Savina Caylyn, la fiera.

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dal blog di Savina Dolores Massa

La pantera non ha miagolii di grande gatta
né sogni di foglie in mareggiata marcia,
guarda se stessa in malattia d’insonnia
armato il fianco dalla memoria sveglia.
Temete gli occhi di una pantera senza cibo da febbraio:
crollato l’azzurro d’iride, suono gelido, una neve? No.
È odio. Avanza, lei fiera, slogati i polsi eccetto uno,
quello dove indossò un bracciale di promessa
“Del fuoco io mi prenderò l’ustione, la cenere
per farti e farmi fenice d’ali porpora in risveglio”.
Questo pensa la pantera sul guasto d’ogni sole dei tramonti
avanza
sulle maree che annegano le navi
avanza
sul riso succhiato da una bocca
avanza
tra funi in immagini sfocate ma non troppo per celare
il magro divenire del sognare
avanza
divorando stolti e indifferenti
avanza
sulle assenze di coraggio, sulle vecchiaie delle rivoluzioni,
sulle madri denutrite dallo stupore, sui padri divenuti figli,
sul piangere fermato da una smorfia delle ciglia.
Avanza, non si accorge se piove, se c’è caldo, se il mese
a breve
non sarà più pestato con uva di settembre.
Avanza
fino al mare
e là si immerge.

Savina Dolores Massa (24 settembre)

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