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Procida: Si fermi lo scempio ambientale per la costruzione balneare sulla scogliera della “Lingua”

pontile scoglieraSi aprono così anche le porte per una futura privatizzazione dell’arenile

Dalle informazioni che abbiamo raccolto e dai tubi presenti sugli scogli, sul tavolato che copre parte della scogliera sorgeranno cabine, docce e un bar. Il tutto con cabinati che ostruiranno lo straordinario panorama da cui è possibile godere della vista di Monte di Procida e Capo Miseno. Si tratta di uno scempio ambientale che deturperà un angolo di paradiso frequentatissimo dai procidani e che nei secoli è rimasto caratteristico e selvaggio. Durissimo è stato in merito il commento di  Domenico Savio, Segretario generale del PCIML, che domenica mattina a partire dalle ore 9.30 sarà presente al presidio che si terrà in via Roma davanti al Bar dal Cavaliere: “Chiediamo con forza la revoca del permesso a costruire tavolati e cabine sulla scogliera della spiaggia della Lingua”. Intanto l’intero arenile versa in una pietosa condizione di degrado e di abbandono con rifiuti di ogni genere che fanno brutta mostra di se.

di Gennaro Savio

La “Lingua”, la spiaggia che sorge a ridosso del porto di Procida e sotto Terra Murata, sta per perdere definitivamente la sua identità dopo che per secoli era riuscita a conservare il fascino di un ambiente completamente selvaggio. Infatti sulla scogliera bianca che la costeggia, in seguito al permesso a costruire numero quarantaquattro rilasciato dal Comune di Procida, si sta realizzando una struttura balneare privata. Dalle notizie che abbiamo potuto raccogliere sull’isola di Graziella, non avendolo potuto fare in loco non essendo stato esposto il progetto all’ingresso del cantiere, sul tavolato in fase di realizzazione dovrebbero sorgere cabine, docce e persino un bar e questo è anche confermato dalla presenza sugli scogli di tubi di varie dimensioni. La realizzazione della struttura privata che dovrebbe essere smontata d’inverno, oltre ad aprire le porte a una futura privatizzazione della spiaggia della “Lingua” o di parte di essa, rappresenterà un pugno nell’occhio di coloro che, residenti e turisti, da sempre su quest’autentico angolo di paradiso terrestre ha ritrovato un ambiente selvaggio in cui l’unica nota stonata è rappresentata dalla presenza del depuratore che bene avrebbero fatto gli amministratori di Procida a delocalizzare in un anfratto distante dalle spiagge e dal centro del Paese. Per coloro che giungeranno sull’arenile dal porto, i   cabinati che saranno montati sulla pedana in legno ostruiranno lo straordinario panorama da cui è possibile godere, tra l’altro, della vista di Monte di Procida e Capo Miseno. Si tratta di uno scempio ambientale autorizzato dall’Amministrazione comunale con il beneplacito della Soprintendenza ai Beni Ambientali di Napoli che in altre circostanze ai semplici cittadini nega persino di realizzare sul proprio balcone di casa una semplice tettoia che possa evitare all’acqua piovana di infiltrarsi sotto porte e finestre: assurdo!!! Uno scempio ambientale e una trasformazione artificiale di un incantevole angolo naturalistico di Terra procidana che in questi giorni viene condannato da turisti e artisti che frequentano l’Isola e che contrasta clamorosamente con le dichiarazioni pubbliche del Sindaco Capezzuto che negli anni ha sempre rassicurato tutti sulla necessità di dover preservare l’isola di Graziella da qualsiasi forma di snaturamento ambientale e sociale. Intanto in merito ai lavori in fase di realizzazione sulla scogliera della “Lingua”, durissimo è stato il commento di  Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che domenica mattina a partire dalle ore 9.30 sarà presente al presidio del PCIML che si terrà in via Roma davanti al Bar dal Cavaliere: “Chiediamo con forza la revoca del permesso a costruire tavolati e cabine sulla scogliera della spiaggia della Lingua” ha dichiarato laconico Savio. Pochissime parole che per chi però conosce bene la tempra e la tenacia dell’inossidabile dirigente comunista, suonano come una vera e propria dichiarazione di “guerra” contro l’intollerabile e inconcepibile scempio ambientale che le Istituzioni dello Stato stanno consentendo a ridosso del porto di Procida. Un ultimo appunto. La spiaggia della “Lingua”, come dimostrano le immagini eloquenti che scorrono in sovrimpressione, versa in un pietoso stato di degrado e di abbandono e a tratti sembra essere divenuta una discarica di rifiuti a cielo aperto. Frigoriferi, biciclette, materassi, ferraglia arrugginita, oggetti  di plastica, legno e vetro fanno brutta mostra di se contrastando col panorama mozzafiato e incantevole della zona. Ecco, l’Amministrazione comunale, anziché consentire l’intollerabile  scempio ambientale che si sta consumando sulla scogliera, si adoperi per far rimuovere i rifiuti e pulire l’intero arenile. Questo si che vorrebbe significare preservare e valorizzare le bellezze naturalistiche di Procida.

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Un commento

  1. ma i procidani, gli ambientalisti, il movimento 5 stelle, le opposizioni, dove sono se c’è una pur minima possibilità di fermare il tutto? a parere dell’articolista sembra tutto in ordine……però si continua a privare i procida e non di un usufrutto finora sfruttato: la libera circolazione sulla scogliera e forse l’accesso alla spiaggia dal lato molo beh se vi sembra poco tutto questo allora teniamocelo e finiamola di sbraitare contro l’amministrazione e quant’altro oppure ci si dia da fare ova mai ci fosse una sola possibilità di fermare il tutto

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