In questi giorni, come credo tutti sappiamo, è morto il “Divo” Giulio Andreotti. La stampa e le televisioni ne parleranno a lungo, con Andreotti, infatti, se ne va uno dei più grandi statisti italiani degli ultimi 70 anni.
Andreotti, come tutti sanno, fu illuminato esponente della Democrazia Cristiana della quale, però, per sua scelta, non fu mai segretario anche se non si può dire che non abbia detenuto il potere.
Selezionato dal grande De Gasperi fu, giovanissimo, un suo figlioccio e fido collaboratore.
A Procida c’era una fortissima D.C. capeggiata per anni da Spinetti, Di Liello, dal mitico segretario Massa Aniello e dal grande Guido Cennamo. Allora la politica era anche passione, poi lentamente degenerò e vennero i Gava, Pomicino e qualche altro che non vogliamo nominare. Oggi, a Procida, neanche una manifestazione ricorda la morte di questo grande statista. Gli ultimi democristiani rimasti come Giacomo Retaggio, Peppino Ambrosino (Pauliello), Aniello Scotto di Santolo, vivono di ricordi.
