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Procida Urban Blog e "passaparola" di Marco Travaglio – Tronchetti Dov'Era

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 dal blog di Beppe Grillo

Buongiorno a tutti e scusate il ritardo, ma sono rientrato in aereo da qualche minuto e mi avete beccato con il caffè. Sono successe un po’ di cose in queste ultime ore, dico subito che Massimo Ciancimino sta facendo delle dichiarazioni estremamente importanti a Palermo, al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995: sta descrivendo Provenzano come un intoccabile, come un uomo protetto da una parte deviata dei Carabinieri, con i quali aveva fatto un accordo addirittura prima della strage di Capaci, ma le dichiarazioni più importanti dal punto di vista politico sono quelle che molti giornali domani nasconderanno, ma di questo parleremo lunedì, quando la polvere si sarà depositata e quando avremo tutte le bocce ferme e tutti gli elementi per parlarne.

Gli spioni Telecom
Intanto ci sono altre notizie interessanti: per esempio, vi ricordate Tronchetti Provera? L’avevamo ribattezzato Tronchetti Dov’era, perché mentre i suoi uomini della security spiavano a destra e a sinistra e raccoglievano migliaia di dossier lui non c’entrava, lui non sapeva.
Personalmente è stato assolto nel processo per lo spionaggio illegale della security Telecom, che per altro lui aveva ingaggiato e stipendiava lautamente, da Tavaroli agli altri, ma adesso chi di voi legge Il Fatto Quotidiano ha qualche elemento di conoscenza in più, perché ieri Peter Gomez ha intervistato l’investigatore Cipriani, che portava i dossiers su commissione a Tavaroli e lì si dicono cose molto interessanti sui dossier, a proposito di Cesa, numero due dei DS, a proposito di Aldo Branchera, uno delle eminenze grigie di Forza Italia, molto legato anche alla Lega Nord e sui DS, con il famoso Fondo Quercia, che ha dato origine a tante polemiche e a tante denunce e soprattutto minacce di denunce da parte di D’Alema. Vi assicuro che vale la pena di leggere questa intervista, che trovate anche sul blog antefatto.it, ma intanto sul caso Telecom c’è una novità clamorosa, ovvero che la Pirelli e la Telecom stessa hanno deciso di patteggiare. Stiamo parlando della Telecom e della Pirelli di Tronchetti Provera, che avevano Tavaroli come loro capo della security, che si sono anche sempre proclamate come società indenni da ogni responsabilità e ignare di tutto. Possono essere chiamati a rispondere penalmente non soltanto le persone fisiche, ma anche le persone giuridiche e le società, quindi rischiavano una condanna a un megarisarcimento: prevenire è meglio che subire e conseguentemente che cosa fanno? Pagano prima di venire condannati, naturalmente Il Corriere della Sera ci fa sapere che sono innocenti, eh, non si dichiarano colpevoli e infatti non è necessario, per patteggiare, dichiararsi colpevoli in Italia. Avete mai visto un innocente che patteggia e versa 7 milioni di Euro? Ho l’impressione che, se uno versa 7 milioni di Euro uno sull’altro, sono 14 miliardi delle vecchie lire, probabilmente non è che si senta tanto innocente: vedremo che spazio ci sarà per risarcire le tante persone spiate e lo dico in conflitto di interessi, perché ero uno dei giornalisti sui quali gli spioni che lavoravano per la Telecom compilavano report, esattamente come facevano gli spioni del Sismi ai tempi del generale Pollari. E anche su questo c’è una novità, perché oggi è uscita la motivazione della sentenza di condanna delle spie della Cia che sequestrarono Abu Omar, se non erro nel 2003, e il giudice spiega che il Sismi era perfettamente al corrente di tutto, di quel sequestro di persona realizzato con la complicità del nostro servizio segreto militare. Un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui l’Italia aveva dato asilo per poi farlo sequestrare, deportare in Egitto e torturare lontano dai nostri occhi, il Sismi sapeva, Pollari sapeva, Pompa sapeva, Mancini sapeva, i vertici del servizio segreto militare sapevano, ma sapeva anche il governo: tant’è che prima il governo Prodi e poi il governo Berlusconi misero il segreto di Stato su quella vergogna, per impedire che si processassero il generale Pollari, Mancini e gli altri. Nelle motivazioni c’è scritto che sapevano anche loro e conseguentemente il giudice dice chiaramente che, se non fossero stati salvati dal segreto di Stato, grazie anche a una sentenza