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Una sentenza esemplare per credenti e non credenti

Non smentendo la propria secolare abilità, il Vaticano, attraverso il Presidente della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, ha
commentato la sentenza del TAR del Lazio ( quella che esclude l’insegnamento della religione dalla valutazione sul profilo scolastico degli studenti ) in modo inequivoco e ineccepibile : “La Chiesa non farà ricorso contro la sentenza. Il problema è del Ministero della Pubblica istruzione”.

Su questo siamo del tutto d’accordo con il monsignore. Appunto perché
la questione è cosa che riguarda le istituzioni italiane, il TAR del Lazio ha fatto benissimo a bocciare le ordinanze dell’allora Ministro margheritino Fioroni che attribuivano crediti formativi scolastici alla scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche.

Quella del TAR è una sentenza esemplare che, riprendendo la pronuncia
della Corte Costituzionale ( 203/1989) che ha sancito la laicità dello Stato, da concretezza al principio essenziale di uno stato liberaldemocratico, e cioè che ogni Chiesa deve avere il solo privilegio di poter esercitare liberamente il proprio ministero e nessun altro , né esplicito né implicito. Sino a che i programmi della istruzione pubblica non prevederanno o il corso di storia delle religioni oppure la possibilità per ogni credente o per ogni non credente di ottenere crediti formativi con le proprie scelte, fino ad allora la scuola pubblica non può discriminare all’interno del pluralismo religioso, dando ad alcuni dei vantaggi nel profitto scolastico che altri non possono avere se non rinunciando alla propria libertà di coscienza.

Ancora una volta i liberali vedono confermato nella pratica il fatto che i veri avversari del separatismo tra Stato e Chiesa sono quei cittadini e quei politici i quali, per opportunismo quotidiano, cercano di piegare lo spirito della Costituzione e della libertà individuale di religione a pratiche conformistiche in ossequio al comunitarismo, arrecando così un grave danno ad ogni cittadino ed aiutando irresponsabilmente le sempre presenti pulsioni
fondamentaliste. Negare la centralità politica della laicità delle Istituzioni , è negare l’esperienza storica confondendo le funzioni tra le leggi per una civile convivenza e i precetti religiosi.

COMUNICATO STAMPA

Federazione dei Liberali

12 agosto 2009

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