Così Procida “Disegna” la Terra Murata che verrà

terra murataQuando, nei giorni scorsi, “Il Procidano” ha deciso di ospitare le riflessioni del dott. Giacomo Retaggio sul destino dell’ex complesso carcerario di Terra Murata, auspicavamo, considerato l’entità e l’importanza dell’argomento per l’intera comunità, l’apertura di un pubblico confronto. E’ con vero piacere, quindi, che registriamo e pubblichiamo l’articolo de “Il Golfo” uscito questa mattina 22 aprile 2013.

“Cultura, alta formazione, creatività, laboratori, natura ma anche tutto quanto occorre per un’accoglienza di turismo di qualità: il bene dovrà perseguire tra l’altro gli obiettivi di radicamento di un turismo destagionalizzato consentendo nel contempo un aumento dei posti letto esistenti sul territorio, che oggi rappresentano un handicap evidente: da 350 potrebbero passare a 2.200

C’è una relazione ampia e dettagliata dietro il progetto di acquisizione del Comune di Procida dell’ex Carcere di Terra Murata, un bene attraverso il quale l’isola di Arturo punta a rilancio ed ad un definitivo collocamento nel panorama turistico, riuscendo in parte a colmare quello che ancora oggi è un gap evidente con le altre due isole del Golfo di Napoli, Ischia e Capri. Un progetto denso di riflessioni, domande ma anche linee di indirizzo e che noi oggi cominciamo a mostrarvi nell’ambito di un resoconto che per ovvi motivi dovremo dilazionare in più appuntamenti. Il Riuso e la valorizzazione dell’ex Carcere Borbonico – circoscritto dai contigui nuclei storici di Terra Murata, Corricella, Casale Vascello e Marina Grande – con i suoi attuali. Ma per la destagionalizzazione, la competitività, l’innovazione e la capacità di proposti come territorio virtuoso, quali sono le destinazioni  compatibili dell’ex carcere?

Il solo restauro dei contenitori – si legge nella relazione – ove ne sussistessero le condizioni economico finanziarie dell’Ente Comunale per poterlo realizzare, non è una condizione sufficiente a garantire a farli rivivere, ma è necessario scegliere funzioni e destinazioni d’uso capaci di renderli potenti poli di attrazione culturale e turistica, attuando i suddetti principi di sostenibilità ambientale e paesaggistica indispensabili per la migliore vivibilità dell’Isola. Partendo dalle indicazioni della citata Delibera di Giunta Comunale n.191/2010, le destinazioni possibili sono dunque legate per un segmento alla cultura, all’alta formazione, alla creatività (percorso museale, scuola e spazi per master, laboratori, vigna orto e parco) e per l’altro all’accoglienza di un turismo di qualità (culturale e naturalistico) e destagionalizzato (albergo, sale congressi, ristorazione, intrattenimento, benessere).

Il bene dell’ex carcere potrà contribuire a perseguire gli obiettivi di radicamento di un turismo destagionalizzato consentendo, tra l’altro un incremento significativo dei posti letto alberghieri esistenti oggi pari a circa 350, con l’esclusione degli affittacamere, campeggi e case private che complessivamente offrono ulteriori 2200 posti letto circa. Procida non ha bisogno dell’incremento di un turismo balneare di massa, ma di accogliere un target internazionale di turismo culturale e naturalistico alla ricerca di luoghi non contaminati e contraffatti. Affianco a questi segmenti di offerta turistica con la valorizzazione del bene si potrebbe dare risposta alla domanda di turismo congressuale e meglio strutturare la presenza dell’Università sull’isola.

Il turismo congressuale e universitario ha necessità di strutture adeguate e parte del complesso dell’ex carcere può rispondere a questa crescente domanda di cui vi è una scarsa offerta nel Sud. Inoltre la presenza di studenti stranieri potrebbe consentire anche un uso destagionalizzato oltre che del sistema alberghiero anche delle seconde case, non utilizzate nei periodi di bassa stagione. Altro tema significativo, come già detto, per la valorizzazione dell’intero centro storico, è legato alle azioni di valorizzazione del patrimonio privato che possono essere incentivate, tra l’altro, con la richiesta di contributi pubblici e/o detassazioni tese al miglioramento del decoro urbano e all’eliminazione di materiali di finitura degli eterni impropri ed estranei alla pregevole architettura diffusa dell’isola. Ciò attraverso le norme e schedature del c.d. Piano del colore al fine di eliminare le condizioni di degrado o di rifacimenti delle facciate realizzati alterando le invarianti architettoniche, il valore e l’immagine corale del paesaggio urbano procidano.

