldi, un libro che in un’ampia prospettiva mira a dare delle manifestazioni della Settimana santa procidana una lettura in chiave oltre che storico- archivistica soprattutto in un’ottica antropologica – culturale. Compito non facile perché l’opera investe non solo il territorio religioso tradizionale procidano ma anche quello sociale e culturale fondendo in un’unica ma poliedrica visione l’aspetto confessionale e laico della società procidana. Né vanno ignorate le incursioni che gli autori operano nella realtà attuale dell’isola sottolineando le affinità e le divergenze inevitabili con i tempi che furono. Il libro consta di una corposa parte fotografica, ad opera di Paola Pisano, che ritrae con dovizia di particolari e di immagini suggestive i momenti topici della settimana Santa procidana, in particolare la Processione del Cristo morto ed il corteo degli Apostoli, e di una parte di “approfondimenti” in cui dai due autori vengono analizzate e contestualizzate le motivazioni religiose e sociologiche della manifestazione.

La Pisano (non nuova ad esperienze del genere per aver effettuati servizi analoghi anche in Cina, India, Tailandia e Nepal)  con mano felice ritrae le varie funzioni del presente e descrive con un pizzico di impalpabile nostalgia quelle del passato, ormai scomparse. E si cala nella realtà locale spingendosi ad usare il dialetto procidano  (‘a turciata ri’fratieddi, ‘r zeddose, ‘u chèngio a’porta) per descrivere alcuni momenti significativi delle funzioni passati ed attuali. Alberto Baldi, valido antropologo culturale della Federico II, parte dall’asserzione che l’evento festivo (nel nostro caso le processioni degli Apostoli e del Venerdì Santo) assume con la sua magniloquenza la capacita di “farsi megafono capace di parlare alla moltitudine delle persone convenute”; “con i suoi percorsi  processionali serpentiformi ed il cammino lungo e cadenzato dei suoi partecipanti garantisce una visibilità a tutto tondo quasi imposta alla comunità”. Secondo il Baldi le funzioni  della settimana Santa procidana quali le “scene previste dal palinsesto festivo – la lavanda dei piedi, l’ultima cena, il trascinamento delle catene, l’ossequio al Crocefisso giù al porto – assumono il carattere di quadri viventi”. L’autore, inoltre, mette in rilievo come “la capacità del Mistero di farsi particolarmente apprezzare e di stupire rappresenta un traguardo a cui i costruttori mirano per distinguersi dagli altri”. Così come è estremamente interessante, sempre da parte del Baldi, la riflessione secondo cui le funzioni della settimana santa procidana trovano un riscontro analogico nell’arte presepiale napoletana: in entrambe si ravvisa una certa “teatralità” ed entrambe “hanno il bisogno di rinnovare l’impianto scenico di anno in anno, di rendere tale impianto rigorosamente trasportabile”. Difatti una delle caratteristiche dei “misteri” è la loro variabilità ogni anno. Da quanto esposto si evince come questo libro sia un ‘analisi approfondita e varia della settimana santa procidana che esce dai confini dell’isola per assumere un respiro più ampio ed articolato. Un grazie sentito va agli autori da parte della comunità procidana.

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