Home > Procida: Perché Retaggio non è Camilleri.

Procida: Perché Retaggio non è Camilleri.

di Francesco Marino
In questo periodo natalizio centinaia di libri vengono proposti da vari editori all’attenzione dei lettori. Il libro torna ad essere il regalo preferito da persone colte e non. La casa editrice “Sellerio” lancia il battage pubblicitario per il libro “La setta degli angeli” di Andrea Camilleri che, non abbiamo dubbi, avrà un grande successo.
Il racconto è ambientato ad Alia (Sicilia) dove l’avv. Matteo Teresi denuncia le nefandezze di un certo clero siciliano ovvero di una setta, detta “degli angeli”, composta da preti e notabili che organizzano esercizi spirituali per vergini devote. Si tratta, in realtà, di atti ignominiosi che, nel luglio del 1901, indignarono don Luigi Sturzo che denunciò: “In Alia tra alcuni preti degenerati, indegni del ministero sacerdotale e del nome di uomini, esiste una setta, detta per irrisione angelica. Questi settari abusano del sacramento della confessione, inducono alcuni penitenti ad atti ignominiosi.” Sin qui la denuncia di don Sturzo ed è su questa traccia storica che Camilleri imbastisce la trama del suo romanzo.
A Procida, nell’estate 2011, il nostro scrittore Giacomo Retaggio, ha pubblicato “Intrighi e calunnie in sacrestia.”, storia e sofferenza del curato Tommaso Scotto Galletta (AM editoriale – collana Astri del Mediterraneo). Il romanzo di Retaggio, che esce prima di Camilleri, storicamente collocato nel 1800, denuncia, in maniera scorrevole, le nefandezze del clero locale e napoletano ardite contro il curato Scotto Galletta. Insomma, un piccolo capolavoro che, pur avendo avuto un grosso successo, avrà difficoltà ad uscire dall’ambito strettamente provinciale questo perché l’editoria napoletana, pur ricca di fermenti, non ha la sostanza necessaria per lanciare i nuovi scrittori. L’editore, come l’imprenditore, deve rischiare, avere naso e lanciare giovani scrittori.
Del resto a Napoli una lodevole iniziativa come “Galassia Gutenberg” è fallita e editori come Guida e Liguori non riescono a sfondare. Questa incapacità di emergere, ovviamente, soffoca anche scrittori come Retaggio che meriterebbero di uscire dal guscio isolano.
Un motivo in più, a nostro avviso, per far trovare sotto l’albero di natale un buon libro del nostro “piccolo” Camilleri, il dott. Giacomo Retaggio, e perché no proprio “Intrighi e calunnie in sacrestia”, cosa che personalmente farò inviandola, sulla vicina isola d’Ischia, al grande vecchio della mia famiglia, Mario.

Potrebbe interessarti

Giacomo Retaggio: “PROCIDANI SI NASCE (ed io lo nacqui)”

Di Elio Notarbartolo (da Il Confronto) PROCIDA – Scendere per strada ed incontrare l’infanzia.  Il …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *