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Procida: Poste Italiane smarrisce i bollettini di pagamento.

Quando si racconta dei disservizi della macchina organizzativa e burocratica italiana si pensa sempre che l’ultimo evento, scritto o letto, sia il massimo raggiungibile fermo restando che poi, purtroppo ogni giorno, le TV e le pagine dei giornali sono pieni di episodi, alcuni dei quali superano ogni più fervida immaginazione e fantasia, di cui i cittadini, loro malgrado, sono tragicamente protagonisti.
Tra questi, probabilmente, va ad inserirsi quello che coinvolge la S.A.P., società che gestisce il servizio idrico integrato sull’isola di Procida la quale, nell’invio delle bollettazioni del trimestre appena passato, ha inserito un avviso per gli utenti chiedendo a quest’ultimi, alla luce del fatto che Poste Italiane hanno smarrito i bollettini di pagamento incassati tra il 10 e il 18 marzo 2011, di recarsi presso i propri uffici, in via IV Novembre, ed esibirne la ricevuta.
“Sono indignato – ci dice un anziano cittadino appena appreso la notizia– dopo aver fatto una lunga fila all’ufficio postale di Procida, oggi devo nuovamente perdere un’altra mattinata per recarmi presso la S.A.P. e documentare il pagamento della bolletta. Siamo noi il terzo modo.”
Come biasimarlo, dirà qualcuno. Dopo le attese sistematiche e quotidiane derivanti dalla notevole mole di lavoro che gli addetti devono fronteggiare, dopo i disservizi creatisi ad inizio mese per problemi con il black aut al sistema informatico, che ha determinato ritardi nei pagamenti di utenze e nelle spedizioni di raccomandate così come ai pensionati di ritirare le relative spettanze dopo diversi giorni rispetto alle normali scadenze, ecco un nuovo motivo per i cittadini procidani di lamentarsi di un servizio, quello offerto da Poste Italiane, ben lontano dall’efficienza.
Certo, in attesa degli annunciati rimborsi (almeno per quanto riguarda i disservizi provocati dal blocco dei computer di inizio giugno), che ovviamente richiederanno altre file e tempi indefiniti per la ricomposizione delle controversie, la domanda nasce spontanea: Possibile che il cittadino debba essere martoriato in questo modo?
Tristemente, alla prossima!

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