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Procida: Il nuovo Piano Ospedaliero Regionale decreta la morte del diritto alla salute dei procidani

PROCIDA – Estremamente dura la posizione di Aniello Scotto di Santolo, coordinatore del Tribunale del Diritto del Malato, che a margine del Consiglio Comunale tenutosi ieri torna a parlare sulle modifiche che la bozza del nuovo Piano Ospedaliero Regionale predisposto dal governatore De Luca, prevede per il servizio sanitario sull’isola di Graziella.

«Siamo punto e a capo – dice Aniello Scotto – dopo decenni di lotte, di proteste, di richieste per avere nella piccola isola di Procida un Ospedale che potesse soccorrere la cittadinanza in casi gravi e urgenti, apprendiamo sgomenti che, nel Piano Ospedaliero Regionale, è stato deciso di eliminare il Presidio Ospedaliero per lasciare sull’isola solo la chirurgia ambulatoriale, ossia quella che già viene effettuata dal Distretto Sanitario. Si legge, infatti, nella bozza che non ci saranno più gli anestesisti e i rianimatori previsti nel caso di codice rosso, ossia di quei pazienti per i quali è necessario il trasporto  con elicottero sulla terraferma. Inoltre,  non potrà essere effettuato alcun intervento chirurgico, per cui è morte certa in quei casi urgenti in cui si  richiede la presenza dell’anestesista. Ricordiamo che in passato Procida ha chiesto più volte con forza l’Ospedale,  proprio per assicurare l’emergenza  e per interventi di elezione. Gravi e dolorosi episodi hanno portato i cittadini sulle strade per rivendicare il diritto sacrosanto di assistenza sanitaria. Purtroppo, oggi, per motivi  che non si comprendono, viene deciso di sospendere un servizio sanitario pubblico esistente e si elimina tout court la possibilità di prestare soccorso nei casi gravi.

No! Procida non può perdere la struttura ospedaliera – continua Scotto di Santolo –  perché la mancanza di essa significherebbe in molti casi morte certa. Non dimentichiamo che solo nell’ultimo anno solare, l’Ospedale di Procida ha dato soccorso a 150 casi urgenti e gravissimi (Codice giallo e rosso), oltre altri diverse centinaia di casi risolti in loco.

Come mai la ASL Na 2 Nord non si è ribellata a tale assurda decisione o è stata lei stessa, per interessi di parte, ha decidere di tagliare solo su Procida e soprattutto sull’emergenza sanitaria? Come mai, dopo la convinta adesione delle istituzioni sanitarie alle richieste dei procidani che ha dato all’isola un presidio ospedaliero, oggi si fa marcia indietro e con un colpo di spugna si intende cancellare un giusto e doveroso provvedimento adottato per i cittadini di Procida?

Il Tribunale dei diritti del malato di Cittadinanzattiva denuncia la gravità di tale scelta che viola i diritti fondamentali del malato  e sollecita una forte mobilitazione  che faccia sentire il grido di dolore dell’intera comunità isolana di fronte ad una proposta assurda  che vanifica l’impegno profuso in questi anni. Nella nostra Costituzione la salute è uno dei primi diritti e lo Stato deve assicurare a chi è residente su una piccola isola la cura di essa. Senza l’Ospedale Procida tornerebbe indietro di decenni e vedrebbe cancellati quei sacrosanti diritti costituzionali.

Non si può rimanere inerti – conclude Aniello Scotto di Santolo – di fronte a questo folle progetto, per cui occorre una forte protesta dell’isola intera capeggiata dalle istituzioni tutte: in primis dal Consiglio Comunale. Procida non può restare in silenzio di fronte ad un piano che lascia precipitare la sanità ospedaliera a Procida nella tenebre della disperazione. Si piangono ancora i morti del passato ma non vorremmo trovarci domani a piangere altri morti, per inadempienza di Stato. Sarebbe troppo grave!».

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