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Sarno, maxi stangata sull'acqua

SARNO. Ancora polemiche tra gli utenti e la Gori, la societá che, per conto dell’Ato, gestisce il servizio idrico sul territorio. Questa volta, a generare la discussione, sono le fatturazioni a conguaglio che, negli ultimi mesi, la societá napoletana sta inviando ai cittadini. Al di lá delle questioni giuridiche insorte sulla legittimitá della gestione, adesso, nel mirino, c’è la qualitá del rapporto tra l’azienda e gli utenti. E’ notorio che, di recente, la Gori ha inviato una fatturazione salata a tutti gli utenti a conguaglio dei periodi pregressi. Alcune richieste esorbitanti hanno acceso anche l’attenzione pubblica per le somme portate. Infatti, è stato giá segnalato come cittadini, titolari di contatori domestici, abbiano ricevuto fatture per diverse migliaia di euro. Molte di queste fatture, però, ad un attento esame, si sono rivelate totalmente errate nell’attribuzione dei consumi. Infatti, per un lungo periodo, la societá ha applicato il principio del consumo presento e ha inviato le bollette in maniera forfettaria. Con la fattura di conguaglio, però, parecchi utenti hanno scoperto che dal calcolo effettuato dopo aver rilevato il consumo e dalla successiva fatturazione, non sono state tenute in alcun conto le bollette pagate in precedenza sul principio della stima. Quattro o cinque fatture non tenute considerazione, in molti casi, hanno fatto lievitare in maniera illegittima le somme da versare alla societá. La stessa cosa è capitata anche ad utenti che hanno subito il cambio del contatore. Fino all’operazione tecnica, questi cittadini hanno pagato le fatture in via stimata perché la societá non inviava i letturisti. Poi, al cambio del contatore, la lettura è stata presa e, spesso, è successo che essa era inferiore a quanto calcolato dall’azienda in via stimata. Nelle fatture successive al cambio del contatore, il calcolo del consumo ripartiva da zero, ma i metri cubi pagati in più non sono stati compensati e le somme in eccesso non restituite. Inoltre, è capitato a molti che la stessa divisione del consumo per le fasce che la Gori ha applicato secondo le disposizioni dell’Ato non è stato fatto in maniera legittima, portando così i metri cubi nelle fasce più alte e facendo pagare ancor più cara del dovuto l’acqua. Ormai, tra gli utenti e la Gori è battaglia quotidiana ad ogni fattura inviata perché il servizio viene percepito come eccessivamente oneroso e la risposta nella qualitá dei rapporti tra azienda e consumatore non è di buona qualitá. Infatti, è anche capitato che, nonostante gli errori nel calcolo e le fatture annullate dallo stesso sportello aziendale locale, molti utenti sono stati destinatari di lettere di una societá di recupero crediti, che minaccia azioni legali per un credito, in molti casi, inesistente. La battaglia continua. Gaetano Ferrentino
Fonte: la Città di Salerno — 28 maggio 2009 pagina 22 sezione: NAZIONALE

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