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Procida. Raid a Vivara: cinque studenti denunciati


Procida – Sull’isola per motivi di studio, si sarebbero trasformati in vandali. Cinque iscritti alla seconda Università di Napoli, sarebbero gli autori del raid che ha danneggiato l’antica casa patronale sul pianoro centrale dell’isolotto e alcuni sentieri.
A incastrarli, i volontari della Lipu. Si tratta di tre ragazze e due maschi, che si sono dichiarati «studenti universitari, impegnati in un progetto artistico da supportare con un servizio fotografico». Saranno tutti denunciati all’autorità giudiziaria. Gli studenti, sono stati sorpresi domenica pomeriggio mentre stavano per lasciare l’isola. Gli uomini della Lipu sono stati attirati dalle loro urla e li hanno sorpresi in atteggiamenti insoliti: erano imbrattati di vernici multicolori e avvolti in un lenzuolo.
Oltre a numerosi teloni, buste, nastri adesivi e altro materiale disseminato lungo il sentiero, nella casa patronale, costruita nel 1681 dal duca di Bovino, i volontari Lipu hanno trovato vernici che imbrattavano il pavimento, un teschio colorato di rosa e scritte sulle pareti. «Nel caso i ragazzi fossero riconosciuti colpevoli ci costituiremo parte civile – dice l’avvocato Mariano Cascone, presidente della fondazione Albano Francescano, ente proprietario dell’isolotto.
Giovedì alle 11, durante una conferenza stampa al circolo Savoia, avverrà la «consegna» delle chiavi tra Fondazione e comitato di gestione della Riserva naturale. «Dopo un lungo lavoro giuridico e interpretativo siamo finalmente usciti da un’empasse di sette anni – aggiunge Mariano Cascone – definendo i ruoli e i compiti della fondazione Albano, proprietaria di Vivara e il comitato che si occuperà di valorizzarla, organizzando attività compatibili con le norme che tutelano le aree protette. Nel rispetto dello statuto la Fondazione si riserva la possibilità di trarre rendite dall’isolotto, non appena il piano di gestione ci chiarirà le attività compatibili che potranno essere svolte».
Compito della Fondazione, così come stabilì il proprietario dell’isola e di altri immobili è autofinanziare il centro di accoglienza per poveri e bisognosi.
(da IL MATTINO del 17 novembre 2009)

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