Uno splendore Samaritano

Di Michele Romano

PROCIDA – Il due dicembre 1955 nasce Peppino Cioffi, figura indimenticabile che, il 14 febbraio 2011, lasciando tutti, attoniti ed impoveriti, è partito verso il respiro Cosmico.

Questo grande e carismatico medico samaritano, possedeva il dono, con la sua alta e sublime testimonianza, di rappresentare sia l’ambito lavorativo che quello comunitario migliore delle loro realtà effettive.

Abbiamo avuto il privilegio di accompagnarlo, insieme al suo fraterno compagno di scuola, l’ironico e creativo Michele Sabia che ne masterizzava il carattere bonario, ad intraprendere la conoscenza del greco, latino, filosofia.

Lo scorrere del tempo eracliteo ed agostiniano, ha trasformato noi in discenti e Lui in docente, con lo straordinario stile ippocriteo e socratico.

Ha speso la breve esistenza, mettendo al servizio degli altri, la propria incommensurabile professionalità sanitaria.

Parimenti non risparmiando un generoso impegno sociopolitico di alto profilo, pervaso dall’eroico furore, da rammentare quello di Giordano Bruno, di potere costituire un servizio socio-sanitario isolano efficace ed efficiente tanto da cercare di azzerare il terribile incubo degli abitanti della amata polis micaelica, di sentirsi gente isolata e abbandonata.

E ciò, per di più, vissuto con l’ostracismo strutturale degli organi settoriali e politici.

In tal senso, in noi, rimane, come un tormento indelebile, l’incontro presso l’edicola dei cari Teresa e Giuseppe, con Lui, che tornava dal turno di notte, espletato all’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, dopo un lungo periodo che non ci eravamo incrociati. Perché?

Per tali espressioni: “Michele, semmai, davanti ad uno squisito calice di vino, consigliato da Iris, ci possiamo vedere il 15 febbraio perché ho delle proposte da valutare, per rimettere, con più energia, in cammino il sogno di una Sanità, di prima fila, per noi figli dell’acqua marina”.

Ecco le lancette del Sogno si sono fermate il 14 febbraio 2011, con una panoramica sociosanitaria sempre più involuta. Probabilmente l’avvento del Coronavirus, con la sua scia di dolore, ci faccia uscire dalla morta gora in cui siamo caduti e rimetta in modo quelle lancette per indirizzarci verso un approdo più sicuro per la nostra salute del corpo, dell’anima, delle mente.

Ne siamo certi, spinti e accompagnati dallo sguardo garbato e gaudioso di Peppe dentro la Cornice del Coro degli Angeli.

Un affettuoso abbraccio alla tenace compagna di vita Paola, ai figli Michele, dalla bontà vulcanica, Luca, in cammino con la prestigiosa fiaccola della medicina dell’immenso papà.

Chiudiamo con la sapienza poetica del Maestro Vittorio Soriani che proclama: Viene il tempo nel quale pane e vino li dividi e restano uno. L’Amore è l’Utopia, la Città del Sole, La Comune di Tutti.

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