molto ambigua e molto discutibile della Corte Costituzionale, direi pilatesca, sarebbero stati puniti anche gli spioni italiani e invece gli spioni italiani non sono stati puniti, anche se c’entravano e ce lo dice il giudice, cui avevano legato le mani, così sono stati puniti soltanto gli spioni americani, che tanto erano già scappati e si erano resi irreperibili e, seppure la giustizia milanese avesse chiesto prima al governo Berlusconi, poi al governo Prodi tramite Mastella, di attivare le procedure per un mandato di cattura internazionale e per la cattura e la consegna di 26 spie della Cia, né il governo Berlusconi né il governo di centrosinistra hanno mai attivato quelle procedure e si sono semplicemente rifiutati di farlo, o addirittura, come nel caso di Mastella, di rispondere. Ma tutti i nodi vengono al pettine e quindi, anche se non li possiamo punire, sappiamo che gli uomini dei servizi segreti, invece di proteggere l’Italia dal terrorismo, hanno organizzato un sequestro di persona di un imam, Abu Omar, che tra l’altro era sospettato di legami con l’estremismo islamico e che la Procura di Milano stava tenendo d’occhio e non sapremo mai che cosa stava facendo, che cosa aveva fatto e che cosa avrebbe fatto, perché? Perché nel bel mezzo dell’indagine fu prelevato e portato in Egitto a scopo di tortura dai nostri servizi segreti e da quelli americani. Queste sono cose che restano sullo sfondo della nostra politica Telecom e Sismi, perché? Perché si chiamano ricatti, perché nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni della Telecom, come nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni del Sismi, perché? Perché evidentemente nelle più alte stanze delle istituzioni italiane si sa che queste persone hanno deviato dai loro compiti e hanno accumulato dossier e, per quanto si possano fare leggi per distruggere i dossier illegali, ce ne è sempre una copia o c’è sempre il rischio ce ne sia una copia, per cui abbiamo un’intera classe politica sotto ricatto da parte di questa gentaglia, perché solo così si può spiegare il fatto che, con tutto quello che è emerso, il generale Pollari sia ancora in auge e del caso Telecom non voglia parlare nessuno e che, quando venne fuori la notizia che Tavaroli aveva messo da parte qualche migliaio di dossier, il Parlamento si precipitò.. il governo di centrosinistra e il Parlamento con tutti i partiti d’accordo, tranne Di Pietro, si precipitarono a fare un decreto che ordinava la distruzione di migliaia di dossiers, cioè del corpo del reato, ancora prima che venissero aperti e si sapesse che cosa c’era dentro. Ecco perché si può parlare tranquillamente di ricatti: si può parlare di ricatti, anche perché poi centrodestra e centrosinistra hanno collaborato amabilmente – me ne sto occupando proprio in questi giorni, sto rivedendo le bozze del nuovo libro “ Ad Personam” – come sono stati salvati per legge sia i vertici del Sismi, sia i vertici della Telecom, con una legge salva /Pollari e una legge salva /Tavaroli e salva /Telecom: ecco perché bisognerebbe aprire, finalmente, le finestre e buttare via le scorie, buttare via gli scheletri, cacciare vecchi arnesi della politica che stanno lì a rimasticarsi e a ricattarsi a vicenda da decine e decine di anni, dove tutti sanno tutto di tutti, dove tutti hanno fatto cose con qualcuno, dove si tengono sotto scacco gli uni con gli altri per dare una ripulita e una rinfrescata all’edificio. Ecco perché è importante, ancora una volta, selezionare candidati nuovi: non perché il nuovo sia bene in quanto nuovo, ci sono dei giovani che fanno rimpiangere i vecchi, non è quello il problema, non è un problema anagrafico, è un problema di permanenza, ci vuole il bollino di scadenza ai politici, dopo un po’ scadono come gli yogurt, quagliano, inacidiscono, marciscono, ammuffiscono, ci vuole.. guardate, non sono un grillino fanatico, ma credo che la proposta più importante, ancora più importante del ripristino della preferenza e ancora più importante della cacciata dei condannati dal Parlamento, sia proprio quella intorno all’idea delle due legislature, non di più. Dopo due legislature via, così si evitano i ricatti, in attesa di avere una classe politica che si comporti correttamente e non si renda ricattabile. Se uno rimane per due legislature ha poco tempo per fare cosacce o per sapere delle cose per ricattare qualcun altro, o per diventare ricattabile lui, dopodiché fuori.

