Si, è vero, sono ubriaco di Procida

di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Potrei dire: lo sapevo che Procida sarebbe diventata la capitale della cultura per il 2022m ma non è vero. Lo sentivo dentro di me, questo si, anzi lo speravo,, ma non ne ero sicuro per niente. Eppure, quando riflettevo ta me e me, mi chiedevo perché non sarebbe potuto essere possibile. Sono stato sempre convinto che Procida dal punto di vista culturale abbia una marcia in più rispetto ad altri siti anche più rinomati. Qualche amico, a queste mie dichiarazioni sulla superiorità s culturale della nostra isola, rispondeva , quasi prendendomi in giro, che io mi ero” ubriacato di Procida”. E questo mi capitava da anni. Anche in epoca non sospetta, quando ” capitale della cultura” non esisteva neanche come termine. La mia mente corre a Terra Murata, a quando ne attraversavo gli angusti vicoli, ne assorbivo gli odori e ne gustavo i suoni. E poi gli anni trascorsi nel Palazzo D’Avalos, diventato carcere, aggirandomi in stanze e corridoi trasudanti storia. E la chiesa di S. Michele con l’arte che mi sorrideva e mi attirava irresistibilmente dalle pareti, dagli altari, dalle balaustre, dai pavimenti. O quando uscivo sul terrazzo in pieno sole o sferzato dallo scirocco. O quando guidavo i turisti nel carcere o nei sotterranei della chiesa. Vedevo la loro espressione meravigliata nel guardare tutte queste cose. Qualcuno non resisteva e mi spiattellava in faccia: “Ma voi vi rendete conto di quello che avete?” Ed io pensavo a chi mi accusava di essermi ubriacato di Procida. Si, è vero, sono ubriaco di Procida! E non da adesso, ma da sempre. Come si fa a non amarla? Il mio augurio è che sempre più gente se ne possa ubriacare.

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