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Sanità: Tre strutture e tanto spreco di denaro pubblico

torre avoriodi Michele Romano

Con la predisposizione d’animo di chi è consapevole della non esistenza dell’età, in cui la saggezza trova il proprio approdo, tento di provocare ulteriori riflessioni sull’evento della primavera 2015 che investirà la collettività procidana: le elezioni comunali in cui si decide, come costruire, il proprio vissuto quotidiano nei prossimi cinque anni.  Ebbene, senza fronzoli, bisogna prendere atto che, per la politica, principalmente per coloro i quali hanno la giusta ambizione di proporre una necessaria e urgente alternativa alle modalità di governo degli attuali amministratori, in sella, oramai, da innumerevoli anni, non è più tempo di usare il “periodo ipotetico” e i pii desideri. Al contrario, affrontare con trasparenza e determinazione, “in primis”, le criticità la cui permanente cronicità rischia di mettere a repentaglio l’intero tessuto procidano. Ecco alcuni esempi: l’assetto idrogeologico è di una tale fragilità che si tocca con mano tanto che l’elemento protettivo proviene, esclusivamente, dallo sguardo micaelico; la vivibilità è sottoposta al martirio di uno stress asfissiante causato da un traffico mostruoso e da servizi di trasporto pubblico senza regole né controllo; l’assistenza socio-sanitaria, grave nervo scoperto per la tutela dei cittadini, frutto di una gestione asfittica, familistica e “pro domo sua” sia da parte degli amministratori che degli operatori sanitari, tranne qualche generosa eccezione (vedi ambulatorio diabetologia, neuropsichiatria infantile e qualche altro) ridotta ad uno stato inefficiente ed improduttivo, per lo più con lo spreco di ben tre strutture, tanto da sviluppare nella cittadinanza un senso di paura e di insicurezza.

Per non parlare, poi, del disagio sociale che investe adolescenti, giovani ed anziani, sia dentro che fuori le mura domestiche, davanti al quale le risposte, delle istituzioni così come dei gruppi socio-politici, sono irrilevanti.

Questi, a mio modo di vedere, alcuni temi prioritari, insieme ad altri, da cui fattivamente partire per cambiare e migliorare il vissuto quotidiano della nostra comunità sia dal punto di vista socio-economico che culturale e civile. Poiché la politica, nella sua etimologia d’origine greca, significa “organizzare la città, sarebbe cosa opportuna di spostare l’organizzazione delle primarie dalla “turris eburnea” (torre d’avorio), utilizzando le modalità dell’antica democrazia greca, nelle agorà del Paese.

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