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Da Venezia a Cava de’ Tirreni, Antonietta Righi espone la sua Procida

PROCIDA – Nel complesso monumentale di San Giovanni, nel cuore del centro storico di Cava de’ Tirreni, dal 7/10 Dicembre scorso, si è tenuta l’esposizione d’arte contemporanea “Magister Artis“ organizzata dall’associazione culturale “ArtetrA”, presieduta da Veronica Nicoli, e dalla galleria “Prince Art Gallery” di Salerno, di Armando Principe, inaugurata dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Sindaco di Cava Vincenzo Servalli.

A questo percorso espositivo hanno aderito 103 artisti di chiara fama nel panorama nazionale dell’arte contemporanea. Tra questi, dieci già selezionati nello scorso Giugno ad Arte Salerno per il “Premio Vittorio Sgarbi-La Selezione “ e, tra loro, va sottolineata la presenza della poliedrica artista procidana Antonietta Righi.

Antonietta Righi che, dal 14 al 21Ottobre 2017, ha partecipato alla prestigiosa 57a Biennale di Venezia, nel Palazzo Albrizzi-Capello, sede del Padiglione Guatemala, curato e diretto dal Prof. Daniele Radini Tedeschi, ricevendo il “Premio Leone Alato” insieme ad altri artisti.

La massima espressione artistica, Antonietta Righi la raggiunge con tele che rappresentano la sua amata isola: l’isola di Procida! Nelle sue tele sembra che l’architettura, l’edilizia locale rivivano…vetuste mura, pareti logorate dal tempo, palazzi fatiscenti, balconi, casali prendono vita!

I vefi (balconi procidani) sembrano vivere quando l’artista su di essi immortala la figura di un pescatore stanco quasi chinato dalla fatica che guarda lontano, o di una vecchietta che sta lì, affacciata quasi ad aspettare che passi qualcuno per parlare un po’…

Panni appesi al sole ad asciugare, finestre semi aperte, un carretto trascinato da un asino, quei vasi di gerani che sono nascosti al sole, sono scene di vita procidane che vivono nelle tele di dell’artista.

Antonietta Righi che rimane sempre timida e schiva ad affrontare il pubblico ma che, dinanzi al suo cavalletto di lavoro, alla sua tavolozza di colori non ha catene, limiti, né ritrosia e sprigiona così la sua grande creatività, nelle sue tele, nell’inconfondibile arte che in esse trapela, supera i confini del puro dilettantismo per dar voce alla grande arte di una delle migliori pittrici procidane, e non solo.

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