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Procida: Il nuovo servizio di trasporto pubblico non serve a nessuno

EAVBUSDi Giuseppe Giaquinto

Ieri sera un pendolare di Solchiaro mi raccontava di essere arrivato a Procida alle 19,40 con l’aliscafo delle 19 da Napoli e di aver atteso con la pioggerellina la partenza del BUS L1 delle 20 e successivamente quella delle 20,18 del BUS L2 da S. Antonio per Solchiaro. Arrivo a casa alle 20,35, esattamente 55 minuti dopo l’arrivo. Prima riusciva a prendere L2 alle 19,40 dal porto e arrivava a casa per le 20.
Stessa sorte è toccata l’altra sera ad utenti di S. Rocco che arrivati a Procida con traghetto da Napoli alle 18,45 hanno atteso L1 alle 19.10 e successivamente C2 alle 19,15 da Piazza della Repubblica. Arrivo a casa per le 19,30. Prima c’era la partenza del BUS C2 alle 18,50 direttamente dal porto fino a S. Rocco. Prima pagavano 1 euro e 20 ora hanno pagato 1 euro e 50 e sono arrivati circa mezz’ora dopo.
Sorte peggiore è toccata ad un’insegnante proveniente da Ischia con ultimo traghetto che ha attraccato, con qualche minuto di ritardo endemico, alle 20,05. Il primo bus utile in transito chiamato L1 è passato alle 20,43. Arrivo a S. Antonio e trasbordo su L2 delle 21,00 con arrivo a casa, in via Simone Schiano, alle 21.12. Circa 70 minuti dopo l’arrivo al porto.

Si tratta di persone, pendolari, lavoratori, cittadini di quest’isola che in pochissimi giorni hanno già sperimentato sulle loro spalle il peggioramento del servizio automobilistico e che hanno preannunciato di non rinnovare più l’abbonamento e di scendere al porto, dal prossimo mese, con mezzi privati, anche perchè, al mattino, si assiste più o meno alle stesse disfunzioni e agli stessi patemi d’animo.
Stamattina, di persona, ho monitorato con attenzione il BUS C2 in partenza da Piazza della Repubblica. Ha collezionato in ben sette corse solo 5 passeggeri, certamente qualcuno in più pare ne abbia collezionato il BUS L2 in partenza da S. Antonio.
Sempre in giornata, due turisti tedeschi saliti sulla linea L2 e diretti al porto sono rimasti a dir poco disorientati all’ annuncio dell’autista che la corsa finiva a S. Antonio e che per raggiungere il porto dovevano acquistare un altro biglietto e prendere un altro bus e che S. Antonio era solo un nodo di interscambio ritenuto fondamentale nel flusso territoriale.

Tutto questo accade, come si cerca di spiegare, perché c’è stato un aumento delle corse sulle direttrici secondarie. Onestamente non capisco di quali corse e di quali linee parliamo. Vi sembrano linee o corse? O sarebbe meglio definirle giri sulla giostra dove quando si scende ci si trova più o meno nel punto dove si è saliti? Dopo aver pagato 1 e 20 centesimi di biglietto!!!.
Ma quale utenza servono queste semicircolari?
Ma lo sanno che al porto di Procida in una normale giornata di inverno arrivano dal mattino alla sera circa 1300 persone e più o meno altrettanti ne partono? Ma sapete che d’estate questi numeri diventano 3/4 mila persone in arrivo e altrettanto in partenza? E mi venite a parlare di aumento delle corse per Solchiaro e Terra Murata con partenza rispettivamente da S. Antonio e Piazza della Repubblica, dove quelli che hanno bisogno di questi bei percorsi a girotondo sono più meno 40 persone nel primo caso e 25 nel secondo caso.
Ma prima di fare un esperimento si vuole almeno capire in quale direzione di muove la gente di Procida e quelli che ci vengono da turisti? Quali necessità ha, di quali efficienze ha bisogno? E’ difficile dare uno sguardo ai dati e vedere che il porto assorbe circa il 75% di tutta l’utenza che si muove sul territorio? E’ difficile capire che per muoversi sulla direttrice principale dell’isola prima l’utenza aveva 3 possibilità (L1, L2, C1 e in piccola parte anche C2) ed ora ne ha solo una? Senza contare il disagio che vivono, soprattutto gli anziani, nel dover scendere, aspettare, salire. Senza contare che è quanto meno imbarazzante per un conducente dire ad un turista salito a Terra Murata o a Ciraccio che la corsa finisce a Piazza della Repubblica.

Se guardate molte altre località turistiche o no dove l’EAV fa servizio automobilistico in concessione in Campania o anche alla vicina isola d’Ischia, che ha qualche km più di noi da coprire, vi accorgerete che a nessun amministratore e tantomeno all’azienda è venuto in mente di proporre un’ organizzazione di questo tipo. Tutte le circolari, laddove esistono, partono o dal porto, per le località turistiche, o dalla stazione ferroviaria o dallo stazionamento degli altri bus, cioè dai punti dove c’è maggiore afflusso, maggiore richiesta e maggiore utenza. Se poi volete sostituire il servizio pubblico con i girotondi e dare una mano all’ EAV a fallire, non credo ce ne sia bisogno, basta trovare qualche altro illuminato come voi.
Certo è che, per chiunque lo abbiate pensato questo servizio, non serve ai lavoratori, non serve agli studenti, non serve ai pendolari, non serve agli anziani, non serve ai giovani, non serve ai turisti, non serve all’immagine di un’isola che vuole essere ospitale e funzionale per i suoi stessi cittadini, figuriamoci per chi vi sbarca. Firmiamo la petizione con l’ auspicio che possa servire a far ricredere qualcuno dall’animo sensibile.

 

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