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Procida. Vade retro 2010

L’Editoriale di Pasquale Raicaldo (direttore de Il Golfo) – L’anno che ci lasciamo alle spalle con un malcelato sospiro di sollievo è stato un anno carico di ansie e preoccupazioni, di drammi sociali e di congiunture sfavorevoli. In Italia, dove si sono avvertite le conseguenze di una recessione imponente, ingigantita dai tragicomici teatrini di una politica da Repubblica delle Banane. E sulla nostra isola, avvolta da una fittissima nube, non è certamente andata meglio: vi si è abbattuta la scure degli abbattimenti, con una fredda severità che ha spiazzato le prime famiglie costrette a dire addio a case abusive nelle quali avevano riposto la speranza di un avvenire e, talvolta, mutui pluriennali nei quali sono rimaste imprigionate. S’è certamente ingigantita la forbice tra il ceto benestante della nostra società e le famiglie che stentano a far quadrare i conti, vessate dalla crisi economica che ha avvolto anche la nostra isola, che fu un’oasi felice. I nuovi poveri, come attestano le statistiche nazionali e conferma chi – ad Ischia – opera nel sociale, sono in costante aumento. In Italia una un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese. Il 49% del totale delle pensioni non supera la soglia dei 500 euro al mese. Sull’isola, il silenzioso popolo dei poveri è in crescita. Né sembrano risollevarlo le sorti di un settore turistico che cerca il rilancio, dopo un 2010 con più ombre che luci, significativamente concentrate nella prima fase della stagione turistica, che ha costretto la maggior parte delle strutture alberghiere a rivalutare strategie e tariffe, riuscendo – quanto meno in termini di presenze – a recuperare parte del terreno perduto. Facendo i conti con una serie di ingombranti problematiche, a cominciare dalla crisi dei rifiuti che in questi giorni assale con violenza l’immagine di Napoli, con inevitabili risvolti per il Golfo e per le nostre due isole, che se possono dirsi estranee al problema (purchè svoltino in maniera ancor più decisa verso la differenziata). Estranee al problema in sé, non certamente ai suoi risvolti mediatici. E non è stato un bel 2010 per Sanità e Trasporti, due aree che ci vedono spesso recitare la parte di bistrattate Cenerentola, in attesa di rivendicare con fermezza i nostri diritti e utilizzare con forza e decisione le poltrone che pure abbiamo ripreso ad occupare, sulla terraferma. Lasciandocelo alle spalle, questo problematico 2010, non possiamo tuttavia non confidare – con l’ottimismo di chi è baciato dal sole e ha sempre saputo venir fuori dalle congiunture visibilmente sfavorevoli – in un 2011 di ripresa e rilancio, perché ci sono alcune svolte possibili (il Comune Unico) ed altre auspicabili. E perché, in fondo, sappiamo che aver stretto i denti e aver messo da parte alcuni degli egoismi che ci tarpano le ali è il viatico migliore per intraprendere la strada della risalita, pur preceduta – come in una celeberrima canzone – da una discesa ardita. “Il Golfo” vi accompagnerà, con rinnovati stimoli e la consueta – quasi proverbiale – voce al servizio dei più deboli in un 2011 che saprà riservare le soddisfazioni negate nell’anno che va a chiudersi. E’ per questo che vi formuliamo auguri più sentiti, con l’auspicio di portarvi notizie, idee, riflessioni e – perché no? – la consueta compagnia per i 365 giorni a venire.

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