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Procida: Sforbiciata per consiglieri comunali ed assessori.

Mentre il chiacchiericcio della politica entra nella fase calda e continua a fare il suo percorso in vista delle definizione dei raggruppamenti e delle liste di candidati che si sfideranno nella prossima tornata elettorale fissata per il 28 e 29 marzo, la legge Finanziaria, di recente licenziata dal Parlamento, ha fissato alcune novità importanti che non si potrà fare a meno di considerare anche nelle febbrili trattative in corso sull’isola di Arturo.
Taglio dei trasferimenti del cosiddetto fondo ordinario per il finanziamento dei bilanci degli enti. I risparmi previsti (da Comuni e Province) sono di 13 milioni per il 2010; 91 milioni per il 2011 e 125 milioni per il 2012. Un totale di 216 milioni in tre anni su una manovra complessiva di 9 miliardi. Il taglio procede di anno in anno, in base ai rinnovi dei consigli: solo le amministrazioni che vanno al voto nel triennio sono interessate dalla sforbiciata (Procida è tra queste). Da questo discende, poi, la diminuzione dei consiglieri comunali e provinciali del 20% (a Procida dagli attuali 20 si scenderà a 16), che si porta dietro quella degli assessori (max 4). Questi ultimi, infatti non possono superare un quarto del numero dei consiglieri comunali e un quinto di quelli provinciali. Per i Comuni fino a 3mila abitanti si prevede che il sindaco possa delegare due consiglieri a svolgere il ruolo degli assessori. Insomma, il governo centrale scavalca di fatto l’autonomia locale, decidendo da Roma quello che finora veniva disposto negli statuti locali. Il tutto accompagnato da un consistente taglio alla rappresentanza: le città superiori al milione di abitanti perdono 13 seggi in consiglio. «obbligo», inoltre, di sopprimere il difensore civico, le circoscrizioni, il direttore generale dei Comuni, i consorzi di funzioni tra gli enti locali. Il 30% delle risorse risparmiate sarà «girato» ai Comuni montani. Cosa accade da ora in poi? Nel 2010 saranno 1025 i Comuni chiamati al rinnovo dei consigli, che quindi saranno obbligati a seguire le nuove norme. Si tratta per lo più di Comuni medio-piccoli. L’anno dopo le amministrazioni al voto sono 1.211 e quello successivo 856. L’ultima tornata, quella del 2012, sarà però la più pesante, visto che sono coinvolte città grandi come Milano, Torino e Napoli. Resta il dilemma sulle città che andranno al rinnovo nel 2013, tra cui compare Roma. A leggere il testo, le disposizioni dovrebbero valere per il solo triennio 2010-12. Ma è possibile avere cittadini meno rappresentati di altri nello stesso territorio nazionale?
Se è vero, quindi, che le ultime modifiche apportate alla Legge vanno nella direzione di semplificare e ridurre i costi della politica, da un lato, non mancano perplessità sulle modalità di applicazione, dall’altro, eliminando anche la figura del Difensore Civico, ad esempio, si riduce ancor di più il già esiguo margine di controllo sull’attività dell’amministrativa degli Enti locali, così come, a dispetto di quanti chiedono una maggior partecipazione dei cittadini alla vita politica ed amministrativa delle Istituzioni (Agenda 21, Primarie, etc.), si riduce del 20% il numero dei consiglieri comunali e di quasi il 50% quello degli assessori.

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