Chi, viandante o procidano, si trovasse a far visita alla Chiesa di Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono), costruita nel 1606 e posta all’incrocio tra via Vittorio Emanuele e via Cavour in prossimità del centro geografico dell’isola di Graziella, non potrà fare a meno di imbattersi nella tela raffigurante il Santo, dimensioni 150 x 260, collocata al centro dell’altare maggiore in occasione della veglia di Pentecoste, alla presenza del direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino e dei Parroci dell’isola di Procida, realizzata, con tecnica a olio su tela, dall’artista procidana Antonietta Righi.
Antonietta Righi nasce e vive a Procida. E’ sposata da molti anni ed ha tre figli. Sebbene il suo lavoro di moglie e madre la impegnino tutto il giorno, l’artista trova sempre il tempo per dipingere e dare spazio alle sue emozioni.
Antonietta Righi, che negli ultimi anni è riuscita ad affermarsi anche al di fuori delle mura isolane, è timida, schiva ad affrontare il pubblico ma, dinanzi al suo cavalletto di lavoro, alla sua tavolozza di colori non ha catene, limiti, né ritrosia e sprigiona così la sua grande creatività.
La sua massima espressione artistica la raggiunge con tele che rappresentano la sua amata terra: l’isola di Procida! Qui sembra che l’architettura, l’edilizia locale rivivano…vetuste mura, pareti logorate dal tempo, palazzi fatiscenti, balconi, casali prendono vita!
I vefi (balconi procidani) sembrano vivere quando l’artista su di essi immortala la figura di un pescatore stanco quasi chinato dalla fatica che guarda lontano, o di una vecchietta che sta lì, affacciata quasi ad aspettare che passi qualcuno per parlare un po’.