Orchestra e Coro concerto Santa Margherita 2016
Orchestra e Coro concerto Santa Margherita 2016

Procida: Orchestra “Harmonia nobile” e Coro Polifonico di San Leonardo, che spettacolo

di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Sarà stato per la fascinosa “location” (chiesa di S. Margherita) o per la serata particolarmente limpida e calma o, ancora, per il calore di un pubblico attento e sensibile, di certo quella della sera de 23 dicembre 2016, è stata una delle migliori “performances” del coro di S. Leonardo. La validità artistica e canora di questo sodalizio, sotto la guida appassionata del maestro Aldo De Vero, ormai, non è più una novità e rientra a pieno titolo tra le “cose” belle di Procida. Si parla tanto del fatto che a Procida non si fa mai niente, che non c’è nulla di interessante, ma non è vero! Sull’isola ci sono tante energie valide e spontanee, tante associazioni culturali, tante volontà positive che aspettano solo il “la” di qualcuno che le faccia esplodere. Piaccia o meno, Procida è un paese ricco di talenti! E il coro di S. Leonardo è un esempio lampante di questo stato di cose. Nella sua ormai ultraventennale storia, in cui le potenzialità artistiche si sono sviluppate ed evolute alla ricerca del meglio possibile, ha seguito lo sviluppo dei tempi adeguandosi ad essi e ha cercato di assecondare, anche nel repertorio, i gusti di un pubblico che nel frattempo mutava e si trasformava. Secondo la regola dell’evolversi per non morire. E questo è un segno di grande intelligenza e di apertura mentale da parte di chi lo dirige. Così come ha dato i suoi frutti (e la prova si è avuta proprio nel concerto dell’altra sera) il connubio con l’orchestra di Stato ucraina “Harmonia nobile”, diretta dal maestro Giuseppe Carannante, un complesso di una quindicina di archi che, anche con la collaborazione della tastiera del procidano Elio Di Bernardo, autore dell’arrangiamento dei brani corali con l’orchestra, ha meravigliosamente dialogato con il coro isolano.  Il repertorio da Bach a Grieg, a Schubert e a quasi tutti i mostri sacri della musica ha letteralmente portato in visibilio gli ascoltatori che hanno calorosamente applaudito. Se i brani natalizi l’hanno fatta da padroni non si sono disdegnate musiche di altro genere che hanno reso la serata composita e variegata nel gusto stimolando la sensibilità di chi ascoltava. E così si è andati da “Silent Night” a “White Christmas”, per soprano e orchestra, da “Cantique de Noel” a “Dormi bambino”, per coro e orchestra, (questo solo per citare alcuni brani) ad un aria del “Flauto magico” di Mozart cantata dal soprano ucraino Oksama Krechko, una bella donna bionda dai capelli inanellati con una voce in grado di passare rapidamente da un registro all’altro. I suoi arditi vocalizzi hanno di sicuro fatto sorridere di piacere il genio salisburghese nell’aldilà. Al soprano ucraino hanno fatto da contrappeso le voci morbide, sinuose e accattivanti delle nostre Micaela Barbiero e Rosaria Lauro. Difficile per chi ascoltava stabilire una graduatoria di merito. Verso la fine del concerto l’orchestra ucraina, quasi una contaminazione dell’atmosfera natalizia, (ammesso che la musica di qualità possa contaminare!) si è lanciata nel preludio della Carmen ed in alcune polke straussiane. E’ stata un’esplosione di suoni e di gioia. Ma non è forse il Natale la festa della gioia e della nascita di un uomo nuovo?

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