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Procida. Vivara: un isola sequestrata e in balia dei vandali.

Ecco cosa succede a Marzo a Vivara…altro che riapertura, l’hanno inaugurato i vandali, nonostante i 4 milioni di euro spesi per rifare il ponte versa in uno stato di totale abbandono.

Siamo giunti al punto limite della sopportazione con gli accadimenti della settimanna scorsa che hanno visto ancora una volta degli imbecilli infierire sugli immobili dell’isolotto. Mentre si attende la riapertura vera e propria dopo l’ennesima promessa di tre mesi fa del re delle cravatte, Maurizio Marinella, che ormai da alcuni anni è al timone del comitato di gestione, il quale annunciò pubblicamente l’apertura a marzo di Vivara al pubblico. Pensate Vivara è dal 2002, da ben 10 anni , Riserva Naturale, istituita sulla carta dal Ministero dell’Ambiente e mai aperta. Pubblichiamo in esclusiva una riflessione su questa vicenda dell’avvocato Mariano Cascone, Presidente della Fondazione  Albano Francescano, ente morale proprietario dell’isola di Vivara. Quest’ultimo insulto all’isolotto, è stato oggetto di denunci anche da parte della locale Lipu che ha indirizzato una lettera il 20 marzo al ministero dell’Ambiente  e che pubblichiamo domani. Stamattina persino il Corriere del Mezzogiorno oggi in un articolo parla della vicenda così come il TG1 elle 13,30 di oggi ha menzionato l’accaduto. A causa della folle burocrazie di questo paese e del disinteresse di chi di dovere Vivara è praticamente aperta solo a incoscienti vandali e non alla popolazione procidana che ne avrebbe ben diritto. Proprio oggi sono stato dai Carabinieri a sporgere denuncia contro ignoti per questo gravissimo danneggiamento subito ed invito tutti coloro che potrebbero dare un contributo alle indagini a parlare e venire fuori. Vivara è un degno esempio di come la burocrazia in questo paese possa fare danni. Noi come Albano Francescano abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere: dalla chiusura dei varchi abusivi appena mi sono insediato da presidente; alla consegna delle chiavi al Comitato di Gestione (assurdo che un Ente Gestore che esiste dal 2002 non avesse ancora le chiavi dell’isola che dovrebbe gestire!); alla redazione di un condiviso parere legale redatto su nostra iniziativa, stimolo e spese (!) che definisse (stante una normativa generica, incoerente e equivoca) ruoli e competenze tra noi ed il Comitato; dall’accordo con la Lipu per la vigilanza gratuita sull’isolotto; per non parlare dei tentativi fatti con successo per riportare Vivara ad una normalità di fruizione in attesa di tempi migliori (liberazione di due falchi e per ultimo la raccolta simbolica di arbusti per il falò di S. Giuseppe). mariano cascone presidente dell'isola di VivaraCome ente proprietario ci siamo mossi molto per dare un contributo all’avvio dei lavori del ponte. Già… il ponte… Ma voi lo sapete che l’ultimo problema da superare per la tanto attesa riapertura di Vivara è proprio il ponte? Il fatto è questo: la Regione ha speso milioni di euro per la sua ristrutturazione per poi dirci che lo stesso non è pubblicamente transitabile dai pedoni (!!!) in quanto trattasi tecnicamente di “passerella porta tubi” e non di ponte in senso stretto…Grillo a questo punto ci metterebbe probabilmente un sostantivo colorato…io, che sono un moderato, mi pongo invece una domanda? Scherziamo o facciamo davvero??! In poche parole a Vivara non si può ufficialmente andare perché il ponte non è tecnicamente idoneo al transito pedonale… Vi racconto adesso una cosa interessante: recentemente la mia Fondazione ha deliberato ed appaltato i lavori per la messa in sicurezza degli immobili presenti sull’isolotto, autorizzati già dalla Soprintendenza. Sapete perché questi lavori non possono ancora partire: semplice… perché la Regione Campania non ci autorizza a transitare sul ponte per i motivi sopra detti!!Ma vi rendete conto??! Lavori autofinanziati per evitare la perdita di un patrimonio inestimabile di storia, cultura ed arte, tra l’altro totalmente autofinanziati da noi,  che sono in stand by nell’attesa di capire questo caspita di ponte se è carne o è pesce mentre orde di imbecilli possono indisturbati passeggiare su di esso e fare danni incalcolabili… La burocrazia consente per manifesta fregatura a questi cretini di poter indisturbati sfogare la loro frustrazione umana su Vivara mentre non permette al legittimo proprietario di mettere mano al suo patrimonio onde evitarne la malora..è normale tutto questo? Quale mente malata potrebbe mai solamente pensare una cosa del genere?? Il Comune sulla questione è sensibilizzato: 2 settimane fa sono stato insieme al Sindaco proprio in Regione per discutere sulla problematica ponte; alla fine ci siamo lasciati con l’impegno del Sindaco a richiedere la gestione d’uso del ponte alla Regione che a sua volta si dichiarava disponibile a concederla. Mi auguro proprio che il Comune abbia già inoltrato tale richiesta poiché questa è l’unica strada per risolvere questa vera e propria barzelletta di Stato. Sulla inesistenza totale di attività di gestione preferisco non parlarne; mi auguro solo che questa ignavia cessi al più presto e che chi di dovere presto intervenga. A Procida stanno chiudendo attività commerciali e l’economia è in ginocchio, Vivara potrebbe rappresentare un volano sano e valido per ridare slancio alla nostra isola. Per non parlare della mancanza di spazi verdi a Procida, e adesso che anche il sottoscritto ha una bambina che non sa dove portare per una passeggiata che non comporti il rischio di prendere l’asma da inquinamento gas di scarico me ne rendo ancora più conto. A questo punto però le parole servono a poco; prima che succeda dell’altro e ben peggio (la stagione calda è alle porte e non vi è certezza che sia operativo un valido sistema antincendio) c’è bisogno che l’intera popolazione si ponga una domanda: vogliamo tutti bene a Vivara? Se la risposta come credo e spero è affermativa, allora è giunto il momento di darsi tutti una mossa. Personalmente mi sono un po’ stufato di fare battaglie contro i mulini a vento in solitudine o con poca compagnia; una situazione così assurda la possiamo affrontare solamente come comunità tutti uniti. Io chiedo un cenno a tutte le persone seriamente interessate a dare un contributo per farci sentire tutti e con forza dal Ministero dell’Ambiente (responsabile della gestione che non c’è) e dalla Regione (per l’assurdità del diniego al passaggio sul ponte). E’ arrivato il momento prima che sia troppo tardi. E’ un po’ come la questione dei nostri marittimi rapiti dai pirati: Vivara si trova allegoricamente in una situazione simile e la comunità intera deve attivarsi per pretendere la sua liberazione. Se ci siamo riusciti per i nostri amici di certo ce la faremo anche per Vivara.

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