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Procida: Sui cittadini ricade il disastro del “Regno di Nettuno”

regno nettunoTante le difficoltà  che diportisti, pescatori professionisti ed esercenti attività commerciali si trovano ad affrontare da quando, con decreto ministeriale n.74 del 17.04.2015, è stata revocata la gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta al Consorzio di Gestione, nel quale sono presente i sette Comuni delle isole di Ischia e Procida, ed affidata alla Capitaneria di Porto di Napoli. Infatti, tanto per fare un esempio, per qualsiasi atto  burocratico bisogna rivolgersi all’Ufficio Demanio della stessa a Napoli. Ma, senza ripercorrere la lunga ed estenuante storia dell’oramai celebre “Regno di Nessuno”, facciamo un passo indietro per ricostruire, almeno per quel che può interessare direttamente ai cittadini, lo stato dell’arte.

L’allora direttore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, dott. Riccardo Strada,  con determina n° 19 del 16 giugno 2014 disponeva di:” APPROVARE una ulteriore proroga di tutte le autorizzazioni attualmente rilasciate ed in corso di validità relative all’uso delle acque del Regno di Nettuno per diporto, pesca sportiva e professionale, nonché attività economiche, ed attività di visite guidate subacquee, a tutto il 1 Luglio 2014, salvo ulteriore diversa determinazione successiva; AUTORIZZARE fino a quella data, all’ancoraggio nell’AMP Regno di Nettuno i residenti ed equiparati a residenti ai sensi del Regolamento di esecuzione ed organizzazione dell’AMP Regno di Nettuno, DISPONENDO che tale autorizzazione sia valida, anche in assenza di pregressa autorizzazione a condizione che siano esibiti agli organi di controllo: documento di riconoscimento in corso di validità, titolo di proprietà del mezzo nautico intestato al conduttore (licenza di navigazione per le imbarcazioni, certificato di assicurazione per i natanti),titolo di equiparazione a residente per coloro che non avessero la residenza anagrafica nei sette comuni dell’AMP. 3. AUTORIZZARE l’ancoraggio ai non residenti che si rechino con i propri mezzi nautici presso i ristoranti siti nelle località: Chiaia e Corricella (Procida), nei poligoni indicati dalle coordinate e visualizzati nei grafici allegati. L’autorizzazione ha durata di 4 (quattro) ore dalla ora registrata su apposito tagliando che il ristoratore consegnerà su modulo numerato rilasciato dall’Ente Gestore. Ad ogni modulo dovrà corrispondere una ricevuta fiscale valida. Il modulo, comprovante la prenotazione dovrà essere consegnato all’avventore al momento dell’arrivo in rada, ed accompagnato, dopo la consumazione del pasto, dalla ricevuta ed esibito alle forze di controllo”. Successivamente con determina n. 20/2014 del 01/07/2014, lo stesso direttore disponeva di: “Prolungare gli effetti della propria determinazione 19/2014 sino all’apertura degli uffici deputati al rilascio delle autorizzazioni che verrà comunicata al pubblico per mezzo di avviso sul sito dell’AMP”.

Detto questo, dopo che è andata come tutti sappiamo, nelle ultime ore, in un silenzio assordante, una domanda sorge quasi spontanea: nel mentre tra carte bollate e politica si decide cosa fare, per quale motivo per chiedere una autorizzazione o semplicemente per un rinnovo, così come in precedenza veniva allestito uno sportello presso il Comune, non si può demandare tale tipo di attività agli uffici periferici delle Capitaneria di Porto, tra questi Procida, al fine di andare incontro alle esigenze dei cittadini, siano essi diportisti, pescatori professionisti e attività commerciali, senza lasciare a questi ultimi l’incombenza di doversi recare a Napoli, cosa che comporta aggravio di costi e perdite di tempo?

Sull’argomento abbiamo chiesto maggiori ragguagli al comandante dell’Ufficio Circondariale dell’isola di Graziella, T.V. Sabrina Di Cuio, che ci dice:« Per quanto riguarda il nostro Ufficio siamo a completa disposizione dei cittadini per ogni informazione. Nello specifico, poi, domani alle ore 18,00, presso la nostra sede, è fissato un incontro con il Sindaco Ambrosino per approfondire le questioni sul tavolo».

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