Sindaco Ambrosino: «Non è giusto rincorrere una volta lo Stato, una volta la Regione e una volta l’A.S.L. in questa trafila legale»

PROCIDA – Sull’isola di Graziella continua a tenere con il fiato sospeso la questione relativa al futuro dell’Ospedale “Gaetanina Scotto di Perrotolo”. Da questo punto di vista un momento importante è stato rappresentato dalla riunione della V Commissione Regionale, presieduta dall’On. Lello Topo, tenutasi lo scorso 8 febbraio alla quale, tra gli altri, sono intervenuti il Commissario regionale Joseph Polimeni e il Sindaco di Procida Dino Ambrosino.

Proprio del Sindaco Ambrosino riportiamo l’intervento, ampio ed articolato che fissa i vari passaggi del lungo e travagliato percorso, così come evidenziato nel verbale della seduta. “Ringrazio il Presidente e i Consiglieri regionali per averci dedicato quest’attenzione e quest’audizione, cercherò di prendere pochissimo tempo anche perché siamo venuti qua per ascoltare le posizioni sia del direttore generale dell’A.S.L. sia dei commissari alla sanità. Per quanto ci riguarda, come vi risulta, abbiamo rappresentato in ogni sede possibile questa nostra istanza di conservare quello che spesso volgarmente definiamo tutti, compreso il Presidente in quest’occasione, l’ospedale, ma in realtà stiamo parlando di un piccolo Pronto Soccorso che oggi verrebbe definito Pronto Soccorso in zona particolarmente disagiato. Abbiamo portato questa nostra istanza, a partire da una deliberazione del Consiglio comunale del maggio dell’anno 2016, in giro sia per la Regione Campania sia a Roma. Siamo stati all’Agenas, al Ministero della Salute, abbiamo interloquito con diversi Consiglieri regionali, con lo stesso Presidente De Luca e con Coscioni che è il delegato alla sanità rappresentando sempre, bene o male gli stessi argomenti, cioè che Procida è un’isola, questo significa che per diverse giornate durante l’anno siamo completamente isolati, spesso succede per le avverse condizioni meteo. Il Pronto Soccorso nella nostra isola è reso più difficoltoso.

In virtù della circostanza che Procida, per il soccorso su Procida, spesso e volentieri impiega più dei 60 minuti che sono previsti per un soccorso efficace dal DM 70, abbiamo chiesto che venisse previsto anche dal nuovo Piano ospedaliero, un Pronto Soccorso sull’isola per poter garantire la gestione delle emergenze e la stabilizzazione degli infortunati. Questo era uno dei primi argomenti.

Poi abbiamo, sempre in ossequio al DM 70 del 2015 chiesto che venisse anche Procida ritenuta sede particolarmente disagiata in quanto isola. Il DM parla espressamente di deroghe per le isole, visto che la Regione Campania di isole ne conta 3, chiedevamo che fosse opportunamente declinata l’applicazione del DM 70 così come era stabilito dalla norma.

In tutte queste sedi, compreso Consiglio regionale e Giunta, Agenas e Ministero della Salute, abbiamo rappresentato gli argomenti che però solo da una sentenza del Tar intervenuta a dicembre 2016 ci sono stati riconosciuti. Tutti i passaggi politici e istituzionali che abbiamo fatto, compreso l’interlocutore con i commissari e con il direttore dell’A.S.L. che devo riconoscere sono venuti sull’isola a vedere la nostra situazione, però abbiamo avuto soddisfazione rispetto alle istanze che abbiamo rappresentato solamente da una sentenza del Tribunale amministrativo che, a dire la verità, entra anche parecchio nel merito perché se l’andate a leggere declina punto per punto quelle che sono le illegittimità commesse da quell’atto amministrativo nella parte che riguarda Procida, da quel piano ospedaliero nella parte che riguarda Procida.

Chiaramente per un Sindaco, anche se è stato un grande risultato da un punto di vista giuridico è una sconfitta perché significa che quando abbiamo portato le nostre istanze presso tutte le istituzioni non abbiamo avuto la forza e la capacità di farci ascoltare, di far comprendere quelle cose che formalmente sono state riconosciute dal Tar e che quindi probabilmente meritavano una certa attenzione. Siamo stati a tal punto penalizzati che nonostante ci fosse stata, a dicembre 2016, questa sentenza del Tar ancora a gennaio 2017 viene riproposto un atto dell’A.S.L. Napoli 2 nella quale si ripropone per Procida, in contrasto con un giudicato del Tar chiarissimo, un’organizzazione dell’atto aziendale per Procida che prevede un punto di primo intervento. Nonostante la sentenza del Tar fosse stata estremamente chiara, nonostante avessimo chiesto la conferma in tutte le sedi di questo piccolo Pronto Soccorso per gestire le emergenze, l’atto aziendale del gennaio 2017 prevede per Procida ancora il punto di primo intervento, quindi un passo prima.

Chiaramente abbiamo fatto ricorso anche contro questo atto aziendale dell’A.S.L. e ribadisco, come Sindaco del Comune di Procida, a parere mio non è giusto che impegniamo le nostre energie sia in termini di forze sia in termini economici per rincorrere una volta allo Stato, una volta alla Regione e una volta all’A.S.L. in questa trafila legale.

Chiederei, ancora una volta, ai nostri interlocutori, al Consiglio regionale per quanto ci può aiutare, di confermare per l’isola di Procida quanto è stato stabilito dalla sentenza del Tar, ovvero quello che secondo il DM  70 del 2015 è un Pronto Soccorso in zona particolarmente disagiata, ovvero l’assistenza h24 di tre o quattro specialisti (il cardiologo, il rianimatore, il chirurgo, eventualmente anche il ginecologo) che ci aiutano a gestire l’emergenza urgenza, a stabilizzare i nostri pazienti in attesa che com’è da prassi e da protocollo vengono trasferiti in terra forma.

Questo è quanto chiediamo, avremo poi il piacere di ascoltare l’opinione dei nostri interlocutori diretti”.

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Un commento

  1. …eventualmente un ginecologo!?!?!?!?

    e il Pediatra??????????? Avete già dimenticato cosa è successo pochi giorni fa????

    Ma state bene???????????????????

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