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Procida: "Rimbocchiamoci le maniche e condividiamo le scelte con i cittadini.”

Questo il pensiero di Giuseppe Giaquinto, uno dei candidati che ha destato maggiore scalpore per la scelta di campo fatta.

Da pochi giorni sono state depositate le liste elettorali ed iniziamo questo percorso, che da qui ai prossimi giorni, spero ci porterà ad incontrare vari esponenti della competizione elettorale in corso. Partiamo da Giuseppe Giaquinto, responsabile locale di Sinistra Ecologia Libertà e ultimo segretario isolano dei Democratici di Sinistra, candidato nella lista “Procida Prima” con Vincenzo Capezzuto, scelta che, proprio per le sue origini politiche, ha destato più di qualche riflessione.

Caro Giuseppe quali le motivazioni che ti hanno portato a questa decisione?

Credo che in giro ci sia molto poca politica e molto personalismo. Quando alcuni mesi fa ho aderito al progetto “Vivere Procida per vivere meglio” proposto dai Riformisti, speravo si potesse dare vita ad una nuova stagione di confronto politico in cui si analizzassero i problemi dell’isola e si cercassero in modo condiviso le soluzioni. C’è stato il vuoto assoluto. Solo l’attuale amministrazione comunale ha mostrato evidenti segni di interesse e soprattutto disponibilità ad aprire un nuovo corso per garantire FUTURO a quest’isola.
A ciò si è aggiunto la difficoltà estrema nel vedere un centro sinistra alleato di una pattuglia dalle belle speranze ma sopraffatto da quanti nella loro esperienza amministrativa hanno saputo risolvere le questioni cruciali arrecando all’isola ulteriori danni in nome di una presunta legalità che mal si è sposata con gli interessi della comunità, tranne poi privilegiare i propri interessi, e alla fine scappare via di fronte alle responsabilità.
“Procida Prima” è una compagine composta anche di persone che hanno dimostrato qualche limite dal punto di vista amministrativo ma certamente senso di responsabilità e visione complessiva dei problemi. Il futuro ci riserva un nuovo protagonismo fatto di quanti credono che gli interessi dell’isola vengono prima delle contrapposizioni e delle chiusure ad ogni possibile dialogo.

Allora Giuseppe cerchiamo di entrare nel merito della composizione della lista. Quali le tue valutazioni?

Le radici comuni di molti di noi di cattolici e di riformisti di sinistra ci aprono al dialogo con tutti quelli che si identificano nel rispetto della dignità umana, della solidarietà e della legalità.
Tutti noi pensiamo di aver qualcosa da dire e soprattutto da fare per la nostra amata isola essendo ognuno in possesso di un notevole bagaglio di cultura ed esperienza da presentare, avendo ormai raggiunto una posizione professionale e familiare di tutta tranquillità per cui non si hanno interessi particolari da conquistare o persone da ringraziare.
C’è bisogno di novità, comprensione e fermezza. Non novità fine a se stessa, bensì integrata nella esperienza e nello spirito di servizio di quanti hanno già operato. Credo che oggi più che mai sia opportuno sforzarsi di comprendere e pensare al domani con l’energia dell’ottimismo e la decisione di chi vuole portare ai nostri figli e nipoti un futuro migliore.

Passando ai Riformisti, quale pensi possa essere il contributo alla lista ed all’isola?
Possiamo essere utili come lo sono stati quanti hanno sposato la buona politica e dimostrato capacità ad operare per il bene della collettività, ma anche per fare le nostre battaglie morali ed ideali, per avere un progetto su cui garantire migliore qualità della vita a tutti, per coinvolgere i cittadini quali costruttori del loro futuro.
E’ chiaro che chi oggi ci critica dimostrando la propria pochezza e la propria difficoltà a fare un discorso serio con noi, si rivela molto più criticabile a confronto con le nostre passioni e i nostri contributi a favore della crescita socio-economia dell’isola, resi in qualsiasi modo e in qualunque tempo, considerato che bisogna prendere atto che a Procida negli ultimi decenni c’è stato anche chi la politica l’ha fatta per passione, per convinzione, per senso di responsabilità.

Quali possono essere, in sintesi, i punti programmatici caratterizzanti la presenza in lista dei riformisti?
1) promuovere e valorizzare il ruolo e l’identità dell’ isola di Procida;
2) sviluppare l’economia del territorio per renderlo ospitale, attivo e produttivo 365 giorni l’anno;
3) recuperare alla partecipazione categorie produttive, associazioni, espressioni e sensibilità varie del territorio, professionalità presenti e lontani dall’isola per rilanciare un disegno strategico che miri a dare certezze e caratteristiche al futuro;
4) offrire opportunità ai giovani e ai bambini per lo studio, il lavoro, lo sport e il tempo libero;
5) valorizzare il ruolo degli anziani, per dare loro la possibilità di contribuire alla crescita della comunità cui appartengono;
6) garantire sicurezza e solidarietà alle fasce più deboli della nostra isola;
7) migliorare l’ambiente urbano per garantire una più elevata qualità della vita ai nostri cittadini.
Come vedi le altre formazioni politiche in campo?

“Io rispetto tutti, al di là delle idee politiche e penso che nella mia vita lo abbia dimostrato. Non ritengo nessuno nemico e dando la mia disponibilità a candidarmi avrò solo avversari politici, amici che si candidano in altre formazioni politiche”.

Caro Giaquinto, in definitiva, perché hai accettato l’invito?
Non è retorica, ma ho sentito che su ognuno di noi incombe l’onere civile di dare un contributo alla comunità nella quale viviamo.
In quest’ultimi anni vissuti a Procida, ho capito meglio, cos’è il “sentirsi malinconico”. E credo di non sbagliare, sostenendo che è una sensazione diffusa tra molti di noi procidani. Questo perché malinconia altro non è, che questo sentirsi finiti, limitati, conclusi. E’ l’impossibilità di fare qualcosa che ci entusiasmi. Ognuno può scegliere cosa vuole per essere felice, un posto di lavoro, o uno migliore, un luogo per incontro, una strada ben asfaltata, un asilo nido, un parco gioco, un corso di pittura, e tutte queste cose può ottenerle, come dice un caro conoscente, “rimboccandosi le maniche”, impegnando se stesso, dandosi, e chiedendo la condivisione ai propri cittadini.
Certamente con molti miei amici mi è sfuggito di dire vediamo, parliamone, fatemi pensare. Ho riflettuto, ho valutato i pro e i contro, e poi ho deciso assolutamente da solo”.
Mi candido oggi per il CONSIGLIO COMUNALE della mia isola perché l’amo, perché la rispetto, perché la guardo ancor oggi con gli occhi di quando da giovane militante della politica aspiravo a contribuire a garantirgli un futuro dignitoso, col mio amico Antonio.

In conclusione possiamo cambiare la politica amministrativa su quest’isola?

Questo lo possiamo realizzare solo in un modo, cioè farlo insieme; insieme come ho visto già in alcuni territori, dove si sono messe insieme persone che assolutamente non ci aspettavamo di incontrare, dove si sentono interventi liberi, autentici e appassionati.
Molti di noi hanno un’idea forte: il futuro della nostra Procida, il futuro dei nostri figli ci interessa e ci spenderemo tutte le nostre energie. Ecco perché Procida Prima.

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