Home > Sanità a Procida, si può e si deve fare di più!

Sanità a Procida, si può e si deve fare di più!

Gennaro cibelliPubblichiamo l’articolo, apparso sul quotidiano il Golfo del neo consigliere comunale per il gruppo Insieme per Procida dott. Gennaro Cibelli, in merito alle problematiche della sanità procidana. Argomento questo tra i più importanti e sentiti sull’isola. La riflessione pone attenzione sulla questione ospedale e sulla non secondaria emergenza territoriale, la guardia medica e il servizio di psichiatria.
Tra i tanti problemi che affliggono la nostra isola quelli riguardanti la Sanità sono certamente tra i più importanti e sentiti. In questo periodo due sono le problematiche sanitarie maggiormente da rimarcare: una riguarda l’Ospedale e l’altra, di non secondaria importanza, interessa insieme l’emergenza territoriale, la guardia medica e il servizio di psichiatria. Per quel che riguarda l’Ospedale ci riferiamo alla partenza del servizio TAC che come tutti sanno è un importantissimo strumento che aiuta i medici nella diagnosi di tanti problemi grandi e piccoli che possono affliggere i propri pazienti. E’ senz’altro uno strumento di cui l’isola ha bisogno per evitare che tanta gente sia costretta ad andare sulla terraferma o addirittura essere trasferita, da ricoverata nel locale ospedale, presso altre strutture che possiedono questa importante apparecchiatura. L’amministrazione comunale, con in testa l’assessore alla Sanità, già da tempo va sbandierando come una grande conquista la partenza di questo nuovo servizio presso il nostro ospedale ed è pronta a mettersi la “medaglietta” (come il cane di un famoso cartone animato) per avere finalmente sbloccato una situazione che si trascinava oramai da troppo tempo e di cui non si vedeva sbocco alcuno. Sono pronte le trombe e le fanfare per celebrare degnamente questo evento e Chi ne ha permesso la realizzazione. Ma sarà davvero così? A noi risulta tutt’altra cosa. L’apparecchio giace nel nostro ospedale da quasi un anno e non si capisce perché, dopo aver atteso tanto tempo e aver speso altri soldi pubblici per adeguare la struttura ad accoglierlo, debba passare ancora tempo per metterlo in funzione.
Forse qualcosa non va. A noi risulta che i tecnici di radiologia che lavorano nel nostro ospedale, peraltro molto preparati ed efficienti, non sono stati istruiti sul funzionamento dell’apparecchio in questione e la venuta di altri tecnici ci risulta né programmata né prevista. Addirittura sembra che sia i responsabili della radiologia locali che quelli di Pozzuoli,all’inizio e ufficialmente, non fossero nemmeno a conoscenza della presenza di questo apparecchio a Procida, poi è venuta fuori la volontà o l’impossibilità di utilizzarlo. Stante tutto ciò, già l’anno scorso non riuscivamo a capire l’ottimismo dei nostri amministratori sulla imminenza dell’apertura di questo servizio, e adesso, visto il fallimento, tutti tacciono sull’argomento. Forse però ai politici locali è bastato portare a Procida quest’apparecchio per farsi belli con la gente salvo poi alzare le mani di fronte a eventuali problemi organizzativi che non li riguarderebbero. Ma tutto questo nasconde forse anche un’altra verità di cui, ci auguriamo, gli stessi amministratori non siano a conoscenza. Non tutti sanno infatti che questo apparecchio per la TAC è già stato a lungo utilizzato nell’ospedale di Giugliano (e fin qui poco male), che è fermo da anni e che, quando ancora era utilizzato, un giorno funzionava e per altri sette si fermava perché guasto. Hanno pensato bene i vertici dell’ASL NA 2 di rifilarlo agli sprovveduti procidani che tanto non l’avevano mai avuto per cui, anche vecchio e guasto, era meglio che niente. E speriamo che i nostri “bravi” amministratori non siano a conoscenza di tutto ciò perché altrimenti la cosa sarebbe ancora più grave, significherebbe che, pur di mettersi l’agognata “medaglietta”, sono pronti a giocare con la pelle della gente infischiandosene delle possibili conseguenze negative di un cattivo funzionamento di uno strumento che emette radiazioni o se non altro delle aspettative della gente andate in fumo se l’apparecchio ripetutamente si guastasse.
Per quel che riguarda il problema che coinvolge il 118, la Guardia Medica e il servizio di psichiatria, nasce tutto da un problema strutturale e cioè il forzato abbandono da parte del servizio 118 della vecchia struttura dell’Albano Francescano per lavori di ristrutturazione promessi e mai iniziati.
L’ASL NA2, con la collaborazione dei nostri amministratori, ha pensato bene di trasferire il personale del 118 (7 persone) negli stessi locali dove già operano i medici della G.M. e del servizio di psichiatria, determinando così un affollamento di una struttura assolutamente non idonea ad accogliere tutti questi servizi. Il risultato è che, al di là dei disagi del personale, il servizio ambulatoriale di psichiatria a Procida dopo un lungo periodo di chiusura oggi si appoggia negli uffici del locale distretto sanitario con enorme disagio per i pazienti che avrebbero bisogno sicuramente di una maggiore privacy e, per le stesse ragioni, i medici della guardia medica lavorano solo a telefono o a domicilio non avendo più la possibilità di visitare in ambulatorio un paziente con la dovuta tranquillità e riservatezza. Il fatto è che, nonostante le ripetute assicurazioni e promesse, la soluzione del problema non si vede nemmeno lontanamente e, intanto, soprattutto gli utenti, subiscono il disagio di non poter usufruire più in maniera sufficiente di servizi essenziali.

Come si vede l’assoluta mancanza di programmazione, l’improvvisazione, la non conoscenza dei problemi la cui soluzione viene affidata a gente non addetta ai lavori, la mancanza anche di considerazione che hanno i nostri politici sulla terraferma o anche la loro incapacità di farsi valere nelle sedi preposte, rappresentano degli ostacoli che l’attuale amministrazione comunale non può e non fa niente per superare.
Tutto ciò ovviamente si riflette negativamente soprattutto su quella fascia più debole di popolazione, anziani e meno abbienti, che non ha la possibilità di rivolgersi alla sanità privata e che avrebbe diritto più degli altri ad una efficiente sanità pubblica.
Due parole infine sul problema dell’idroambulanza oramai da tempo fuori uso, problema sembra che sia finalmente in via di risoluzione. Questa situazione ha creato enormi disagi agli addetti ai lavori e, ovviamente, all’utenza, con gravi ritardi nei trasferimenti e con l’abuso del servizio dell’eliambulanza. Sarebbe stato più giusto e utile che l’unica idroambulanza utilizzabile per le tre isole del golfo avesse sostato a Procida visto che, per ovvie ragioni, si fanno più trasferimenti ospedalieri da Procida che dalle altre due isole messe insieme. Ma non sempre le cose logiche vanno a braccetto con la politica, e si vede che i nostri amministratori non sono nemmeno capaci di far capire questo ai vertici della nostra ASL i quali, a loro volta, proprio per colpa dei nostri politici, continuano a considerare Procida e i procidani cittadini di serie B rispetto agli altri vicini isolani.
E sono pronto a scommettere che i nostri bravi politici saranno capaci, per il ritorno dell’idroambulanza, di gonfiare il petto e attribuirsi dei meriti per una cosa che invece dovrebbe essere in prima pagina solo per il colpevole ritardo con cui accade.

Potrebbe interessarti

Prevenzione donna per lo screening dei tumori della cervice uterina e della mammella

PROCIDA – E’ partita “Prevenzione donna”, la settimana della prevenzione, promossa dalla Regione Campania, che …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *