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Procida. Savina Caylyn tra gli squali

A Roma il 7 settembre, 9.30 del mattino, Piazza Montecitorio.

Ancora una bellissima riflessione che ci fa tenere alta l’attenzione sui nostri marittimi rapiti. Di Savina dolores Massa (Ana La Balena)

Forse non ne potete più di sentirmi parlare della Savina Caylyn, nave sequestrata da giovani disperati somali, armati da chi sa bene che la pirateria in Somalia è un affare d’oro in vendita d’armi e in subdola decisione di lasciare i Paesi del terzo mondo in stato di miseria. Così, si fanno gli affari. Nonostante la noia che può afferrarvi, ho una lingua ancora indomata, ho una lingua “esagerata” e una rabbia da pantera in caccia. Sopportate o smettete la lettura. Ho anche l’abitudine di parlare da sola al vento. Me ne frego. L’ingiustizia in atto verso 22 uomini che hanno scelto il mare, e non per crociera, ma per cibare se stessi e le loro famiglie, mi disturba alquanto. Soprattutto mi disturba l’arroganza del Ministro…si chiama Frattini?, delegato alla protezione di ogni cittadino italiano, quando dichiara su un pianto di madre, o figlio, o genitore, o moglie, o fratello, o casetta acquistata con il mutuo, o canna da pesca per qualche sabato sera libero, o una birra ghiacciata, ebbene dichiara con denti lavati da un dentifricio che noi gli paghiamo (e concedetemi il qualunquismo), il Ministro della Repubblica Italiana fondata sul Lavoro dice, Il Governo non ha intenzione di pagare alcun riscatto per questi uomini.


Peccato non sia stato ancora istituito il Nobel per la Sensibilità, perché farei partire subito una Campagna affinché venisse assegnato a te, Ministro Frattini dei miei strali, per non dire stivali: vocabolo già assegnato al nostro Bel Paese. Avrei potuto trovare agilmente anche un’altra definizione, ma di tanto in tanto ricordo l’educazione, quindi non l’ho pronunciata. Pensata di sicuro, anche se sfere tra le cosce non me ne sono nate. Parlo senza sfere, ricordando a tutti che spesso sono i proprietari delle tirate in ballo palline, che gestiscono il mondo. Non me ne vogliano gli uomini giusti. Divago. Caro Frattini, questo riscatto lo devi pagare, lo sai tu e lo sappiamo noi. Magari potresti non dichiarare pubblicamente d’averlo fatto, così che le tue sfere restino orgogliose di durezza e fermezza istituzionale. Potresti affermare, Ho mandato ai pirati 22 vassoi di pasticcini, che loro hanno gradito immensamente, e subito hanno liberato i disgraziati che tenevano prigionieri. Ministro, te lo dico con sincerità, ci va bene lo stesso. Neppure che continui a pagare in pasticcini i talebani affinché non sparino contro la coraggiosa nostra armata “di Pace” in Afghanistan ci disturba.

Povero Frattini, ti immagino mentre piagnucoli di fronte ai vassoi, costretto a rinunciare a un babà al rum, perché se lo mangiassi tu, se ne mancasse anche uno solo, “i banditi” potrebbero adirarsi, e che cosa potrebbe capitare, mamma mia! Povero Frattini. Suvvia, consolati, riprendi ad accarezzarti le tue sfere, basse, e scaraventati sulla stampa nazionale, minacciando, Silenzio o vi taglio i fondi! E i giornalisti si spaventeranno a morte, perché anche a loro piace il dentifricio, e taceranno perfino a se stessi ciò che dovrebbe essere tatuato in ogni bocca di giornalista, Libertà di parola e di informazione. Anche la parola Etica professionale. Ma divago ancora. E nel divagare mi torna in mente Napolitano, Babbo della Repubblica Italiana fondata sul Lavoro e Ogni cittadino è uguale … etc. etc., quando, informato del sequestro sussurrò commosso, I marinai sono nel mio cuore etc. etc., uhm, caro Presidente, immagino quindi che l’insonnia starà rovinando le tue notti, come sta capitando alle famiglie dei rapiti. Da febbraio perfino tu, dunque, non dormi? Sono molto dispiaciuta, per questo.

Il 7 di settembre alcuni o molti italiani con il cuore fatto a pezzi, come il tuo probabilmente non è, saranno a Roma Capitale, fuori dalla porta della casa che abiti, e non è neppure tua, Montecitorio. È nostra: casualmente ci passeggi tenendoti il cuore. Caro Presidente, lascia perdere il cuore, pensa anche tu ad aggiungere qualche altro vassoietto di pasticcini. Che cosa stai dicendo? Non c’è denaro in questo Paese di migliaia di affamati e di migliaia di privilegiati? Arrangiati. Rifletti su come investire il denaro. La gente del mare è pacifica, contemplativa, silenziosa, schiva. Ma. Qualche volta, questa gente, ha incontrato tra onde una fame da squalo, imparando ad imitare che cosa fa lo squalo, se è in fame di fronte agli infami. Ho esagerato? Va bene così. Je m’en fou.


Savina Dolores Massa (lingua ancora libera)

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