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Servizio idrico, il comitato civico presenta un esposto in Procura. Pozzuoli, chieste indagini sul bando di gara

Il sindaco esclude che le acque puteolane saranno affidate a privati

di LUIGI CICCARELLI – Il Mattimo

Pozzuoli. Un esposto in Procura, per chiedere che si accerti la presenza di eventuali reati penali legati al bando di gara per la gestione del servizio idrico integrato puteolano.
È la mossa con cui il Comitato civico flegreo riprende la sua battaglia contro l’amministrazione comunale di Pozzuoli, e contro il bando con cui l’ente flegreo ha deciso di affidare ai privati la gestione delle sue reti idrica e fognaria. Una scelta che gli attivisti del comitato civico reputano una privatizzazione di fatto dell’acqua del capoluogo flegreo.
L’esposto, presentato presso il tribunale di Napoli, arriva dopo le due sentenze emesse, finora, in merito alla questione, e prodotte da un’azione con cui l’«Ato Napoli-Volturno» (l’insieme di 136 Comuni di Napoli e Caserta che sono chiamati a decidere, congiuntamente, sulle questioni legate al ciclo integrato delle acque) aveva rivendicato a sé la competenza esclusiva nel procedere all’affidamento del servizio.
Dopo che a ottobre il Tar aveva dato ragione all’Ato, il 9 gennaio scorso, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza, ritenendo che anche in presenza dell’Ato, ai Comuni resta, comunque, la possibilità di indire gare per l’affidamento del ciclo integrato delle acque, quando il servizio in questione riguarda la «gestione tecnica» degli impianti e delle strutture.
La risolta disputa sulla titolarità ad affidare il servizio lascia aperta, però, quella ben più importante sugli effetti che tale affidamento porterà. Ci sarà la privatizzazione dell’acqua puteolana? Il comitato ritiene di sì, anche se più volte lo stesso sindaco Pasquale Giacobbe ha escluso, categoricamente, che ciò possa accadere.
Attraverso l’esposto – sottoscritto da oltre 350 cittadini – il comitato tenta, ora, di bloccare la gara puteolana, chiedendo ai magistrati di verificare i danni e gli eventuali reati penali ad essa connessi.
«L’esposto – dicono i membri del Comitato – passa attraverso l’individuazione di un danno e, quindi, si entra nel campo del penale. Noi tutti siamo coscienti che stiamo toccando il ”nervo scoperto” di interessi politici e occulti, ma sappiamo anche che il caso eclatante di Pozzuoli potrebbe riaprire un serio dibattito affinché rimanga inalterato un concetto di responsabilità compartecipe dei Comuni che si approvvigionano alla stessa fonte idrica, nella gestione del sistema idrico integrato. L’esposto presentato è preciso negli obiettivi: 1) individuare chi danneggia; 2) capire se ci sono volontà politiche che rendono stagnanti gli Ato, quindi provocano il danno; 3) eventualmente costituirsi parte civile».

Fonte ilmattino.it

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