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RSU EAV: “La situazione è chiara”

PROCIDA – (c.s.) Le dichiarazioni del Presidente di Eav, Dott. Umberto De Gregorio, rese ieri alla stampa locale, sono frutto della scarsa conoscenza che lo stesso Presidente ha del trasporto pubblico sull’isola d’Ischia.

Se il Presidente avesse ritagliato un minimo del suo prezioso tempo per recarsi di persona sul territorio isolano, forse avrebbe compreso meglio i problemi strutturali, gestionali e di funzionalità di un servizio che fino a qualche tempo fa, poteva definirsi, Trasporto Pubblico Locale. Di sicuro, ciò avrebbe evitato dichiarazioni offensive e pretestuose nei confronti dei propri dipendenti.

Scaricare la responsabilità di incapacità gestionali del servizio pubblico isolano sui lavoratori, accusandoli di ipotetici ammutinamenti, vuol dire: non conoscere nel merito i problemi, evitare le responsabilità e, contribuire pericolosamente ad aizzare l’opinione pubblica e l’utenza, contro gli stessi lavoratori che quotidianamente si trovano schierati in prima linea, a giustificare ogni giorno tutte le inefficienze AZIENDALI.

Se il Presidente si fosse recato a Ischia in questi giorni:

  • si sarebbe accorto che circolano autobus acquistati con la Lira, in quegli anni, il Presidente della Repubblica era Francesco Cossiga, il Presidente del Consiglio era Giulio Andreotti, il Papa era Karol Wojtyla, il presidente degli Stati Uniti era Bush padre, quello Russo Gorbaciov e in Germania si raccoglievano ancora le pietre del muro di Berlino;
  • si sarebbe accorto, con una semplice verifica (dal documento giornaliero di certificazione bus disponibili) che, il numero dei mezzi a disposizione non arrivava a 20 mezzi idonei, a fronte dei circa 35 bus richiesti dal programma di esercizio. Altro che “sciopero bianco” o “cose poco chiare”. Se proprio si vuole associare un colore sarebbe più corretto il Nero, che è espressione della situazione attuale;
  • si sarebbe accorto che nel deposito giace un cimitero a cielo aperto di decine e decine di autobus fermi, alcuni in attesa di essere riparati, altri, letteralmente “cannibalizzati” e quindi destinati ad una fine certa.
  • si sarebbe accorto che per fare un soccorso su strada, nella migliore delle ipotesi occorre una mezza giornata;
  • si sarebbe accorto che gli autobus in avaria restano anche per una nottata intera, incustoditi, lungo le strade isolane e che le attività di manutenzione, completamente esternalizzate, evidentemente rappresentano un fallimento;
  • si sarebbe accorto che i bus spesso rientrano in deposito con le stesse avarie;
  • si sarebbe accorto che i pezzi di ricambio arrivano con il contagocce;
  • si sarebbe accorto che le biglietterie restano chiuse e che viaggiatori non possono fare il biglietto;
  • si sarebbe accorto che si è distrutto il servizio controlleria;
  • si sarebbe accorto che si è distrutto il servizio scolastico;
  • si sarebbe accorto che nonostante tutto, il bacino delle Isole resta quello più produttivo per l’Azienda Eav.

Pertanto, la situazione è chiara, altro che “Vi è qualcosa di poco chiaro”, più chiaro di così? Un sicuro progetto per fallire una seconda volta, ma con la differenza che stavolta vi è un grande impegno per riuscirci da parte della politica aziendale. Ormai ci appare chiaro che senza un progetto serio di rilancio e di investimenti mirati, la spirale che si è intrapresa avviterà sempre più verso il baratro.

Quindi, la colpa di tutto ciò è davvero dei lavoratori? Di presunti ricatti? Di trasferimenti? Si vuole ridurre tutto ciò ad una fantomatica protesta per alcuni lavoratori trasferiti?

E’ come dare la responsabilità della Terra dei Fuochi a un netturbino.

 

                                                RSU   EAV   Divisione Trasporto Automobilistico

Bacino di Ischia e Procida

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