di Salvatore Marigliano
Capita, nel percorso di vita di ognuno ,di sentirsi emotivamente scompensato, di vivere sbalzi umorali, inspiegabili incongruenze comportamentali, per evitare tutto ciò, per fuggire dall’apatia, per non implodere, per non conoscere la depressione, a mio giudizio, il modo migliore lo si trova nella scrittura terapeutica . Essa è una liberazione dell’ animo, un libero sfogo emozionale, un viaggio introspettivo alla scoperta di se stessi, nei propri labirintici meandri della mente, a stretto contatto con le proprie ansie, con le proprie paure, con le proprie angosce ,implose nell’ inconscio. Dopo la mia estremizzante esperienza di scompenso psicotico, avvenuta quest’estate, venni a conoscenza che era istituito, presso l’associazione POIESIS PROCIDA, un laboratorio di scrittura terapeutica; prontamente mi iscrissi e così la conobbi, la sperimentai quotidianamente e constatai in poche sedute la sua funzione rigenerante. In breve, io, risorsi, rinacqui, rivivificato, rinsavito, lenito nel mio animo, nel mio corpo, nella mia mente. Scrivendo il mio vissuto, ho risvegliato ricordi, sensazioni, emozioni, riflessioni che mi intrappolavano in una ragnatela di domande inevase che implodevano il mio io; dopo leggendomi e rileggendomi trovai il modo autoreferenziale per potermi criticare, colmando così le mie naturali lacune con risposte semplici, dando finalmente libero sfogo al mio ego. La scrittura terapeutica, dunque, è metodo ideale per affrontare e risolvere le incongruenze e gli scompensi psico-emozionali-comportamentali a cui spesso siamo forzatamente sottoposti, incongruenze e scompensi scatenati dagli orripilanti, innaturali, distruttivi stili di vita contemporanei. Per cercare conforto in noi stessi, per affrontare, combattere e vincere la sfida della vita, esorto tuti ad avvicinare, a conoscere, a frequentare e ad amare la scrittura terapeutica.
Fonte: “Il Golfo”
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