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Terra Murata: indagine fotografica sull’ex carcere di Procida

ex carcere di procidaVenerdì 25 Luglio alle ore 20,30 presso la Chiesa di S. Margherita Nuova, con il patrocinio del Comune di Procida, sarà inaugurata la mostra “Terra Murata: indagine fotografica sull’ex carcere di Procida” di Luigi Lauro, curata da Luca Chistè/Phf Photoforma.

Luigi Lauro è nato a Campo Tures (BZ) nel dicembre del 1938 da genitori originari dell’isola di Ischia. Ha vissuto gli anni della sua adolescenza ad Ortisei in Val Gardena e a Levico Terme. A Trento ha esercitato la professione di commercialista fino al 2002. La sua grande passione è sempre stata la fotografia. In un testo critico si legge: “Attraverso le immagini, Luigi Lauro cerca di portare alla luce quei moti dell’animo che si manifestano in ognuno di noi quando osserviamo un paesaggio, una scena di vita quotidiana, un angolo della natura, una strada, un riflesso, che la realtà, nella sua immediatezza, cela ad occhi distratti.

Fotografa in preferenza alle prime luci dell’alba, quando i colori della luce sono più delicati e tenui, o al tramonto, quando sono più saturi e carichi di tutte le tensioni di un giorno ormai trascorso.

La ricerca è legata a restituire il senso profondo della nostra appartenenza al mondo, trasportandoci in luci diafane e mai accecanti, luoghi della soglia in cui transitare e fermarsi un momento, affinché si possa intravedere lo stupore svelato dalle parti più segrete della nostra anima.”

La rassegna si apre con una serie di fotografie di “Contesto” che descrivono, in maniera documentaristica ed espressiva, l’ambito topologico del carcere. Il ritmo di alcune immagini di collegamento, porta al secondo percorso visivo: “Ambienti”. Luoghi rarefatti, ricoperti dalla coltre del tempo, ma nei quali si respira ancora, con profonda partecipazione emotiva, l’esperienza di vita di coloro che hanno abitato questi spazi fino al 1988, anno della chiusura della struttura carceraria. La terza area, quella chiamata “Segni del tempo”, rende evidente, infine, sotto il profilo concettuale il tema della memoria. Una sorta di archeologia fotografico/visiva capace di restituire alla luce le tracce umane di chi non c’è più e di far emergere alla nostra coscienza, attraverso la potenza del segno e dei molti simboli indagati dall’autore, quale sia la dimensione del tempo che, incessantemente e con il suo inarrestabile fluire, ci ricorda che in questo silenzio e in alcuni terribili luoghi, persone vive hanno consumato la loro esistenza.

La mostra resterà aperta fino al 17 Agosto prossimo.

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