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Sanità e trasporti, occorre la mobilitazione popolare

sanitàDi Michele Romano

Rivisitando un incontro con Enrico Berlinguer tenutosi a Napoli nella storica sede di Via Dei Fiorentini, cui ho avuto l’onore di partecipare, assume, nell’attuale momento storico e specialmente per piccole entità come la nostra isola, una formidabile e vitale linea guida la sua affermazione che bisogna costruire il proprio impegno politico sulla costituzione culturale di un partito di lotta e di governo. Ebbene, in questi giorni, a Procida, poiché l’esito elettorale ha dato inizio ad un nuovo percorso politico – amministrativo, ha reso le parole del grande leader sardo di enorme vitalità operativa. Bisogna dire, infatti, che negli Enti Locali, esiste una dicotomia tra responsabilità diretta ed indiretta sui settori che incidono profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Così, in quelle dirette, quindi di governo, bisogna incardinare i profili economici – finanziari, di bilancio, di sviluppo, di mobilità, di impatto ambientale, di assistenza, di crescita socio-culturale. In quelle indirette, quindi, entrati in un quadro di lotta, rientrano senza ombra di dubbio settori come la sanità e i trasporti.

I primi segnali che arrivano dal nuovo procedere amministrativo, anche se a tentoni e zuccate, con maggiore o minore sensibilità, lasciano ben sperare. In tal senso mi hanno colpito, in termini altamente positivi, gli atti contabili amministrativi e politici di due esponenti della maggioranza: il delegato al bilancio Giovanni Villani e il delegato ai trasporti Lucia Mameli.

Il primo ha applicato, con minuziosità certosina, la cultura di governo, portando alla ribalta i guasti prodotti dalle precedenti amministrazioni e cercare i rimedi per salvaguardare la struttura socio-economica del territorio. La seconda, recuperando la cultura di lotta, visto il clima di incertezza e di insicurezza, con incognite aspettative per la futura viabilità marina per studenti, lavoratori e cittadinanza tutta, in cui l’estinzione della Caremar con passaggio ad altri soggetti imprenditoriali, ha ritenuto di inviare un intenso ed accorato appello al nuovo Presidente della Regione Campania perché, dall’alto della sua responsabilità, tuteli i diritti inalienabili dei procidani.

Tale metodologia è auspicabile anche nell’ambito sanitario dove, nel silenzio tombale, si stanno perpetrando scelte scellerate che, nonostante tutti i meritori tribunali della salute costituendi, condurranno la società procidana ad avere un servizio da quarto mondo.

Ecco perché il mio augurio è che le modalità di Giovanni e Lucia diventino patrimonio comune dell’intera compagine governativa, a beneficio dell’intera collettività. Comunque, sia ben chiaro, pur confidando nell’interlocuzione sensibile con Vincenzo De Luca, purtroppo ritengo inevitabile che le possibili soluzioni inerenti la sanità e  i trasporti dovranno passare attraverso una significativa e pregnante mobilitazione popolare.

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