Israele – Italia
E allora bisognerà occuparsi ancora una volta di quello che succede in vista delle elezioni regionali, perché ormai le regioni e i governatori hanno dei poteri che valgono di più dei poteri dei Ministri certe volte, visti i soldi che maneggiano soprattutto nel settore della sanità e dei rifiuti. Infatti tutti gli scandali di questi anni nascono da questioni di sanità o di rifiuti: dalla Calabria, alla Puglia, alla Campania, alla Lombardia, alla Liguria, al Piemonte, alla Sicilia, con un bel po’ di Lazio, con un bel po’ di Abruzzo etc.. E allora oggi Berlusconi è in Israele: uno dei pochi Paesi dove non dovrebbe proprio mettere piede neanche per sbaglio, neanche per fare scalo, perché?Perché Israele è proprio il contrario del modello berlusconiano, anche se lui finge di essere il migliore amico e qualcuno in Israele abbocca pure. In realtà, quello che succede in Israele nel rapporto tra politica e giustizia è esattamente l’opposto di quello che succede da noi: sapete che in Israele, come in Italia e come in Francia, il Capo dello Stato non può essere processato per reati collegati alle sue funzioni durante l’esercizio delle funzioni medesime, però qualche anno fa c’era il penultimo Capo dello Stato, che si chiama Kazan, nomen omen, visto che fu beccato a molestare alcune segretarie. Poteva impugnare la propria immunità e restare al suo posto, in realtà gli venne da ridere all’idea di acciuffare l’immunità, che è una cosa seria che dovrebbe essere collegata con i compiti istituzionali, per proteggersi da un processo che lo riguardava in quanto privato cittadino con le mani un po’ troppo lunghe: infatti se ne andò, si fece processare a mani nude e senza scudo. Poi ci sono le altre cariche: per esempio il Presidente del Consiglio che, come in tutto il mondo, nessun Paese escluso, non ha alcuna immunità legata alla carica di Presidente del Consiglio; voi sapete che continuano a riempirci le orecchie, “ in tutto il mondo il Presidente..”: in nessun Paese del mondo il Primo Ministro ha un’immunità legata alla carica di Primo Ministro, se è parlamentare ha lo stesso trattamento di tutti gli altri parlamentari e, se non è parlamentare, è nudo, a disposizione della giustizia e può anche essere arrestato in certi Paesi, senza nessuna richiesta di permesso al Parlamento. Infatti in Israele Olmert, Presidente del Consiglio di un Paese in guerra, in piena guerra del Libano.. anzi, credo fossimo tra la guerra del Libano e la guerra di Gaza, fu accusato dalla Polizia, che poi presentò una denuncia alla magistratura, di un piccolo finanziamento illecito: quando parlo di finanziamento illecito, parlo di finanziamento illecito, ossia di soldi presi dal suo partito, Kadima, partito fondato da Sharon, che poi ha avuto l’ictus e è ancora in stato vegetativo, ma è ancora formalmente vivo, finanziamento non registrato e quindi non una tangente in cambio di un appalto etc., ma un finanziamento irregolare. Non ha detto “ ah, beh, ma i finanziamenti irregolari non sono reato”, oppure “ ah, beh, ma lo facciamo tutti”, “ ah, beh, ma la legge non basta, i partiti costano di più di quanti soldi possono prendere per legge e quindi è ovvio che si arrotonda”, oppure “ mah, è colpa del mio segretario”, “ ah, ma le toghe rosse, ah, ma il complotto dei miei avversari labouristi..”, “ voglio lo scudo, voglio il lodo qua, voglio il lodo là, il lodo costituzionale, il lodo mica costituzionale e il legittimo impedimento e il processo breve e il diavolo che se lo porta”! Ha detto “ io sono innocente, lo dimostrerò in Tribunale, mi dimetto e sono orgoglioso di avere governato un Paese nel quale la Polizia e la magistratura possono indagare liberamente, senza condizionamenti, sui capi del governo”, ha detto questo, Olmert, due estati fa, prima di dare le dimissioni, negli stessi giorni in cui l’Italia approvava il Lodo Alfano. Frase che andrebbe scolpita all’ingresso di Palazzo Chigi, di Palazzo Madama, Montecitorio, Quirinale e anche di Palazzo Grazioli, Villa Certosa e Arcore : “ sono orgoglioso di avere governato un Paese nel quale la magistratura e la Polizia sono libere di indagare liberamente, senza condizionamenti, sul capo del governo e quindi mi dimetto”. Dice “ ah, ma se poi lo assolvono?”, se lo assolvono rientra in politica, solo da noi vale questa roba, dice “ se lo assolvono?”, se lo assolvono meglio, vuole dire che diceva la verità! Da noi questo “ se lo assolvono” non ha alcun senso, perché? Perché tanto anche se lo condannano resta dentro il Parlamento lo stesso, da noi dicono “ e se lo assolvono?”: sì, ma perché se lo condannano cambia qualcosa? Se ti assolvono sei vittima di un complotto, se ti condannano sei vittima di un complotto e intanto resti in politica, allora che differenza fa l’assoluzione o la condanna? Hanno beatificato Craxi, che era condannato, che cosa gliene importa se lo assolvono?!
Se assolvono o condannano qualcuno non fa alcuna differenza, tanto è sempre un complotto: se ti assolvono hai la prova che i PM complottavano contro di te e finalmente hai trovato dei giudici terzi, se ti condannano è la prova che c’è un complotto dei Pubblici Ministeri, che si sono messi d’accordo con i giudici per fotterti, quindi è un complotto perpetuo in Italia, quando si processa un politico.
In Francia avete appena visto un’altra lezione di civiltà: hanno detto “ ah, ma in Francia..”, no, in Francia un corno! In Francia c’è il Capo dello Stato.. ma perché i Capi dello Stato hanno questa forma di trattamento diverso da quello dei comuni cittadini? Perché il Capo dello Stato è l’emanazione del Re, è la prosecuzione del Re: ecco perché c’è questo privilegio che riguarda uno, perché è il simbolo della Nazione, per gli anni in cui la simboleggia lo si preserva e dopo lo si processa, questa è una regola accettabile, ma non c’entra niente con il Presidente pro tempore del Consiglio della Camera, del Senato, o con i Ministri e cose del genere. Infatti in Francia era a capo del governo Dominique De Villepin: era a capo del governo con Chirac all’Eliseo e aveva un nemico acerrimo all’interno del partito gaullista, ossia Nicola Sarkozy, il quale con le sue denunce – Ministro dell’Interno del governo De Villepin- riesce a fare aprire un processo per l’affare Clair Epstein, in cui De Villepin è accusato, insieme a alcuni uomini dei servizi segreti, di aver accumulato dei dossiers per screditare delle persone tra le quali Sarkozy, accusandole di aver preso soldi etc. etc.. De Villepin ha sempre detto “ non ho fatto niente, non ho dato nessun ordine: se qualcuno ha fatto dei dossiers, non li ha fatti su mio input”. Dopodiché c’era la campagna elettorale per l’Eliseo, per succedere a Chirac che scadeva, i candidati più accreditati erano i due leaders emergenti del partito gaullista, ossia Villepin e Sarkozy. Se ne è candidato solo uno, solo Sarkozy, De Villepin, Capo del governo, ha lasciato alla scadenza della legislatura, si è messo da parte: perché? Perché era imputato, si è fatto il processo e adesso, dopo due anni, è stato assolto: i giudici hanno stabilito che lui non c’entrava niente, avete sentito qualche strepito, il complotto? Guardate che avrebbe avuto ragione a parlare di complotto, perché quel processo lì è nato perché Sarkozy ha montato su un casino che non finiva più, era una provocazione tipo quella della Telecom Serbia, una calunnia nata negli ambienti sarkoziani per eliminare un avversario politico temibile come Villepin, che è molto più signorile, è molto più colto, è molto più presentabile rispetto a questo buzzurro del Presidente francese che abbiamo adesso, il quale comunque è molto più elegante del nostro, naturalmente è tutto parametrato. Villepin viene eliminato dalla corsa all’Eliseo con un processo e due anni dopo viene assolto: figuratevi se non aveva elementi sufficienti per gridare al complotto! Non ha detto mai la parola complotto, ha detto “ Sarkozy mi odia e questo lo sappiamo”, si è ben guardato dal dire “ Sarkozy mi deve amare”, eh, questo lo dice il nostro, perché c’ha uno scolapasta in testa. Ha detto “ Sarkozy mi odia, ma quelli sono fatti suoi, sono felice che la magistratura abbia finalmente accertato la mia innocenza, ora senza rancori ritorno al servizio dei francesi”, capite che cosa è una democrazia rispetto a questa Repubblica delle banane o dei cachi, o dei fichi d’India che è diventata la nostra?
Uno che avrebbe potuto strillare quanto voleva al complotto e nessuno avrebbe potuto dirgli niente non se lo è neanche sognato: perché? Perché chi fa parte del potere non può delegittimare un altro potere, altrimenti delegittima sé stesso di carambola. Quindi ritorno, rispetto, nessun rancore, nessun complotto, nessun urlo, non ha chiesto lodi, non ha chiesto legittimi impedimenti, è andato al processo, sempre presente, non ha detto “ voglio essere giudicato dai miei pari, voi non sapete chi sono io, io sono più uguale degli altri, io sono primus interparete”, come dice quell’altro. No, si è fatto giudicare come un comune cittadino e è stato assolto e, alla fine, dato che i processi finiscono o con la condanna o con l’assoluzione – in Francia non hanno il privilegio che abbiamo noi, di uscire da colpevoli con la prescrizione, salvo rari casi – ha ritenuto che la sentenza di assoluzione fosse una cosa normale. Da noi, ogni volta che assolvono un potente, si dice “ ecco, allora non doveva essere processato”, come se i processi giusti fossero solo quelli che finiscono con le condanne! E’ una cosa folle, tipica nostra.
Berlusconi in Israele, ma anche in Francia, non dovrebbe proprio entrarci, perché  lì succedono cose esattamente opposte a quelle che succedono in Italia da quando c’è lui: all’estero, quando un politico ha un processo, salta il politico; da noi, quando un politico ha un processo, salta il giudice oppure salta il processo, questa è la differenza fondamentale.

Il PD e i candidati condannati (espandi | comprimi)
Ma dato che il centrosinistra non vuole essere da meno, che cosa fa? Si è messo a candidare a governatore un imputato: sapete che Berlusconi invece gli imputati preferisce mandarli in Parlamento, perché lì c’è l’immunità; il PD invece qualcuno lo mette anche a governatore, uno dice “ ma non l’avrà mica messo in Campania questo candidato imputato?”, no, perché ne aveva uno, Bassolino, che avrebbe dovuto dimettersi anni fa, è imputato di truffa alla regione che lui stesso presiede e non se ne è mai andato, quindi è parte civile contro sé stesso, è imputato e parte civile, è incredibile, no? Dice “ metteranno un incensurato, uno che non ha processi dopo Bassolino”, invece no: Bassolino ha un processo per truffa e, al suo posto, candidano Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, che ha due processi, due rinvii a giudizio, è già in Tribunale ma ne ha due di processi, mentre Bassolino solo uno. Sempre meglio, no! Per sostituire un imputato una volta ci mettono uno, candidano uno che è imputato due volte. Io avrei preso un ergastolano direttamente, almeno era libero da incombenze, ormai aveva l’ergastolo, governava dalla cella, tanto ormai siamo abituati, abbiamo la signora Mastella che ha il divieto di dimora in Campania, lei dice di essere in esilio a Roma, dice che si candida dall’esilio romano: pensate, una che si candida in Campania e non può fare campagna elettorale in Campania, perché i giudici non la lasciano avvicinare, visti i danni che ha fatto fino a adesso! Farà i comizi con il megafono dal balcone della casa a Roma, oppure in teleconferenza come i pentiti, come i collaboratori di giustizia, anche se lei non è pentita di niente.