Saranno pubblicizzate, effettuando azioni di sensibilizzazione verso i cittadini affinché partecipino alla valorizzazione del contesto. Quindi, il complessivo intervento programmato, riguarderà il Complesso Monumentale dell’ex carcere, ma al contempo sarà attuato la valorizzazione dell’attrattore culturale e paesaggistico nel suo insieme: il borgo di Terra Murata, il Complesso di S.Michele Arcangelo, il Conservatorio delle Orfane, l’ex Convento di S.Margherita Nuova, la Corricella, i Casali e la Marina. Il complesso dell’ex Carcere Borbonico, come detto, si presenta come un insieme di corpi caratterizzati dall’essere un “impianto urbano cinquecentesco” con i successivi inserimenti borbonici. L’azione di valorizzazione non potrà essere frammentata ma dovrà seguire una regia ed un’azione unitaria sia nelle fasi di restauro che di gestione. Il valore storico architettonico del bene simbolo dell’intera storia dell’isola dovrà prevedere, in sintonia con le diverse destinazioni d’uso compatibili, un percorso pubblicamente fruibile, (da definirsi nella fase di progetto preliminare, anche con il contributo della Soprintendenza), che attraverso un appropriato itinerario, consentirà la visita pubblica delle parti rappresentative del bene: percorso museale in parte del Palazzo d’Avalos, passeggiata storico paesaggistica sulle mura e nella Spianata.

Diverse le destinazioni, tutte integrate e interagibili, sia con fini turistici che con fini culturali. Inoltre la strategia di valorizzazione terrà in debita considerazione il contesto dei borghi di Terra Murata, Corricella e dei Casali: in particolare del Casale Vascello, nel quale i cespiti sono inseriti, anche al fine di favorire un proficuo processo di contaminazione a beneficio di tutti gli stakeholders del territorio. Elemento fondante e caratterizzante l’intento strategico è quello di favorire una ricaduta culturale ed economica positiva sul territorio isolano, attraverso una forte interazione con le risorse locali e tale da determinare un indotto in grado di moltiplicare l’effetto benefico dell’investimento di valorizzazione.

L’obiettivo è quello di predisporre un progetto architettonico e gestionale che, da un lato tenga conto della necessaria funzionalità economico finanziaria, per attrarre investimenti privati, sia per le attività di restauro che di quelle di gestione (attraverso l’istituto della “concessione”) e, dall’altro, miri a favorire un’iniziativa in grado di sposarsi ed interagire con le risorse del territorio. E’ evidente che in questo contesto rivestono una importanza fondamentale le modalità di attuazione del programma e soprattutto quelli che sono i tempi di realizzazione, di cui però ci occuperemo nella seconda parte di questo dossier, che sarà pubblicata nell’edizione de Il Golfo di lunedì prossimo, 29 aprile.”

1 – CONTINUA

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2 commenti

  1. antongiulio traiola

    arte e orti si comincia a far strada tra il popolo di procida l’idea che si possa riappropriarci di terra murata e trasformarla in un contenitore di tutto quello che i procidani sanno fare cioè arte con un teatro sala prove cinema e orti nei terreni circostanti con una produzione che richiami quello ch già facciamo da secoli in questa terra e con un ostello della gioventu che con ristoranti a km0 di lavoro a tutte le maestanze e artisti che realizzeranno la struttura e come capitali quelli che procida ha tra le famiglie che non vogliono vedere lontani i propri figli

  2. geppino pugliese

    La verità

    nuda e cruda dell’avvenire del carcere l’ha spiegata molto bene il dott. Retaggio , senza fronzoli,nè linguaggio politichese.

    Il progetto dell’acquisizione descrive delle utopie , dei sogni fantastici.

    Basta d’altronde vedere come è ridotto il “Palazzo della Cultura ” , come è trattata Vivara,chiusa da secoli…, la collina di S.Margherita con la chiesa omonima, interdetta al pubblico,perchè comprata dagli affittuari e poi cementata con case abusive

    la chiesa di S. margherita Nuova, che dopo due ristrutturazioni,è ancora interdetta ai visitatori

    insomma…ce ne sarebbero cose da dire..

    ma si sa,la politica e gli squali politici,sono fatti cosi,devono illudere…

    e sperare in un probabile finanziamento per rifocillarsi….

    per non parlare che mancano,addirittura, i soldi per approntare lavori di emergenza, all’Abbazia di S. Michele Arcangelo,per non parlare,poi, dei lavori strutturali…

    non voglio criticare per partito preso,ma una cosa è la realtà delle cose e una cosa è la fantasia…

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