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Trasporto pubblico: una scelta di civiltà e di condivisione

 di Giuseppe Giaquinto

Un nutrito gruppo di cittadini ha partecipato all’incontro pubblico che il Sindaco ha promosso per spiegare le ragioni di una modifica sperimentale del piano di trasporto pubblico sull’isola.

Gli utenti presenti hanno evidenziato gran parte delle difficoltà e dei disagi vissuti in questi giorni e che noi stessi avevamo opportunamente previsto e paventato. Altri interventi hanno sottolineato ulteriori difficoltà e negatività del nuovo piano di trasporto, a cominciare dal costo del biglietto aumentato per gli abitanti delle zone periferiche, alla mancanza di coincidenze con le direttrici principali e con i trasporti marittimi, alla quasi totale inutilità delle circolari così come impostate in termini di passeggeri trasportati.

Il Sindaco ha annotato le osservazioni pervenute ed ha chiesto un poco di tempo per una verifica finale sulla bontà dell’esperimento.

Da parte nostra continuiamo a sostenere la inutilità e la poca praticità del nuovo sistema che non poche difficoltà e disagi già ha creato e molti altri ne creerà in previsione dell’arrivo della stagione estiva. Continuiamo, pertanto, a chiedere il ripristino del vecchio impianto di trasporto pubblico con partenze delle circolari L2, C1 e C2 dal porto di Marina Grande. Appoggiamo ogni tentativo per chiedere un aumento del kilometraggio alla Regione Campania tale da permettere una maggiore frequenza delle circolari stesse. Continuiamo la nostra petizione popolare e la nostra osservazione permanente sui disservizi che crea e creerà il nuovo dispositivo. Attendiamo con fiducia una presa di atto da parte della Regione Campania, delle forze politiche territoriali, delle associazioni di categoria e dell’utenza che faccia fare a quest’Amministrazione un passo indietro rispetto a questa sperimentazione già fallita in partenza.

Il disagio degli anziani, dei pendolari, dei turisti sono aspetti che vanno tenuti in debita considerazione da chiunque amministri e da chiunque sia chiamato a difendere interessi collettivi. Se vogliamo veramente salvaguardare il trasporto pubblico e addirittura incentivarlo non possiamo creare una ulteriore disaffezione diffusa sul territorio e tra gli stessi turisti sull’utilizzo del mezzo pubblico. Comprendo il problema di sovraffollamento delle strade procidane, ma il trasporto pubblico va sempre tenuto in una considerazione prioritaria, aiutandolo a percorrere senza intralci e difficoltà le strade che serve, non sacrificandolo a ruolo di navetta di quartiere. Attribuire ai pochi bus in transito, tra l’altro oggi di ridottissime dimensioni, il caos lungo le strade o un pericolo per i pedoni significa non voler affrontare in modo serio il problema della mobilità sull’isola.

Vogliamo che nessuno si senta vincitore o vinto in questa scelta di civiltà e di condivisione. Tutti vogliamo garantire ai nostri concittadini un trasporto pubblico dignitoso, comodo e vantaggioso. Tutti vogliamo assicurare ai turisti un sistema di collegamento dal porto sulle varie direttrici dell’isola che sia affidabile ed efficace.

La contrarietà della quasi totalità della popolazione, le riserve già espresse dai turisti, le distanze prese da azienda e rappresentanze sindacali rispetto ad una scelta solo ed unicamente amministrativa, ci debbono dare  il segnale che abbiamo intrapreso una strada dell’insuccesso.

Affrontiamo con serietà, equilibrio e sensibilità il problema della mobilità territoriale ma lasciamo  il servizio pubblico a svolgere il ruolo che gli spetta.

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