Per dirvi chi è questo De Luca, De Luca è stato rinviato a giudizio nel 2008 insieme a 47 persone per associazione a delinquere, ma un’associazione a delinquere piuttosto fornita, piuttosto nutrita, una cinquantina di membri, per concussione, truffa e associazione a delinquere a proposito di vari maneggi urbanistici per un parco marino, il Sea Park, che era stato situato in una zona prima occupata dalla Ideal Standard e lì ci sono speculazioni di ogni genere, con ritardi nell’approvazione del Piano Regolatore Generale, perché se fai il Piano Regolatore Generale poi hai dei vincoli e invece senza il Piano Regolatore Generale puoi fare quello che vuoi e di questo è accusato questo signore. Nel 2009, ossia l’anno scorso, altro rinvio a giudizio con tredici persone per truffa e falso a proposito della delocalizzazione delle manifatture cotoniere meridionali in una zona nuova, la zona industriale nuova di Salerno. Entrambi i processi sono in corso e quindi, se sarà eletto, De Luca dovrà dividersi tra l’aula della Regione Campania e l’aula del Tribunale di Salerno, sarà a mezzo servizio e magari farà anche il Sindaco, chi lo sa? Perché questi sono capaci di tutto, fanno i Sindaci, i Presidenti.. una volta era stato Sindaco contemporaneamente a parlamentare e fu lì che il Parlamento negò l’autorizzazione all’uso di certe intercettazioni, che pare avrebbero potuto addirittura aggravare la sua posizione. Pensate che il Pubblico Ministero aveva chiesto addirittura il suo arresto, poi il G.I.P. invece aveva optato per misure meno afflittive, tanto poi il Parlamento l’arresto l’avrebbe negato e quindi era inutile chiederlo. Questo è il candidato del Partito Democratico nella Campania, devastata dalla questione morale, nella Campania di Casentino etc.. Ora immaginate come fa un partito che candita un pluri/imputato non per reatucoli, ma per associazione a delinquere, concussione, truffa, falso, a fare la morale agli altri che poi non fanno dimettere neanche Casentino, che ha pendente sulla testa un mandato di cattura per camorra confermato l’altro giorno in Cassazione. E’ bene saperle queste cose, perché è evidente che, quando hai un’opposizione che mette direttamente la testa nella tagliola, poi la maggioranza evidentemente vince: anzi, gli elettori diventano sì qualunquisti, ma non perché sentono Grillo o perché sentono Annozero o cosa, diventano qualunquisti perché vedono che non c’è differenza nei comportamenti e conseguentemente si buttano nella disperazione e nell’astensionismo. Spero che non ci sarà astensionismo, perché per fortuna ancora non sono riusciti a relegare i nostri consensi su due soli partiti: il famoso PDL e PD meno L, per cui ci saranno delle alternative e mi auguro, anzi, che nel centrosinistra, oltre a Italia dei Valori e a Sinistra Radicale, anche dentro il PD le componenti più ragionevoli, le persone più normali – parlo di Marino, della Serrachiani etc. – vengano fuori per dire no a questo sconcio in Campania, perché la Campania da anni è veramente il simbolo e l’indicatore di un trend, il termometro di dove va l’Italia. Grazie allo scandalo della monnezza e a Bassolino Berlusconi ha potuto farsi due anni di campagna elettorale, figuratevi quando ci camperanno sul fatto che, al posto di Bassolino, c’è un pluri/imputato per il centrosinistra, mentre il centrodestra candida un incensurato, novità assoluta, ma manca soltanto che Berlusconi vada a fare la campagna elettorale dicendo “ votate per noi, perché il nostro candidato non ha processi in corso”, sarebbe la beffa finale, ma qualcuno se la meriterebbe!

Continuate a seguire Il Fatto Quotidiano, perché ovviamente su questa storia di De Luca e sulle candidature non mi pare di vedere grande interesse da parte degli altri giornali e noi, invece, ci stiamo occupando di questo in prima pagina. Buona settimana e passate parola.
passaparola

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